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Agerola, tra panorami mozzafiato e fior di latte

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Agerola è un Comune di oltre 7700 abitanti, facente parte di quel collier d’oro qual è la costiera amalfitana. Agerola è posizionata in una conca sui monti Lattari a 600 m s.l.m. L’etimologia del suo nome si basa su tre teorie: il toponimo al latino ager=campo, la voce latina aëreus nel senso di “luogo elevato” e il il toponimo da Jerula=gerla, forse per la forma a conca dell’altopiano su cui è eretto il paese. E infatti, ancora oggi, Agerola in dialetto agerolese si pronuncia “ajerl”.

Il Comune di Agerola si caratterizza per vari fattori. Tra questi, la sua forma a “ferro di cavallo” e per il fatto che amministrativamente è suddiviso in frazioni: San Lazzaro, Campora, Bomerano, Pianilio. Quest’ultima peraltro ove ha sede il Municipio. Non solo, Agerola si contraddistingue per i suoi panorami mozzafiato, da gustare su varie angolature. In particolare, è possibile scrutare da sinistra verso destra buona parte della costiera amalfitana. E in maniera più chiara Amalfi, il fiordo di Furore fino all’isola di Capri con i suoi mitici faraglioni.

Agerola storia

I primi insediamenti ad Agerola sono apparsi presumibilmente nell’Età del ferro. In epoca romana la zona era ricca di “ville rustiche” soprattutto nella parte pianeggiante, per cui si suppone che fosse ampiamente coltivata data la posizione privilegiata.

In seguito ai danni arrecati dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., il suolo fu coperto da un metro e mezzo di pomici per cui si registrò un certo spopolamento anche se l’allevamento bovino dovette rimanere florente, tanto che nella seconda metà del II secolo d.C., Galeno, medico di Marco Aurelio e Commodo, nel “De metodo memendi” (V,12) vantava la bontà e le qualità terapeutiche del latte prodotto sui Monti Lattari (Lactarius mons) tanto che Cassiodoro (Variae, XI 10) scriveva tra il 533 ed il 537 d.C. che il re dei Goti aveva ordinato ad un suo servo di ricorrere ai “rimedia lactarii montis”, poiché le cure dei medici non gli giovavano.

Nei secoli centrali del medioevo la conca di Agerola si ripopolò e sviluppò nei suoi 5 casali: Campulo, Memoranum, Planillum, Ponte e San Lazzaro, parallelamente al rifiorire della Costiera e al costituirsi del Ducato

Amalfitano. Divenne parte integrante del territorio di Amalfi con cui condivise gli scambi commerciali che la collegavano all’intero Mediterraneo, a Bisanzio e, ovviamente, a Napoli. Divenne sede di una manifattura di tessuti in seta in cui gli agerolesi divennero specializzati.

Nei secoli che seguirono, il comune entrò a far parte del Regno di Napoli di cui seguì le alterne vicende fino all’Unità d’Italia.

Nel XIX secolo la figura dominante fu il generale Paolo Avitabile che costruì la sua fortuna servendo prima l’esercito borbonico, poi il Maharajah di Lahore. Nel 1854 il generale ottenne la scissione di Agerola dalla provincia di Salerno (Principato Citeriore) per aggregarla a quella di Napoli. La città venne separata dal territorio di Amalfi con cui aveva condiviso secoli di storia e restò ad esso collegato solo attraverso l’arcidiocesi.

Agerola cosa vedere

I luoghi d’interesse di Agerola si ripartiscono tra le sue frazioni. La più interessante è senza dubbio la frazione San Lazzaro, dove ha sede il rudere del Castello Lauritano, una delle più antiche costruzioni, voluta nell’XI secolo dalla Repubblica d’amalfi per un migliore avvistamento dei Saraceni provenienti dal mare. Da qui è possibile scorgere uno dei migliori panorami godibili ad Agerola. Fra gli edifici religiosi è da ricordare la Parrocchia dell’Annunziata. Essa è situata nella stessa piazza in cui si trovano i resti, in stile neoclassico, del Castello Avitabile, fatto costruire a metà Ottocento dal generale Paolo, vicerè delle Indie. Allo stesso periodo risale l’albergo Risorgimento, in via Antonio Coppola. Interessante è anche la Colonia Montana, realizzata in epoca fascista. Da qui è anche possibile scorgere uno stupendo panorama, continuativo a quello godibile dal castello.

Nella frazione Campora, invece, su un largo piazzale, si affaccia la chiesa seicentesca di Maria Santissima delle Grazie rinominata dal 1942 Parrocchiale di San Martino. L’altare custodisce le reliquie dell’Apostolo Andrea e dei Santi Cosma e Damiano. A Campora si trova anche il Parco Corona, altro importante puzzle da aggiungere al panorama mozzafiato di Agerola.

A Bomerano si trova la piccola Chiesa di San Lorenzo, che risale al XVI secolo. L’interno è a unica navata con volta a botte, mentre l’abside è a pianta rettangolare. Altro importante edificio sacro, sempre a Bomerano, è la Parrocchiale di San Matteo Apostolo che risale al 1580 come risulta anche dal fonte battesimale, ed è stata ricostruita su una chiesa preesistente. Dopo vari rifacimenti la facciata attuale del 1930 è in stile neoromanico.

Il sentiero degli dei ad Agerola

A Pianillo, si trova la Parrocchia di San Pietro. La facciata è in stile barocco, con un grosso timpano triangolare sopra il portale. Il campanile è a cinque ordini e termine con una cupola di maioliche. L’interno è a tre navate, con volta a crociera nelle navatelle. In località Santa Maria, si trova il campanile della Parrocchiale di Santa Maria La Mana, edificio risalente al XV secolo. Al suo interno è custodita una statuetta che la leggenda vuole sia stata trasportata dal Levante.

Altra attrazione di Agerola sono sicuramente i suoi sentieri, su tutti il sentiero degli dei. Percorre i Monti Lattari, snodandosi tra la Costiera Amalfitana e la Costiera sorrentina, nella Regione Campania.

Lungo circa 10 km, collega la località di Bomerano (frazione di Agerola) con la località di Nocelle (frazione di Positano), attraversando diversi borghi della costiera ed è considerato tra i sentieri escursionistici più belli al mondo.

Il nome deriva dalla leggenda secondo cui fu la strada che percorsero le divinità greche per salvare Ulisse dalle sirene che si trovavano sull’isola de Li Galli.

Agerola prodotti tipici

Infine, Agerola si lascia apprezzare anche per i suoi prodotti tipici. Su tutti il “Fiordilatte Agerolese” e il “Provolone del Monaco D.O.P.” Da sottolineare anche gli insaccati: i salami di Agerola, di varia forma e pezzatura, sono prodotti ottenuti selezionando le migliori carni, con aggiunta di lardello tagliato a punta di coltello, sale, pepe nero e vino bianco, insaccato in budello naturale di maiale, forato per favorire la stagionatura. Ottima anche la produzione di capicolli, pancette, salsiccia fresca e stagionata.

Agerola si lascia apprezzare anche per il pane. Agerola è una delle 42 Città del Pane in Italia. Scuro e saporito, grazie alla presenza di farina di segale, prezioso cereale dall’ingannevole apparenza povera, in realtà ricco di sostanze e fibre benefiche; fresco, in filoni schiacciati che possono essere spezzati con le mani, seguendo i segni già tracciati dal fornaio.

In conclusione, Agerola merita sicuramente di essere vista. Sebbene occorra dire che bisogna prepararsi al fatto che si contraddistingue per strade in salita, spesso curve, seppur ben manutenute e abbastanza larghe pur essendo a doppia corsia. Chi non ama questo tipo di strade può trovarsi in difficoltà, ma per tutto quanto detto in precedenza, ne vale sicuramente la pena.

agerola

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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