Cinecittà compie 80 anni: il Fascismo regalò all’Italia la sua Hollywood

cinecittà liz taylor cleopatraMa le grandi produzioni targate Cinecittà come il nuovo “Quo Vadis?” con Robert Taylor (1951), “Ben Hur” con Charlton Heston (1959), “Cleopatra” con Liz Taylor (1963) ebbero soprattutto il pregio di risvegliare un cinema di genere tutto italiano, realizzato in economia e traboccante di idee nel segno dell’arte di arrangiarsi che furono l’autentico polmone economico con cui la produzione nazionale seppe rilanciarsi. E’ la Cinecittà a cui rende omaggio Fellini soprattutto in “Roma”, ma che Ettore Scola rievoca in “C’eravamo tanto amati”.

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Il declino di Cinecittà dagli anni ’80

Poi arrivarono gli anni ’80 e la crisi di idee del cinema italiano. I grandi registi ed attori del passato erano ormai quasi tutti morti o invecchiati e facevano capolino nuovi talenti emergenti che in realtà non sono riusciti ad eguagliarli. Cinecittà divenne così sempre più palcoscenico di film minori, commerciali. Una crisi ben raccontata da film come  “Ginger e Fred” di Fellini o “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore. Sebbene non manchino sussulti interessanti come “Gangs of New York”, il laboratorio del pluripremiato Dante Ferretti, la produzione del kolossal televisivo “Rome”. Cinecittà sopravvisse al Fascismo, ma le ambizioni originarie sono morte con lui.

Ecco un breve video sull’inaugurazione di Cinecittà:

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