Beppe Grillo paladino anti bufale: ma ecco tutte quelle che ha detto negli anni

LO SBARCO SULLA LUNA

La celebre camminata di Neil Armstrong sulla luna è un pallino di Carlo Sibilia, tra i principali esponenti del Movimento e componente del fu direttorio. Il 20 luglio del 2014 twittò: “Oggi si festeggia anniversario dello sbarco sulla luna. Dopo 43 anni nessuno se la sente di dire che era una farsa”. A parte che dal ’69 al 2014 di anni ne corrono 45, ma ormai la teoria della messinscena americana dell’arrivo sulla luna è talmente consumata da essere passata di moda. Ma per Sibilia questo non ha importanza e, dopo la valanga di sfottò sui social, rimarcò: “scusate, rettifico, siamo andati sulla luna e Berlusconi è onesto”. Certo, detto da uno che prima di diventare deputato proponeva il matrimonio “tra specie diverse purché consenzienti” appare tutto degno di verità storica.

L’ho inserita per onestà intellettuale, ma allo sbarco sulla Luna quanto bufala ci credo anche io.

MATURI O MATURATI?

Poco più di un anno fa un’intervista di Luigi Di Maio al Financial Times fu rilanciata con grande clamore sul blog di Grillo. “Il Financial Times: ‘Il Movimento 5 Stelle è maturo per il governo'”, era il titolo del post, che sembrava una legittimazione da parte del quotidiano inglese per il Movimento. Peccato, però, che le cose stavano un po’ diversamente. La traduzione vera del titolo era: “Il Movimento Cinque Stelle Italiano matura”, che nella versione online della testata variava in “vuol essere preso sul serio”. Ma non

finisce qui. Perché “il movimento di protesta ha fatto molta strada dal suo inizio eccentrico ed ora è diventato il secondo partito del Paese”, passaggio del pezzo che divenne “Il M5S è maturo. Un partito dal passato eccentrico si reinventa come alternativa a Renzi”. Concetti stravolti.

SMOG KILLER

Alla fine dello scorso anno un titolo del blog di Grillo rimbalzò su tutti i siti di news: «Morti di guerra in tempo di Pace, 68 mila». In pratica, nel post si analizzavano le previsioni dell’Istat, secondo cui i decessi nel 2015 sarebbero stati 68 mila in più rispetto all’anno precedente, e si additava come causa lo smog che «sta rendendo le città italiane più simili a Pechino». A stretto giro arrivò, in un colloquio al Mattino (Titolo: “il leader M5S manipola i dati”), la controreplica del professor Gian Carlo Blangiardo, studioso che veniva citato nel post a sostegno dell’equazione smog uguale morti. “L’incremento delle morti c’è stato eccome – disse – Ma di qui a imputare la causa solo all’inquinamento ce ne vuole”. E ancora: “ci sono invece un mix di motivi”, primo fra tutti “l’invecchiamento della popolazione”.

DI BATTISTA E L’EBOLA

bufale di battistaAlessandro Di Battista, punta rivoluzionaria del movimento che oggi impazza con il suo libro di memorie dal retrogusto sudamericano. Però la politica estera non è il suo forte, e il 12 ottobre 2014, parlando della Nigeria dal palco della kermesse grillina del Circo Massimo, disse che il territorio del Paese era in mano per “il 60% ai fondamentalisti islamici di Boko Haram, la restante parte è Ebola”. Uno scenario quanto meno esagerato, considerando che la percentuale di controllo del territorio dei guerriglieri islamici è di molto minore. Idem per la diffusione di Ebola, tanto che nell’ottobre dello stesso anno l’Oms dichiarò il Paese “Ebola free”. Per queste parole, quindi, Di Battista finì nell’elenco del New York Times dei politici “spargitori di bugie”.

4 commenti su “Beppe Grillo paladino anti bufale: ma ecco tutte quelle che ha detto negli anni

  1. roby il said:

    25 settembre 1880. La pronunciò un giornalista allora celebre (ed ora dimenticato, come sempre i giornalisti) John Swinton, durante un banchetta New York. Gli astanti, a tavola, gli chiesero di fare un brindisi in onore della Libertà di Stampa.
    John Swinton si alzò – era in frac, scintillava lo sparato bianco – e col calice in mano, cominciò: “Non esiste in America stampa libera e indipendente. Voi lo sapete quanto me. Non uno solo fra voi osa scrivere le sue oneste opinioni, e sapete benissimo che se lo fate, non saranno mai pubblicate. Non mi pagano lo stipendio perché pubblichi le mie opinioni, e se ci arrischiassimo a farlo, ci troveremo immediatamente sul lastrico. Il lavoro del giornalista è la distruzione della verità, la menzogna patente, la manipolazione dei fatti e delle opinioni al servizio del Potere e del Denaro. Noi siamo gli strumenti dei Potenti e dei Ricchi che tirano i fili dietro le quinte. I nostri talenti, le nostre capacità, le nostre vite appartengono a questi individui! E voi lo sapete quanto me”.

  2. roby il said:

    Infatti sullo scandalo Parmalat c’era arrivato anni prima della magistratura e dei tuoi piccoli e inutili politici di riferimento…. riprendetevi popolo di lobotomizzati

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