Mondragone, talento sprecato

Mondragone è un comune di 28.624 abitanti della provincia di Caserta. L’origine del nome è legata a leggende e ipotesi storiche. Tra le prime, la più suggestiva vuole che qui esistesse un drago che appestava e uccideva chiunque trovasse sul suo passaggio. Tra le seconde, la più accreditata invece afferma che al tempo dell’invasione barbarica, la famiglia dei Dragoni fu costretta ad abbandonare il paese e a rifugiarsi sul castello sito sul Monte Petrino che sovrasta la città. Da lì il nome Montis Draconis (Monte dei Dragone) che con il tempo è diventato appunto Mondragone.

Storia di Mondragone

Quanto alle sue origini, dopo il periodo neolitico fu abitato dagli aurunci, che però ben presto furono scalzati dai romani. I quali fecero conoscere a questo territorio un ampio sviluppo grazie alla fertilità del suolo, la vicinanza del mare e alla via Appia che collegava fino a Roma. Altro importante passaggio si ebbe con la realizzazione della via Domitiana. Vie queste ultime ancora esistenti e sfruttate dalla popolazione. Tra il II e il I secolo a.c. diverse personalità di spicco scelsero Mondragone come luogo di vacanza.

Poi con il nuovo millennio vi furono alterne vicende, tra invasioni, carestie, passaggi di potere e una relegazione a ruolo di secondo piano.  Nel corso della seconda guerra mondiale Mondragone si contraddistinse per la strenua opposizione ai nazi-fascisti, che gli costò il truce eccidio delle Cementare. Che negli anni recenti gli è però valsa la medaglia d’oro al valor civile.

Per cosa è conosciuta Mondragone

Oggi Mondragone è nota soprattutto per la mozzarella di bufala, sebbene non sia mancato in passato qualche scandalo. Ma anche per il vino Falerno. Vanta inoltre alcune aree archeologiche, come l’antica Sinuessa e alcuni resti della succitata antica via Appia. Non mancano interessanti architetture religiose e le terme, ma entrambi sono poco sfruttate. Così come le potenzialità che avrebbe quale luogo di villeggiatura, essendo una località balneare. Il degrado che tristemente la contraddistingue da anni la relegano a zona di passaggio per raggiungere mete vicine più rinomate come Formia o Gaeta.

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