Vip morti nel 2017: ultimi George Romero e Martin Landau, elenco completo

Il 10 giugno è morto Oscar Mammì, esponente del partito Repubblicano Italiano e ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni dal 1987 al 1991. Si è spento dopo una lunga malattia. Aveva 90 anni. Nel 1990 fu il primo firmatario della legge che regolamentò il sistema radiotelevisivo in Italia dopo la nascita delle televisioni private, stabilendo dei massimi per quanto riguarda l’antitrust, con limiti sulla proprietà di emittenti e sistemi per l’editoria tradizionale.

Il 16 giugno è morto Helmut Kohl, Cancelliere tedesco dal 1982 al 1998 e padre della riunificazione della Germania avvenuta il 3 ottobre 1990.  Fu lui ad accompagnare la Germania verso quella superpotenza qual è oggi. Dopo la carriera politica fece errori finanziari. Dovette assistere al suicidio della moglie e alle critiche dei figli. Si avviò sulla strada di un tramonto triste e amaro.

Il 19 giugno è morta Carla Fendi, stilista, quarta delle cinque sorelle della famosa maison. Aveva 80 anni ed era malata da tempo. L’ingresso nell’azienda di famiglia negli anni Cinquanta, la conquista del mercato americano, la passione per la musica e l’arte. Il sodalizio con il Festival di Spoleto e poi la nascita della Fondazione a suo nome.

stefano rodotàIl 23 giugno è morto il giurista Stefano Rodotà, aveva 84 anni. In Parlamento entra nelle liste del PCI, da indipendente, nel 1979, diventando membro della commissione affari costituzionali. Sarà eletto anche nelle legislature successive, entrando a far parte nel 1987 della prima commissione bicamerale per le riforme istituzionali. Nel 1992 torna a Montecitorio tra le file del Partito Democratico della Sinistra, e viene eletto vicepresidente della Camera, ma quando la legislatura si interrompe dopo soli due anni decide di non ricandidarsi e torna al mondo accademico. Ha contribuito alla stesura della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, approvata a Nizza nel 2000, ed è stato il primo Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, ruolo ricoperto dal 1997 al 2005. Quattro anni fa, il suo nome fu inserito dai Cinque Stelle nella lista per le quirinarie online che avrebbero decretato il candidato del Movimento a presidente della Repubblica. Negli anni ha diretto e collaborato con diversi giornali e riviste, e molti dei suoi studi si sono concentrati su privacy, democrazia, libertà, e diritti.

Il 24 giugno è morta Simonetta Zauli, storica conduttrice di Rai Radio Uno,che negli ultimi venti anni ha condotto trasmissioni di successo come “I luoghi del cuore”,”Sabato Sport”,”Baobab”e “Smart”. L’esordio nelle prime radio private romane,poi una lunga parentesi televisiva,negli anni ’80,al fianco di Fabio Fazio nel programma di Rai 3 “Jeans”. Negli anni ’90 ritorna in radio,la sua grande passione,protagonista di Stereo Rai.

Il 25 giugno è morto Felice Riva, detto «Felicino», che a metà degli anni ‘60 aveva Milano ai suoi piedi ma che bruciò tutto in spericolate operazioni finanziarie che lo fecero passare prima per il carcere (per poco) e poi per mezzo Medio Oriente in fuga da un mandato di cattura internazionale. Felice Riva ereditò dal padre morto all’improvviso il gruppo tessile Vallesusa, uno dei simboli del boom economico italiano: 30 stabilimenti e 15mila dipendenti. Cinque anni più tardi l’intero impero economico di Felicino si era volatilizzato, compreso il Milan – quello di Rivera, Altafini e della prima Coppa Campioni conquistata a Wembley – che Felicino aveva acquistato dalla famiglia Rizzoli. Aveva 82 anni.

paolo limitiIl 27 giugno è morto Paolo Limiti, aveva 77 anni. Era malato da tempo. E’ stato uno dei protagonisti indiscussi dello spettacolo italiano: dopo una vita di successi dietro le quinte, prima come autore dei testi di alcune canzoni di Mina (Bugiardo e incosciente, La voce del silenzio, Sacumdì Sacumdà tra gli altri), Ornella Vanoni, Iva Zanicchi, Mia Martini e tanti altri, poi come autore e produttore televisivo, il grande pubblico lo aveva conosciuto soprattutto a metà degli anni Novanta, quando aveva cominciato a condurre alcuni fortunati programmi pomeridiani sulla Rai, dedicati alla storia della musica italiana.

Il 30 giugno è morta Simone Veil, 90 anni il prossimo 13 luglio. Nata nel 1927 a Nizza, viene arrestata ad appena 16 anni nel 1944 dalle SS e trasferita assieme alla madre Yvonne e alla sorella Madeleine in Germania nel campo di sterminio di Auschwitz. Il padre e il fratello, deportati nelle stesse ore verso la Lituania, non faranno mai ritorno a casa. La madre morirà di tifo durante la prigionia. Lei, Madeleine – liberate dagli Alleati nell’aprile 1945 – e l’altra sorella Denise (attiva nella Resistenza) sono le uniche sopravvissute della famiglia.  Tornata in Francia si laurea in legge e inizia la carriera di magistrato che la porterà nel 1970 al ruolo di segretario generale del Consiglio superiore della magistratura. Nel 1971 quando entra nel consiglio d’amministrazione della tv pubblica transalpina. Dopo l’elezione di Valery Giscard d’Estaing, il premier Jacques Chirac la nomina al ministero della salute (prima donna in Francia a essere titolare di un dicastero). E Veil combatte qui la madre di tutte le sue battaglie: quella per la depenalizzazione dell’aborto. Dal 1979 al 1982 è stato il primo presidente eletto (e il primo presidente donna) del Parlamento europeo. Poi guida a lungo il gruppo liberale a Bruxelles. Poi diventa membro del consiglio costituzionale, presidente della Fondazione per la memoria della Shoah, membro dell’Accademia di Francia. Senza però perdere la passione per la politica come dimostra il suo appoggio “critico” alla candidatura di Nicholas Sarkozy all’Eliseo nel 2007. Un sondaggio nel 2014 l’ha nominata personalità femminile più stimata in Francia.

Lascia un commento

*