Salvini sempre più ridicolo, difende pure il reato di tortura: la clamorosa dichiarazione

QUALCHE GIORNO FA ha manifestato davanti a Palazzo Chigi insieme al Sap
Il popolo italiano, come fosse un gregge di pecore, ha bisogno di leader carismatici di turno che lo guidi e gli risolva i problemi. Crede quasi ciclicamente all’imbonitore e illusionista di turno, che si tratti di un suggestivo urlatore o uno bravo a sfruttare i nuovi mezzi di persuasione. In principio fu Mussolini, poi dopo un quarantennio arrivarono in ordine Craxi, Bossi, Berlusconi, Grillo, Renzi e Salvini. Quest’ultimo lo vediamo da mattina a sera in qualche trasmissione o in qualche piazza, ora a beccarsi gli applausi, ora a beccarsi fischi e sputi. Punta al populismo come tutti gli altri elencati, con proposte che, una volta al Governo, sarebbero difficilmente realizzabili. Oltretutto, il suo partito al Governo c’è pure stato, ben 9 anni degli ultimi 21. La metà, sostanzialmente. Ogni giorno, o quasi, ne spara una. Qualche giorno fa pure clamorosa, a favore del reato di tortura.

SI SCHIERA CON IL SAP – In una manifestazione davanti a Palazzo Chigi insieme al Sap, dichiara: “La Corte europea dei diritti umani potrebbe occuparsi di altro. Per qualcuno che ha sbagliato non devono pagare tutti. Carabinieri e polizia devono poter fare il loro lavoro. Se devo prendere per il collo un delinquente, lo prendo. Se cade e si sbuccia un ginocchio, sono cazzi suoi”. “Idiozie come questa legge – ha aggiunto – espongono le forze dell’ordine al ricatto dei delinquenti”. Secondo Salvini, inoltre, “l’attuale capo della polizia, Pansa,  non è il migliore capo della polizia”.
Salvini ha aderito alla manifestazione indetta a Roma (ma anche a Milano e Palermo) dalla Polizia per dire no al ddl in discussione in Parlamento che introduce il reato di tortura, definito dal segretario generale del Sap Gianni Tonelli “un vero e proprio colpo di mano contro le forze dell’ordine e contro chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini”. I poliziotti, che manifestano essendo liberi dal servizio, a Roma hanno distribuito volantini ai cittadini per spiegare loro quali sarebbero le conseguenze del ddl del governo.

(Fonte: LaRepubblica)  

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