OSCAR GIANNINO NON SA COSA FARE PER FERMARE IL SUO DECLINO

IL SUO MOVIMENTO E’ ABORTITO SUL NASCERE. DOPO IL PASTICCIO LAUREE E IL MISERO 1% ALLE ELEZIONI, HA LASCIATO ANCHE IL CO-FONDATORE BOLDRIN E TUTTA LA DIREZIONE. A MAGGIO IL CONGRESSO
L’avventura politica ha portato più guai che soddisfazioni a Oscar Giannino. Il suo movimento Fare per fermare il declino ha solo qualche mese di vita, eppure ha già fatto registrare una serie di imbarazzi. Oltre all’ormai tristemente nota vicenda dei titoli millantati dal giornalista, che gli sono costati la Presidenza e la reputazione, il movimento ha ottenuto un misero 1% alla Camera, perfino sfiorandolo solo al Senato. I guai non sono però finiti.

IL TRADIMENTO DI ZINGALES – Erano in molti ad interrogarsi sul ‘movente’ che ha spinto Luigi Zingales, a pochi giorni dal voto, a fare outing sull’inesistente master conseguito a Chicago da Oscar Giannino. Il motivo del gesto, la tempistica: troppe le cose che non tornavano. Troppo strano un colpo così basso sferrato dal numero due del movimento del giornalista-economista. Un colpo che di fatto si tradurrà in un’emorragia di voti per Fare per fermare il declino.
Pare che tra lo stato maggiore di Fare la vicenda del falso master fosse già nota, e che in molti, in questi giorni, avessero sollecitato Giannino ad ammettere pubblicamente come stavano le cose. Sempre secondo La Stampa, pare che da qualche tempo un giornalista italiano avesse ripetutamente contattato l’impiegata dell’Università di Chicago – già irritata per alcuni tentativi, da parte di alcuni utenti, di far figurare Giannino tra gli ex-studenti –  che si occupa dei registri degli alunni per vederci chiaro sulla vicenda del master. Il cronista, inoltre, avrebbe raccontato alla segretaria che durante un convegno, l’ex-leader di Fare avrebbe accostato il suo nome a quello di Zingales, docente proprio all’Università di Chicago. Sarebbe stata questa la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’impiegata avrebbe subito chiamato Zingales, lo avrebbe informato della vicenda. Zingales così avrebbe chiesto subito a Giannino un chiarimento pubblico di tutta questa vicenda. Ma invano. Il chiarimento non è mai arrivato, poiché sarebbe stato – a pochi giorni dalle elezioni – una mossa suicida. Zingales così ha deciso di tirare lui fuori il rospo, per salvare almeno un minimo la propria faccia.
LASCIA ANCHE BOLDRIN – A mollare con un post al veleno su facebook è Michele Boldrin, uno dei fondatori e uno dei professori più autorevoli tra le stanze del partito. Le bufale sul master di Giannino e la delusione per l’esito del voto hanno probabilmente spinto il Prof a scendere da quella barca che lui stesso aveva costruito. “Mi vergogno di aver fondato un movimento e di avergli regalato le mie idee, oltre a sei mesi della mia vita, perche’ poi finisse in mano a pusillanimi ed arrivisti di terzo livello come costoro. Addio. E’ ora di fare dell’altro”, così scrive Boldrin sul social network. Un addio che fa discutere. L’impressione è che comunque Fermare il Declino sia in avviato stato di “liquidazione”. Fuori dal parlamento e con una dirigenza azzoppata dalle vicende delle ultime settimane, ora l’unica cosa da “Fare” è dire stop.
SI DIMETTE ANCHE LA ENRICO E TUTTA LA DIREZIONE – Il nome di Silvia Enrico come nuovo Presidente non era andato giù a Luigi Boldrin, che a sua volta aveva lasciato il movimento. Ora, in quello che pare un irrefrenabile corto-circuito, è Silvia Enrico, insieme a tutto il direttivo nazionale, a dimettersi. E Boldrin a rientrare. Scrive la Enrico: “Purtroppo, preso atto delle difficoltà ad attuare in un clima di serenità le delibere sulla revisione dello statuto e la convocazione dei congressi, non posso fare altro che rassegnare le mie dimissioni e quelle di tutta la direzione nazionale”.
Questioni politiche, ma non solo. Qualche giorno fa una persona aveva chiamato alla trasmissione radiofonica La Zanzara, su Radio 24, chiedendo la restituzione dei soldi versati come aderente al movimento. In diretta, Boldrin aveva promesso di restituire il tutto. Oggi però lo stesso Boldrin scrive: “Invece di raccogliere le richieste di restituzione di contributo/donazione da parte di aderenti incazzati ed inviarmele, come hai fatto stamane, perché non hai cominciato a pubblicare il bilancio?”. Dopo le dimissioni della Enrico, Boldrin è di nuovo rientrato.
ORA GIANNINO RISCHIA DI ESSERE INDAGATO – Ma le bugie sul Master di Giannino non gli potrebbero portare solo guai politici. Precedentemente, il leader di Fare per fermare il declino, era stato indagato per turbativa d’asta, posizione in seguito stralciata e archiviata poiché, scrisse il magistrato Tiziana Siciliano nel motivare la decisione, “non sono emersi elementi a suo carico”. Era l’11 gennaio e Giannino era ancora universalmente noto come uno degli economisti più influenti e preparati della Penisola. Poi lo sfogo di Luigi Zingales che decise di rendere pubblica la vera ‘identità’ di Giannino a pochi giorni dal voto, le ammissioni di Oscar Giannino, le dimissioni dal movimento da lui fondato e l’abbandono di Michele Boldrin, uno dei fondatori di Fare.
Ora, scrive Repubblica, prendendo spunto da questi accadimenti, la Procura di Milano avrebbe messo sotto indagine Giannino per falso: pare, infatti, che nemmeno durante gli interrogatori inerenti all’inchiesta teleospedale l’ex- economista abbia resistito alla tentazione di sventolare le sue due lauree, testimoniando quindi il falso.
Giannino aveva pure dichiarato di aver partecipato allo Zecchino d’oro, ma è stato smentito da Ciro Tortorella, il mitico Mago Zurlì, storico presentatore della manifestazione canora. Povero Oscar, voleva fermare il declino dell’Italia, ma adesso dovrà cominciare ad arrestare il proprio.

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