Quarant’anni fa in Nuova Zelanda fu pescato un mostro: la storia che pochi conoscono

Godzilla Vs King Kong. Mostro giapponese Vs mostro americano. Uno un dinosauro gigante, frutto delle radiazioni nucleari. L’altro un gigantesco scimmione dal cuore nobile catapultato suo malgrado nella metropoli americana. Due miti del Cinema di fantascienza messi anche contro nello stesso film, ultimo remake previsto per il 2020. In fondo, anche la realtà ci regala di tanto in tanto qualche storia curiosa, che fa pensare a mostri, alieni o animali ingigantiti e imbruttiti dalle radiazioni nucleari. Come una di ormai quarant’anni fa, nell’Oceano Pacifico, nei pressi della Nuova Zelanda. Quando un peschereccio giapponese, lo Zuiyo Maru, rinvenne un enorme pesce dalle strane fattezze. Di cosa si trattava? Vediamo di seguito questa strana storia.

Il rinvenimento in Nuova Zelanda di una misteriosa creatura da parte del peschereggio Zuiyo Maru

carcassa Zuiyo MaruA ricordare questa storia, ormai non più tramandata nel tempo benché assurda, è il sito Notizie. Era il 25 aprile del 1977, vicino alla Nuova Zelanda in un punto dell’Oceano Pacifico, quando il peschereccio Zuiyo Maru giunge in questa area per pescare degli sgombri a circa 300 metri di profondità. Il peschereccio aveva gettato le reti in mare per poter pescare meglio gli sgombri. A quel punto, tirandole su, si rendono conto di aver pescato qualcosa di molto più pesante di quanto avrebbero mai immaginato. Il peschereccio si rende conto di trovarsi di fronte una carcassa del peso di quasi due tonnellate e da un aspetto mai visto prima. La carcassa era decomposta. Il capitano del peschereccio pensava si trattasse di una balena morta.

Per questa ragione, decise di liberarsene in quanto pensava avrebbe infettato tutto il pesce che nel frattempo avevano pescato. Gli altri pescatori non pensavano fosse una balena. Secondo alcuni era una tartaruga con il guscio staccato. Tra i componenti del peschereccio, vi era anche un esperto, uno studioso di oceanografia, il quale volle capire cosa fosse quella carcassa. Lo studioso scattò delle foto per capire meglio cosa fosse. Da una delle pinne della carcassa prelevò dei frammenti facendoli poi analizzare e studiare in laboratorio appena giunto a terra. In seguito, l’uomo, il cui nome è Yano, iniziò a sviluppare le immagini e le foto facendone dei disegni per capire bene cosa fosse.

In seguitò portò i campioni alla compagnia per cui lavorava. A loro volta, i dirigenti della compagnia contattarono altri studiosi, i quali si trovarono di fronte a qualcosa mai visto prima. Alcuni pensavano si trattasse di un rettile della famiglia dei Plesiosauri, una grande famiglia di rettili marini, i quali sarebbero estinti da molto tempo. Il 20 luglio dello stesso anno, dal momento che molti cominciavano a essere curiosi, venne indetta una conferenza stampa per cercare di capire cosa fosse. I risultati dei frammenti non si seppero ancora e quindi bisognava aspettare. La notizia iniziò ad avere molto risalto sia nei giornali che nelle radio e nelle televisioni.. Tutti ne parlavano, ne discutevano. La notizia arrivò anche agli zoologi i quali incominciarono a studiare questa carcassa.

Forse si tratta di uno Squalo elefante

In base ai risultati forniti, si seppe che i frammenti della carcassa appartenevano a uno squalo. Nonostante si pensasse a un dinosauro, ci furono ancora molti dubbi in merito. Molti pensavano a un Plesiosauro. Il 2 novembre dello stesso anno, i giapponesi celebrarono questa immagine con un francobollo dedicato. Molti studiosi e zoologi pensavano si trattasse di uno squalo elefante, il pesce più grande di sempre dopo lo squalo balena. Entrambi questi tipi di squali sono innocui e non fanno del male al genere umano, in quanto si nutrono esclusivamente di plancton. Nella decomposizione, lo squalo elefante perde prima le mascelle, poi gli archi branchiali, infine la pinna dorsale. Per questa ragione, molti pensarono si trattasse di un Plesiosauro, ovvero un rettile dalle dimensioni gigantesche.

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In base ad alcuni studiosi e analisi fatti dall’università di Tokyo, si arrivò alla conclusione che si trattava di uno squalo elefante, chiamato dai naturalisti Cetorhinus maximus. Come riporta Wikipedia, è una specie di squalo unico rappresentante della famiglia delle Cetorhinidae; è il secondo pesce esistente più grande al mondo, dopo lo squalo balena. La sua lunghezza, normalmente dell’ordine dei 9 metri per i maschi e 8-9 metri per le femmine, può talora raggiungere i 12 metri, mentre il peso può arrivare sino alle 10 tonnellate. È un pesce particolarmente solitario, ma non è raro trovarlo in gruppi di 50-60 individui.

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