Beppe Grillo paladino anti bufale: ma ecco tutte quelle che ha detto negli anni

LE SIRENE ESISTONO

All’inizio di questa legislatura salì agli onori delle cronache la deputata Tatiana Basilio, che in un post Facebook sposò addirittura la causa dell’esistenza delle sirene: “ci sono prove schiaccianti”, scrisse, spiegando che una delle leggendarie creature era stata vista da “sei scienziati che stavano facendo studi”, tuttavia il “National Oceanic and Atmospheric Administration nega tutto, gli sequestra il materiale e li caccia via!. Perché? Di cosa hanno paura? Perché non ammettere un fatto tanto evidente?”. Uscirono polemiche, protestarono anche alcuni eletti pentastellati negli enti locali. La diretta interessata, poi, corresse la rotta: “Ormai – scrisse di nuovo – vedo che tra tante cose serie non si può più nemmeno scherzare, fare un po’ di ironia e un po’ sognare”. E ovviamente se la prese con i giornalisti.

LE MAMMOGRAFIE PER “CREARE” MALATI

Nel maggio del 2015, durante la marcia per il reddito di cittadinanza, Grillo sfoderò una suo dei suoi temi-chiave: la salute. “Il fine oggi della sanità”, osservò, è “prendere dei sani e renderli malati cronici. Io ti faccio un ceck up – disse ad un giornalista – e ti trovo quaranta cose che ti faccio impazzire”. E puntò il dito contro “degli strumenti che ti rendono malato, da sano”. A simbolo di questo andazzo citò Umberto Veronesi: “va in tv a dire che bisogna fare le mammografie, perché la General Electrics fa i mammografi, forse gli dà una sovvenzione nella sua fon

dazione”. Il ministro Lorenzin stigmatizzò il “concentrato di pericolosa disinformazione”. Grillo diede la colpa di tutto ai giornalisti. E meno male che la diagnosi precoce del cancro alla mammella, oggi, consente di guarire il 90% dei casi.

L’AIDS NON ESISTE

Attorno alla diffusione “male del secolo” si è sempre snodato una certa, varia vena complottistica. A cui il buon Grillo, nei suoi spettacoli, ovviamente dimostrava di aderire, seguendo il suo filo logico di una patologia creata ad arte. “Prima scoprirono il virus – diceva Grillo nei suoi spettacoli – e poi ci voleva l’epidemia. Se no che c..di virus era?”. E rincarava poi la dose definendo l’Aids “la più grande bufala di questo secolo”. Oltretutto, il leader dei 5 Stelle negava persino la pericolosità dell’HIV: “Mai è stato provato che esista il virus Hiv, nessuno lo ha mai visto”. Tutte argomentazioni puntualmente smentite dalla realtà scientifica, tanto che qualche anno fa la Lila (lega italiana per la lotta contro l’Aids) scrisse al comico smontando i SUOI cliché pseudoscientifici.

IL COMPLOTTO DEI FRIGORIFERI

bufale raggiAnche la Raggi si è fatta scappare le bufale. È passata alla storia come “il complotto dei frigoriferi”. In un’intervista a Repubblica, il sindaco di Roma Virginia Raggi adombrò qualche manovra dietro al fatto che molti frigoriferi giacevano dimenticati per le vie della Capitale. “Non ho mai visto tanti rifiuti pesanti, divani, frigoriferi abbandonati per strada. Non so se vengono fatti dei traslochi, se tanta gente sta rinnovando casa, ma è strano”. Incalzata con un’altra domanda, rincarava: “Ci sono frigoriferi che invece di essere portati all’isola ecologica vengono buttati vicino ai cassonetti e non è mica un lavoro semplice portarli lì. (…) Mi sembra strano”. Ragionamento che scatenò le ironie sui social. La spiegazione “scientifica” stava nel fatto che la gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti pesanti era sospesa da qualche mese.

4 commenti su “Beppe Grillo paladino anti bufale: ma ecco tutte quelle che ha detto negli anni

  1. roby il said:

    25 settembre 1880. La pronunciò un giornalista allora celebre (ed ora dimenticato, come sempre i giornalisti) John Swinton, durante un banchetta New York. Gli astanti, a tavola, gli chiesero di fare un brindisi in onore della Libertà di Stampa.
    John Swinton si alzò – era in frac, scintillava lo sparato bianco – e col calice in mano, cominciò: “Non esiste in America stampa libera e indipendente. Voi lo sapete quanto me. Non uno solo fra voi osa scrivere le sue oneste opinioni, e sapete benissimo che se lo fate, non saranno mai pubblicate. Non mi pagano lo stipendio perché pubblichi le mie opinioni, e se ci arrischiassimo a farlo, ci troveremo immediatamente sul lastrico. Il lavoro del giornalista è la distruzione della verità, la menzogna patente, la manipolazione dei fatti e delle opinioni al servizio del Potere e del Denaro. Noi siamo gli strumenti dei Potenti e dei Ricchi che tirano i fili dietro le quinte. I nostri talenti, le nostre capacità, le nostre vite appartengono a questi individui! E voi lo sapete quanto me”.

  2. roby il said:

    Infatti sullo scandalo Parmalat c’era arrivato anni prima della magistratura e dei tuoi piccoli e inutili politici di riferimento…. riprendetevi popolo di lobotomizzati

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