Riesumati, un nero, cubani, una donna, un altro Bush, Tea party, gaffeur, predicatore: chi sono i 12 candidati alle primarie dei repubblicani

I REPUBBLICANI SONO PRONTI A TORNARE AL GOVERNO, DOPO ESSERSI RIPRESI IL CONGRESSO
Tra poco più di un anno l’esperienza di Barack Obama alla Casa Bianca volgerà al termine. Ci sarà tempo per bilanci definitivi. D’altronde il Mondo oggi cambia così velocemente. Volendone fare uno provvisorio, si può dire che non è mai riuscito a governare con una maggioranza adeguata che gli permettesse di fare quanto avrebbe voluto. Durante il primo mandato, ha perso una delle due Camere dopo le elezioni del Mid term ed è partito così anche nel secondo mandato. Perdendo poi anche l’altra Camera sempre col Mid term. Oltre ad aver avuto a che fare con una maggioranza repubblicana, ha dovuto fare i conti anche con le resistenze interne al suo stesso Partito democratico, nel quale pure aleggiano lobby e interessi particolaristici. Il risultato è, alla luce di queste difficoltà, comunque buono: ha realizzato una ripresa economica veloce, una maggiore stretta su Banche e borse, una politica estera molto più moderata, incentrata su una nuova Guerra fredda con la Russia di Putin anziché operazioni militari vere e proprie in Medio Oriente come invece fatto dal predecessore Bush. Positiva poi anche la distensione con Cuba. La riforma della sanità pubblica è invece stata fatta a metà. Mentre ha deluso sulle politiche ambientali (nuove trivellazioni anziché investire nelle rinnovabili), sulla soppressione definitiva della pena di morte e sulla riduzione dell’uso privato delle armi. La Polizia poi si è messa palesemente di traverso, con atteggiamenti assurdi nei confronti dei neri (fenomeno che a mio avviso scomparirà se alla Casa bianca ci tornerà un bianco).
Se il Partito democratico ha riesumato Hillary Clinton per sperare in una terza rielezione consecutiva, i Repubblicani invece dovranno giocare le Primarie, che vedranno la contesa di ben dodici candidati. Come fatto nell’ultima occasione, vediamo chi sono a questo giro.

IL RIESUMATO TRUMP – «Annuncio ufficialmente che sono in gara per essere il presidente degli Stati Uniti, per rendere il nostro Paese di nuovo più grande», ha affermato Trump in un discorso pronunciato alla Trump Tower New York. Trump è un industriale americano. Ha 69 anni. Nel 2012 ha sostenuto Romney e in passato è stato supporter di Reagan. Ha corso per la presidenza nel 1988, 2000, 2004, 2012 e come il governatore di New York nel 2006 e nel 2014.
IL FRATELLO DI GEORGE BUSH – Jeb Bush sfida Hillary Clinton e a Miami annuncia la sua candidatura alle elezioni del 2016 per la presidenza degli Usa. «L’America merita di meglio e io sono pronto a guidare il Paese», afferma il fratello di George W. Bush. L’ex governatore repubblicano ha rivendicato la sua identità personale e nel suo slogan non ha inserito riferimenti al cognome della sua dinastia. In questi ultimi giorni si è anche contraddistinto per aver criticato il Papa riguardo l’Enciclica ‘Laudato si’, dove il Pontefice critica le politiche ambientali dei paesi industrializzati.
CARSON, L’UNICO NERO IN LIZZA– Ben Carson, prediletto dagli attivisti conservatori è l’unico candidato di colore fino a questo momento in entrambi i partiti. Neurochirurgo, nel 2013 è sceso in politica.
Uno dei grossi problemi del partito repubblicano è infatti di avere candidati che solitamente sono ricchi, bianchi, uomini, tendenzialmente anziani.
CRUZ, FIGLIO DI CUBANO – Il 44enne Ted Cruz, texano come Perry, è il candidato dei Tea Party. Figlio di un immigrato cubano, è stato il primo a scendere in campo per la corsa alla Casa Bianca. La sua campagna mira ai voti della comunità latino americana.
CARLY FIORINA, L’UNICA DONNA– Unica donna per il momento in corsa. Si presenta come l’anti Hillary Clinton. Ex Ceo di Hewlett-Packard. Nel 2006 ha sostenuto McCain. Nel 2008 veniva presentata nella rosa dei nomi dei candidati vice presidenti.
Nel 2010 Fiorina si è candidata per il Senato ottenendo l’endorsement di Sarah Palin.
IL VETERANO GRAHAM – Lindsey Graham, senatore della Carolina del Sud, veterano molto vicino a John McCain che aveva appoggiato nel 2008 quando venne sconfitto da Barack Obama.
Considerato un falco in materia di sicurezza, è un moderato sulle altre questioni che vanno dall’immigrazione all’energia. Nei sondaggi Reuters è quello che gode del supporto più basso con mento il 2% del gradimento.
HUCKABEE, STAFFISTA DI UN PREDICATORE EVANGELICO – A guidare la classifica dei contender repubblicani è Mike Huckabee, secondo nelle preferenze solo a Jeb Bush. L’ex governatore dell’Arkansas è un veterano delle primarie che frequenta dal 2008. E’ stato nello staff del predicatore televisivo evangelico James Robinson.
PAUL, DEL TEA PARTY – C’è poi Rand Paul, figlio d’arte nella cosa per la Casa Bianca, tentata anche dal padre Ron. E’ vicino al Tea Party. Di professione, oculista, è Senatore (eletto nel Kentucky) nel 2010.
Il punto nodale della sua visione politica, in linea con il movimento liberista e populista del Tea Party, nato durante la presidenza di George W. Bush, è quello dell’abbassamento delle imposte e del non intervento pubblico nel settore privato.
IL GAFFEUR PERRY CI RIPROVA – L’ex governatore del Texas, Rick Perry, ritenta la corsa per la Casa Bianca dopo la disastrosa campagna del 2012 caratterizzata da leggendarie gaffe e look da cowboy.
Perry è stato il più longevo governatore Texas dove è stato eletto per la prima volta nel 2000 – come successore di George W. Bush diventato presidente degli Stati Uniti – e poi ancora nel 2002, nel 2006 e nel 2010. Nel 2012, inanellando gaffe su gaffe, finì per ritirarsi dalla corsa per la nomination repubblicana. La più leggendaria delle sue defiance fu quando non riuscì a ricordarsi tutte e tre le agenzie federali che aveva annunciato di voler abolire.
RUBIO, FIGLIO DI IMMIGRATI CUBANI – Rubio è cresciuto politicamente in Florida, dove è stato eletto come senatore. Figlio di immigrati cubani, scommette sul cambio generazionale sventolando la bandiera della riforma dell’immigrazione e del sistema fiscale.
Dal novembre 2006 al gennaio 2009 Rubio ha ricoperto la carica di Presidente della Camera. È inoltre l’autore del libro “100 idee innovative per il futuro della Florida”; questo libro espone chiaramente delle innovative strategie per attuare delle nuove riforme nella Florida.
RICK SANTORUM, IL PALADINO DELLA MIDDLE CLASS – L’ex senatore repubblicano della Pennsylvania, anche nel 2012 aveva puntato alla nomination repubblicana arrivando secondo, dopo Mitt Romney. Davanti ad una folla di fan riuniti a Cabot, nella sua Pennsylvania, il 57enne Santorum ha promesso di restituire il potere economico alla classe media.
«Take back America», non a caso, è stata la colonna sonora del suo discorso inaugurale incentrato sui lavoratori, i colletti blu «lasciati indietro» dal governo e dalle grandi aziende.
PATAKI, CHE SPERA NELL’UNITA’– L’ex governatore dello stato di New York George Pataki, che tramite YouTube ha diffuso un video in cui si afferma: «l’America ha una grande decisione da prendere, su dove stiamo andando».
«La mia visione non è una visione di parte», «se vogliamo fiorire ancora come popolo, dobbiamo innamorarci di nuovo dell’ America», perché «quando siamo uniti possiamo fare tutto. L’ho visto nelle strade di New York nei giorni e settimane dopo l’11 settembre», afferma Pataki, che ha 69 anni e che quell’anno, il 2001, era al secondo dei suoi tre mandati come governatore.
Ne resterà soltanto uno. Che vinca il meno peggio…

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