Quota 100 e Reddito di cittadinanza ci costeranno caro: i possibili aumenti in arrivo

Prosegue spedita l’azione di governo. L’alleanza tra Movimento cinque stelle e Lega sta reggendo, malgrado le continue zizzanie che i giornali di sistema continuano a mietere. Costruendo fantomatici litigi. Certo, qualche visione diversa c’è ed è normale. Particolarmente distanti, ad esempio, appaiono le visioni sull’immigrazione tra Salvini e Roberto Fico. Così come evidenti sembrano le distanze tra il primo e Alessandro Di Battista.

Tra il leader della Lega e Luigi Di Maio, invece, la sintonia sembra ottima. Forse perché il secondo, rispetto agli altri due grillini, è più dimesso e diplomatico. Pronto a fare qualche passo indietro se serve e portare a casa quanto promesso. Come il reddito di cittadinanza.

L’unico pericolo all’orizzonte per il governo giallo-verde potrebbe essere un treno. Ossia il Tav Torino-Lione, che la Lega vorrebbe realizzare e il M5S no. Opera che mi trova in disaccordo, essendo un progetto vecchio e superato. Il problema però è che i lavori sono già realizzati per ¾ e a peggiorare la situazione ci si mettono le clausole. Che renderebbero il non realizzare l’opera più costoso del realizzarla.

Il succitato reddito di cittadinanza e la riforma pensionistica chiamata Quota 100, sono due provvedimenti che hanno rinsaldato l’asse carroccio-grillino. Tuttavia, potrebbero costarci caro, con una pioggia di rincari in arrivo per trovare le coperture. Ecco .

Possibili aumenti Iva, Imu e arrivo di una patrimoniale

Come riporta Il Giornale, a sottolinearlo è un retroscena de ilGiorno. Come ha spiegato tra l’altro lo stesso neo direttore Franco Bechis a La7. Il quotidiano parla concretamente di un “piano B” da parte di Via XX Settembre. Un piano che potrebbe portare nei prossimi mesi ad una patrimoniale e ad un aumento dell’Iva. Scenario questo, lo diciamo subito, smentito gia dal Mef. Eppure qualcosa si muove. Il dossier sul tavolo di Tria parla di “patrimoniale”.

Una patrimoniale in salsa francese con una tassa concentrata sui patrimoni più ricchi. Poi c’è il capitolo Imu. L’imposta sugli immobili potrebbe subire un incremento dal 5 al 7 per cento.

Infine c’è il fronte Iva: le aliquote potrebbero aumentare dal 10 per cento al 13 per cento e quella del 22 al 25,3 per cento. uno scenario che potrebbe ulteriormente comprimere i consumi e soprattutto la crescita.

Dal governo per ora smentiscono. Ma se i conti non tornano, toccherà a noi raddrizzarli. Ovviamente a suon di rincari.

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