Anna Frank con maglia Roma: 2 motivi per i quali Italia si conferma ridicola

La settimana che sta per concludersi è stata caratterizzata dalla discussione relativa allo sfottò dei tifosi della Lazio nei confronti di quelli della Roma, riproponendo peraltro una figura già usata qualche anno fa. Vale a dire Anna Frank con la maglia della Roma. Si è indignata mezza Italia, in quanto la comunità ebraica sarebbe stata oltraggiata ancora una volta e il nostro Paese – o per lo meno sacche della sua società – si confermerebbe ancora pericolosamente antisemite. A metterci il suo pure il Presidente della Lazio Sergio Lotito, che dopo un buffo annuncio nel quale diceva che avrebbe organizzato una visita ad Auschwitz di 200 tifosi della Lazio minorenni ogni anno (non ricordando neppure che si chiamasse Auschwitz), è stato pizzicato da una registrazione nella quale si ode lui definire il tutto “una buffonata”.

In realtà Lotito si riferiva al fatto che alla deposizione della corona di fiori non era presente nè il rabbino nè il vice-rabbino. Ma come al solito viene estrapolata solo una frase e montata una polemica ad arte. Ma a parte ciò, trovo ridicolo tutto questo scandalizzarsi. Per due motivi

Anna Frank con maglia Roma: essere romanisti ed ebrei è una offesa?

anna frank maglia romaDato che quella figurina di Anna Frank con la maglia della Roma ha offeso sia Comunità ebraica che romanisti, mi viene da pensare che sia essere ebreo che essere romanista sia di per sé una offesa. Lo sfottò dei tifosi della Lazio poteva essere smontato con altrettanta ironia. Gli ebrei avrebbero potuto dire semplicemente che era un onore essere collegati ad una società che da anni si colloca tra le prime posizioni della classifica. I romanisti, invece, potevano benissimo dire che era un onore essere affiancati ad una figura intelligente e sensibile come Anna Frank. La quale, malgrado fosse costretta a vivere di nascosto in una stanza ad Amsterdam, credeva ancora nell’umanità.

Andreotti, al potere per 50 anni, si è lasciato scivolare di dosso sempre ogni addebito e sfottò, pure i più pesanti, perchè sapeva che alla fine lui avrebbe fatto quello che voleva ugualmente.

Non solo Curva Lazio: marcio in tante curve italiane

inter motorino curva stadioOra si parla solo della Curva della Lazio, notoriamente di estrema destra, che da anni fa bella mostra di croci celtiche, aquile nere (lo stesso simbolo è una Aquila, con tanto di svolazzo di una aquila vera prima di ogni gara), e che anni fa inneggiò anche alla “tigre” Arkan. Ma non dimentichiamoci che tante curve italiane celano estremismi politici o organizzazioni criminali. Ne è un esempio la foto di Maradona con uno dei più potenti camorristi napoletani anni ’80; quella più recente di Miccoli su una barca con un baby mafioso; l’estrema sinistra che aleggia nella curva del Livorno, inneggiante una ideologia che da quasi un secolo miete morte e terrore in più Paesi. Per non parlare della città vistosamente degradata (dove nacque il Pci e governata da sempre dalla sinistra).

Non dimentichiamoci poi il motorino lanciato dalla curva interista vent’anni fa, le proteste violente dei tifosi dell’Atalanta un pò di anni fa, i tanti derby sospesi anche per colpa dei romanisti, e così via.

Calcio in Italia da anni fa rima con marcio e le stesse società sono conniventi con quanti guidano le curve. In Inghilterra gli Hooligans sono stati sconfitti col pugno di ferro della Thatcher, non a caso era soprannominata “Lady di ferro”. La stessa che sconfisse i sindacati con una serie di riforme sul lavoro ferree. In Italia, invece, si dà vita alle solite riforme democristiane. Che cambiano tutto per non cambiare niente. Sarà anche soppressa la tessera del tifoso, unico sussulto autoritario contro un calcio malato, ma che per gli italiani è sacro e intoccabile.

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