Dalida, trent’anni fa moriva la Diva triste: la carriera e le canzoni più belle

Negli stessi anni partecipa a tre edizioni di Canzonissima: nel ’69 con Oh Lady Mary e Nel 2023, nel 1970 con Darla dirladada e Non è più la mia canzone e, infine, nel 1971 con Mamy Blue e Ciao amore ciao. In televisione è spesso ospite d’onore nelle trasmissioni più importanti. Tante le canzoni di successo interpretate in quegli anni, scritte da cantautori italiani di successo: Paolo Conte (La speranza è una stanza, 1968), Herbert Pagani, Bruno Lauzi (Uomo di sabbia), Gino Paoli (Un uomo vivo, 1960), Umberto Bindi (Non mi dire chi sei, 1960), Piero Ciampi (La colpa è tua, 1970), Luigi Tenco (Vedrai Vedrai, 1979, Ciao amore ciao, 1967). Suoi successi, in hit parade: Gli zingari, Ascoltami, I ragazzi del Pireo, La danza di Zorba, Mama, L’ultimo valzer, Dan dan dan, Quelli erano giorni, Un po’ d’amore. Oh lady Mary e Darla dirladada sono stati buoni successi italiani. L’ultima presenza di Dalida nella hit risale a Diciotto anni nel 1974.

Continuarono poi le reinterpretazioni in francese di noti brani italiani: Lucio Dalla (Jésus Bambino, 1970), Ivano Fossati (Dédié à toi, 1980), Pino Donaggio (Comme symphonie, 1960), oltre ai già citati Paoli, Bindi, Tenco (Loin dans le temps, ovvero Lontano lontano, 1967). Soprattutto quelle di Mina: Tintarella di luna, in Francia con titolo Le petit clair de luna; Un anno d’amore in versione francese col titolo C’est irréparable; Parole parole con testo in francese, in coppia con l’amico Alain Delon, nel 1973.

Gli anni ’70 e ’80 di Dalida con brani più profondi

il venait d avoir 18 ans gigi l amoroso dalidaA cavallo tra gli anni ’60 e ’70, Dalida intraprese diversi viaggi in Nepal come percorso di ricerca interiore. La cantante e attrice, ormai diventata una Diva, non riusciva a trovare la pace interiore. Nel 1971 abbina le due arti, Musica e Cinema, in un recital all’Olympia di Parigi nel 1971, che segnerà il cambiamento della cantante che passa gradualmente a testi più profondi, maturi. Che bene rispecchiano il suo stato interiore. Vi farà ritorno nel 1974 e nel 1977. In quegli anni sarà ai vertici delle classifiche francesi con Darla dirladada, Il venait d’avoir 18 ans e Gigi l’amoroso. Inciderà anche Tornerai (in Francia J’attendrai, al primo posto in hit parade), Ciao come stai, Tua moglie e un LP Sempre più Dalida. Nel 1980 sarà anche negli Stati Uniti al Carnegie Hall. Sondaggi di quegli anni la danno tra i cantanti più amati dai francesi.

Nel 1984, per la televisione francese, con la regia di Jean Claude Averty registra un programma dal titolo Dalida idéale. Nel 1985 un nuovo LP, il penultimo, intitolato semplicemente Dali. Con Kalimba de Luna di Esposito del 1984 si rivede anche di più in Tv, anche dal nostro Maurizio Costanzo. Per l’estate di quell’anno arriva L’innamorata e Soleil, nuovo 45 giri. Inciderà Soleil anche in italiano (Mediterraneo) e sarà l’ultima incisione italiana con due relative apparizioni in televisione, di cui uno al Maurizio Costanzo Show.

Nel 1985 accetta l’invito di Patrick Sebatier per partecipare al Jeu de la verité (“Gioco della verità”), il programma più celebre del momento. È un programma in diretta e si risponde a domande dei telespettatori, sia sulla vita privata che sulle sue idee politiche (era amica del Presidente socialista François Mitterrand). Tra un successo e l’altro, nel 1986 torna in Egitto per recitare nel film Le sixième jour (Il sesto giorno, di Youssef Chahine) per la prima volta in un ruolo drammatico e come protagonista. Il film avrà la sua prima internazionale in un cinema a Choubra, il quartiere dove la cantante ha vissuto da bambina. Che sarà un trionfo. A Parigi viene accolto bene dalla critica ma non dal pubblico.

Partecipa alla crociata di molti Vip dell’epoca contro l’Aids. Virus diventato dilagante.

1987: l’isolamento e il suicidio di Dalida

Dal gennaio 1987 comincia a ritirarsi sempre più dalle scene e si isola nel privato. La sua ultima uscita ufficiale risale al 7 marzo 1987 per la serata dei César, gli Oscar del cinema francese. L’ultimo concerto ad Antalya, in Turchia, alla presenza del presidente della repubblica.
Il 2 maggio 1987, dopo aver chiamato il fratello-manager Bruno (più noto sotto il nome d’arte Orlando, in origine nome del fratello più grande), annunciandogli il rinvio di un previsto servizio fotografico a causa del freddo, e dopo aver detto alla cameriera che sarebbe andata a teatro, uscì con la vettura, fece il giro dell’isolato, imbucò una lettera per il fratello e si recò nella sua casa in rue d’Orchampt sulla Butte di Montmartre e ingerì dei barbiturici. Morì il 3 maggio. Accanto al corpo fu trovato un biglietto: Pardonnez-moi, la vie m’est insupportable (Perdonatemi, la vita mi è insopportabile).

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