Da Messi al Como a Ronaldo al Parma, fino a Maradona alla Juve: quei 10 casi clamorosi che avrebbero cambiato la storia del calcio

Sì, nel 2003, pare che un 18enne Cristiano Ronaldo stesse per accasarsi in Emilia. In quel Parma per il quale Arrigo Sacchi stava allestendo un nuovo progetto tecnico. Allenatore era Cesare Prandelli e in vista della cessione di Mutu al Chelsea, era già stato opzionato questo giovane portoghese dello Sporting Lisbona. Poi «il diavolo ci mise la coda»: poco prima del passaggio definitivo, i lusitani affrontarono il Manchester United in amichevole. Cristiano Ronaldo giocò da campione e Sir Alex Ferguson volle prenderlo a ogni costo per i suoi «Red Devils». Con Cr7 in Italia la storia del Parma e della nostra serie A negli ultimi quindi anni sarebbe stata, forse, molto diversa.

Nedved a un passo dall’Inter

Oggi Pavel Nedved è un apprezzato dirigente di quella Juventus che vince tutto in Italia. Personaggio con il bianconero «cucito addosso». Eppure c’è stato un tempo (estate 2009) in cui anche la sua fede juventina ha vacillato. Merito (manco a dirlo) di Mino Raiola che, malgrado il suo assistito avesse da poco deciso di ritirarsi, gli sottopose la proposta del presidente nerazzurro Massimo Moratti. Il Pallone d’Oro ceco ci pensò, poi rinunciò. Anche per l’opposizione dei tifosi nerazzurri. Pare che Raiola ancora oggi glielo ricordi: «Se mi avesse ascoltato, avrebbe vinto il Triplete da protagonista; ma lui è un puro e non volle tradire il suo passato…».

Franco Baresi scartato dall’Inter

Che destino strano (ma bello) anche quello dei fratelli Beppe e Franco Baresi. In un giorno imprecisato del 1974 i due ragazzi (il primo nato nel 1958; il secondo classe 1960) furono accompagnati dal talent scout Guido Settembrino (allora allenatore dell’ U.S.O. Travagliato, il paese bresciano dove i due erano nati e vivevano) a fare un provino per l’Inter. Beppe, più grande e già formato fisicamente, fu subito preso; Franco ancora non sviluppato e gracile fu invece scartato. Così Settembrino lasciò il primo in nerazzurro e portò il secondo (infinitamente più talentuoso) al Milan, con cui alla fine avrebbe raccolto 715 partite ufficiali e «un monte» di scudetti, Coppe dei Campioni e altre soddisfazioni.

Pelè corteggiato da Napoli e Juventus

Edson Arantes do Nascimento «Pelè» ha raccontato che, sia il Napoli che la Juventus volevano ingaggiarlo ma che preferì rimanere al Santos: «Ci sono stati momenti in cui sono stato vicino a lasciare il Brasile. Sarei potuto andare in Spagna, al Real Madrid. O in Italia al Napoli. Poi ci furono anche altri tentativi da parte di Manchester United e Juventus, ma alla fine sono rimasto in Brasile. Senza rimpianti. Ero al Santos, all’epoca una delle squadre più forti del mondo…».

Fonte: Corriere della sera

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