LA DESTRA CHE VERRA’, TRA GRILLISMO E JERRY SCOTTI

DOPO LE DIMISSIONI PRIMA E LA MAZZATA ALLE AMMINISTRATIVE POI, BERLUSCONI STUDIA COME RILANCIARE IL SUO PROGETTO POLITICO. MA PUZZA DI RITORNO ALLE ORIGINI
A oltre 18 anni dalla sua discesa in campo, Silvio Berlusconi ha perso attrattiva. Il suo sorriso, stanco e rifatto, non basta più per persuadere gli elettori. Rispetto al ’94 è cambiato il mass-media dominatore: la Tv ha lasciato il posto a Internet. Giovanissimi, giovani e meno giovani si informano sempre più navigando (incappando purtroppo sovente in bufale e false notizie) e sono attratti dai politici che al meglio utilizzano la rete. Non a caso a far presa sono soprattutto Grillo e Vendola. Il Cavaliere deve dunque adeguarsi; eppure, stando ai suoi primi passi, pare stia rimettendo in piedi un progetto molto simile a Forza Italia: un partito composto da personaggi del Mondo dello spettacolo e pensatori a lui vicini, nonché poggiante sul populismo. Non a caso Berlusconi sta incolpando, per il vistoso calo dei consensi al suo partito, l’appoggio al Governo Monti; dunque si sta ponendo in chiave anti-europeista e anti-governativa. Una strategia che sta già ripagando Idv e Sel e sta facendo alzare la china alla Lega travolta dallo scandalo in casa Bossi.

SI CHIAMERA’ ITALIA PULITA? – Ad inizio giugno si era dato anche un nome a questo progetto: Italia pulita. Pare che, per limare alcuni dettagli, sia stato sveglio un’intera notte, accanto al suo fedele amico di sempre, Marcello Dell’Utri. E proprio lui, alla fine, ha tirato fuori il “coniglio dal cilindro”, lo slogan da mettere sotto il nuovo nome: “Cambiare per unire”. Anche sul simbolo, l’inossidabile coppia Berlusconi-Dell’Utri è andata sul classico. Il simbolo della lista ricorderà, almeno nei colori, la vecchia bandiera di Forza Italia (bianco, rosso e verde), ma la scritta di Italia Pulita dovrebbe essere in azzurro, “sfumata”, non solo per essere di richiamo al popolo “azzurro”, ma anche perché, com’è noto, gli italiani “si sentono azzurri dentro”, sarebbe stato l’ennesimo suggello di Dell’Utri mentre sul televisore vedeva scorrere le immagini di Italia-Germania dell’82 rimandate in onda da La 7.
Il nuovo nome è stato sottoposto a un sondaggio instant di Alessandra Ghisleri. E i risultati sono stati talmente incoraggianti da convincere il Cavaliere a mettere subito sotto chiave la trovata. Pare che circa il 65% del campione abbia dato il proprio “entusiastico assenso” a un partito composto da campioni di “pulizia morale”. Tra i nomi circolati il solito Montezemolo – che però pare abbia un progetto tutto suo, come ormai dice da anni senza nulla di concreto – Guido Bertolaso, Vittorio Feltri e, udite udite, Jerry Scotti. Magari per illudere ancora una volta gli italiani: nel ’94 il Cavaliere promise un milione di posti di lavoro; oggi li illude di diventare milionari.
Berlusconi ha poi dichiarato di stare studiando i discorsi di Beppe Grillo, che fanno gran presa, trovando delle similitudini coi suoi primi discorsi di quasi vent’anni fa. Con la differenza che il comico genovese li proclama all’aperto urlando, gesticolando e offendendo, mentre lui si mostrava seduto, pacato e desiderabile alle massaie e anziane italiane.
MA IL CAVALIERE SMENTISCE PROGETTI CREATI A TAVOLINO E PARLA DI PRIMARIE – Eppure qualche giorno fa, nel corso dell’ufficio di Presidenza del Pdl con al suo fianco il fedele Alfano, Silvio Berlusconi ha smentito le ricostruzioni che gli attribuiscono la volontà di lanciare un nuovo partito al posto del Pdl. E poi ha aggiunto: “Non si deve regalare l’Italia alla sinistra. Occorre un segnale di compattezza, conosciamo l’esperienza di chi è uscito dalla casa madre e si è perso nel nulla”. Ha poi attaccato i giornali a lui vicini: “I giornali più vicini al Pdl ci fanno più male degli altri, è poi la critica che il Cavaliere ha rivolto alla stampa d’area di centrodestra”.  Non poteva mancare l’attacco alle toghe rosse: “i magistrati tengono persone in carcere al solo scopo di far muovere accuse nei miei confronti”. Ha poi affermato che anche nel Pdl ci saranno le primarie dal prossimo ottobre.
Il segretario del Pdl Angelino Alfano ha annunciato la presentazione di un documento in sei punti “per andare avanti con forza e affermare il fatto che nel nostro paese ci sono due grandi aree storiche e della nostra il protagonista è Berlusconi”. “Questa riunione è molto importante – ha aggiunto Alfano – noi abbiamo tenuto una linea coerente da novembre a oggi. Adesso, a maggior ragione, abbiamo lo sguardo proiettato al futuro”.
Insomma, a parte la possibile novità delle Primarie, la destra italiana si affida ancora una volta a Vip, populismo, anti-magistratura e riunioni segrete. Peccato che leader come Fini e Casini, che avrebbero le capacità di costruire una destra moderata e moderna, non si siano mostrati capaci di farlo. Se la sinistra italiana è morta insieme a Berlinguer, la destra italiana è stata sotterrata con Almirante.

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