M5S e ALDE, il matrimonio non s’ha da fare: le ragioni per cui sarebbe stato ridicolo

C’è fermento nel Movimento cinque stelle e anche una certa tendenza alla “normalizzazione”. Dopo aver cambiato lo Statuto, facendo sì che un avviso di garanzia non comporti l’espulsione automatica dal Movimento, ora arriva un’altra spinta verso una sempre maggiore istituzionalizzazione del M5S. Cambiamenti che, va premesso, passano comunque sempre per il voto online. Sebbene non manchino dubbi anche su questo metodo per l’inesistenza di controlli esterni sulla sua trasparenza. Il M5S, con il 78,5% dei voti a favore, ha votato infatti per entrare nel gruppo ALDE, formazione liberaldemocratica in seno al Parlamento europeo. Una scelta che ha spiazzato molti, dato che ALDE è, insieme a Popolari e Conservatori, il partito europeo a maggiore vocazione centrista ed europeista. Oltre che liberista. Mentre sappiamo dove sono stati i grillini dal 2014: nel gruppo degli euroscettici.

L’accordo poi è saltato nel pomeriggio stesso di ieri, per l’opposizione di diversi membri del gruppo. Ma ragioni ideologiche a parte, questa scelta del movimento di Grillo aveva già spiazzato tutti, anche alla luce di quanto M5S e ALDE si sono detti in questi anni. Lo riporto di seguito.

Perché l’accordo tra Grillo e ALDE conveniva ad entrambi

alde-coseParlare di una scelta dettata da reciproche convenienze viene naturale. All’indomani della tornata elettorale del 2014, ALDE è scivolato al quarto posto tra i gruppi nell’europarlamento dopo Popolari, Socialisti e Conservatori. Il gruppo è composto da tanti piccoli partiti provenienti da vari Paesi europei. Tra i più importanti, ci sono lo spagnolo Ciudadanos; il francese Movimento Democratico, creato dal politico di centrodestra François Bayrou; il principale partito di centrodestra danese, Venstre. Non ci sono formazioni politiche italiane. L’unica a provarci fu Scelta civica ma non riuscì a superare la soglia di preferenze sufficiente. In passato vi hanno fanno parte i membri del Partito Democratico eletti con la Margherita e i Radicali (dal 2004 al 2009), nonché l’Italia dei Valori per dieci anni (dal 2004 al 2014). Il PD è uscito dall’ALDE nel 2009, per confluire nell’S&D. Varie defezioni e la mancata elezione di storici membri, hanno ridotto ALDE a solo 70 membri. L’ingresso del M5S gli avrebbe dato una boccata d’ossigeno, essendo composto da 17 europarlamentari.

Di contro, anche ai grillini conviene confluire nell’ALDE. Il matrimonio con Ukip di Farage, nel 2014, fu visto da molti come naturale, data la matrice anti-politica e populista di entrambi. Ma, come ammette lo stesso Grillo, Ukip ha perso la propria ragion d’essere dopo la vittoria della Brexit. Pertanto, come egli stesso ha detto: “servono nuove alleanze per portare a termine progetti concreti”. I Verdi hanno risposto picche e allora Grillo si è rivolto ai liberaldemocratici. Inoltre, molti hanno anche sollevato un motivo prettamente economico: tra qualche giorno saranno elargiti ai partiti iscritti ai gruppi europarlamentari i cosiddetti Fondi 400, una cifra di circa 40 mila euro all’anno per ogni parlamentare. Un tesoretto di circa 680 mila euro usati dai pentastellati anche per finanziare attività sul territorio. Ma è un’accusa infondata considerando che i Cinquestelle già facevano parte di un gruppo.

Cosa significa ALDE e quale programma politico ha

alde logoDetto della sua composizione, cosa significa ALDE? Sta per acronimo di Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa. Come riporta Il Post, trattasi di è anche uno dei più vecchi gruppi parlamentari europei. Informalmente esiste dal 1952, così come il gruppo che sarebbe diventato l’S&D e il futuro PPE: all’epoca non c’era ancora il Parlamento Europeo, ma i politici europei già si dividevano in gruppi all’interno dell’assemblea comune della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA), l’istituzione internazionale da cui è originata l’Unione Europea. Nel corso degli anni i nomi di questi gruppi sono cambiati per tenere conto delle diverse forze politiche che ne hanno fatto e ne fanno parte.

Qual è il programma di ALDE? Come detto, ideologicamente è centrista, europeista e liberale. Favorevole al mercato unico europeo e anche al trattato commerciale internazionale TTIP. Storicamente è uno dei gruppi parlamentari europei più disposti ai compromessi col PPE e con l’S&D. Il presidente del gruppo è il belga Guy Verhofstadt, primo ministro del Belgio dal 1999 al 2008, che ricopre questo incarico dal 2009. Verhofstadt è anche il candidato dell’ALDE alla carica di presidente del Parlamento Europeo, sfidando quelli del Partito Popolare Europeo (PPE) e dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D). A candidarsi per l’Italia per questi ultimi sono Antonio Tajani e Gianni Pittella. Come ricorda invece Huffington Post, ALDE punta altresì sul rafforzamento della pace globale attraverso un crescente ruolo di stabilizzazione del Vecchio continente. Istruzione, diritti, ambiente, autonomie locali e lotta alla burocrazia sono i suoi cavalli di battaglia. Verhofstadt conosce anche molto bene l’italiano e fu anche molto critico nei confronti della presidenza russa di Vladimir Putin durante la crisi ucraina. Nel maggio 2015 Verhofstadt è stato inserito tra le 89 personalità europee non gradite in Russia.

Cosa diceva il M5S del capogruppo di ALDE

alde-grilloDopo l’annuncio di Grillo riguardo questa scelta politica, sul web è subito apparso qualche post che ricorda cosa dicevano i grillini su Verhofstadt nel luglio 2015. Come riporta sempre Il Post, veniva definito “impresentabile”, era descritto dal M5S come «il politico che più dentro al Parlamento europeo incarna l’euroStatocentrismo», e nel post veniva accusato per i suoi diversi stipendi e per un presunto conflitto di interessi legato al suo incarico di direttore indipendente per la società belga Exmar, che si occupa di trasporto di gas e petrolio.

E cosa diceva ALDE del M5S

alde-grilloMa anche il gruppo liberaldemocratico non aveva certo parole positive verso i grillini. Lo ricorda lo stesso M5s nel post del 2014 in cui venivano riportate le scelte degli europarlamentari pentastellati, che allora scelsero di andare con l’EFD di Nigel Farage: “completamente incompatibili con la loro agenda pro-Europa” definendo il M5S “profondamente anti europeo” e il suo programma “irrealistico e populista“.

3 thoughts on “M5S e ALDE, il matrimonio non s’ha da fare: le ragioni per cui sarebbe stato ridicolo

  1. Smens il said:

    Sarebbe stato ridicolo……perchè alde non l’ha voluto si cerca di dare una ragione al grillo, ma se l’accettavano non era ridicolo, quando si dice l’ipocrisia….

  2. stanco il said:

    Sono sempre e solo non seriamente politici, devono imparare cos’e’ la democrazia,(non e’ certo la votazione web, vedasi le manomissioni mondiali). e poi serve un documento di programmazione serio.

Lascia un commento

*