ALTRO CHE NOVITA’, ECCO GLI SPRECHI DI RENZI COME PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

A DENUNCIARLI ALLA GDF ALESSANDRO MAIORANO, DIPENDENTE DEL COMUNE DI FIRENZE
Come previsto Matteo Renzi ha perso al ballottaggio le Primarie di centro-sinistra contro Pierluigi Bersani. Sebbene si proponga come la novità che scalpita per far fuori la vecchia classe dirigente del Partito democratico, in realtà Renzi sa già di vecchio. Di anni ’90. Incarna la sinistra abbindolata dalle illusioni della Globalizzazione, che ebbe in Clinton e Blair i suoi massimi esponenti. Ma anche quella sinistra plasmata dal potere della Tv e dal berlusconismo. Non a caso il suo collaboratore, Giorgio Gori, ha lavorato in Mediaset per diversi anni (come riportato qui). Dunque, l’alternativa principale nel Pd ai jurassici capitanati da Bersani, è quella nuova sinistra emersa dalle macerie del muro di Berlino. Una sinistra ipocrita, affarista, telegenica. Che poi, a guardare in faccia Renzi, direi pure mica tanto.
Ma a parte ciò, anche come amministratore Matteo sa già di vecchio. Anch’egli come Presidente della Provincia ha sperperato un bel po’ di denari. A denunciarlo alla Guardia di Finanza, con tanto di fatture alla mano, Alessandro Maiorano dipendente del Comune di Firenze da 33 anni, il più anziano dei 6.480 in forza al Comune.

GLI SPRECHI – Sarebbero ben 20 milioni di euro le fatture che Renzi, ai tempi della Provincia, ha dilapidato. Sono emerse spese folli in relazione ad alcune partecipate. Ecco qualche esempio: 4,2 milioni di euro alla Florence Multimedia, una società di comunicazione che doveva essere usata per valorizzare la Provincia e in realtà è stata usata da Matteo Renzi per valorizzare soltanto la sua persona. Ci sono poi 707.000 euro dati a una fantomatica associazione chiamata Culter. 70.000 per due viaggi in America con un giornalista al seguito. 3.000 euro spesi all’interno di un Grand Hotel. 150.000 euro dati a la Nazione per realizzare una mostra. 1.800.000 dati per altre donazioni. Fiori, regali, pranzi, cene, voli intercontinentali. Per un totale finale, appunto, di 20.000.000 di euro.
Tutte spese sulle quali la Corte dei conti ha già messo sotto la lente d’ingrandimento.
Poi ci sono 100 assunzioni a chiamata diretta del sindaco di Firenze che, manco fosse il presidente degli Stati Uniti, sono costate 25-30 milioni di euro.
Certo, sebbene si tratti di qualche anno fa, era comunque un’altra era per gli enti locali; ancora nelle possibilità di spendere e spandere a proprio piacimento mediante fondi a pioggia incontrollati. Ma se anche Renzi ha partecipato a questo allegro banchetto, non può porsi come la novità. Come detto, sa già di vecchio.

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