Possiedi auto diesel? In arrivo due brutte notizie per te

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Diesel, una breve storia triste. A partire dagli anni ‘90 e per circa un ventennio, si è ritenuto che questo carburante fosse quello del futuro. Più economico della benzina e meno inquinante. Tanti hanno acquistato auto diesel perché in effetti rispetto a quelle a benzina fanno risparmiare. Soprattutto per chi macina molti chilometri. Eppure, da qualche anno a questa parte, sembra che il mondo si sia rivoltato contro questa panacea. Tanto che secondo un’indagine di AlixPartners, una società di consulenza Europeal, entro il 2030 solo una auto su 10 sarà a Diesel. Anzi, ancora meno, il 9 percento.

Le auto elettriche dovrebbero rappresentare invece un quinto delle immatricolazioni auto, soprattutto grazie all’abbattimento dei costi delle batterie. Fino ad oggi il vero fattore che ne ha frenato la diffusione. Per il resto, un terzo delle auto immatricolate sarà un ibrido a benzina (Gpl o metano), un quarto solo benzina e quasi un ventesimo elettrica plug-in.

Le stesse case automobilistiche stanno bandendo le auto a diesel, dismettendole dalla propria produzione. In Germania è stata dichiarata guerra al Diesel e l’Unione europea in generale sta perseguendo questa strada.

Perché si sta combattendo questa guerra al Diesel? E cosa rischia chi ha una auto Diesel? Vediamolo di seguito.

Perché Diesel bandito

motore diesel

Come riporta Webeconomia, il diesel è ancora fortemente inquinante. O almeno al cospetto dei nuovi parametri. Valvole di ricircolo dei gas scarico (Egr) e filtri antiparicolato non si sono mostrati efficienti nel mitigare questo limite. Se è vero che rispetto alla benzina, il diesel è meno inquinante (20% di Co2 in meno), è anche vero che emette sostanze come gli ossidi d’azoto (NOx) e il particolato (PM10).

Diesel in difficoltà al cospetto dei nuovi parametri europei

auto diesel

In virtù di ciò, il Diesel cozza contro i prossimi nuovi parametri europei sui gas di scarico. Se già sono arrivati gli Euro 6c ed Euro 6d, prossimamente avremo anche Euro 7. Se i primi due tengono a galla il Diesel, la mazzata dovrebbe arrivare con l’arrivo di questo ultimo insieme di regole. Poiché spingerà alla realizzazione di valvole Egr piuttosto che di filtri antiparticolato. Ed è proprio il PM10 che le future normative europee tenteranno di abbattere. Ad oggi ancora imbattibile con le tecnologie vigenti. Come invece fatto per il NOx “smembrato” in azoto e ossigeno, mediante i sistemi di post-trattamento dei gas di scarico costituiti da DPF e FAP. I quali ne riducono le dimensioni, rendendo questo materiale pertanto ancora più pericoloso e nocivo. Non a caso, le prossime vetture di colossi quali Mercedes e Volkswagen saranno dotate di un apposito filtro antiparticolato.

Il Diesel non si sposa neanche bene con le nuove auto elettriche ed ibride. Per le quali i costruttori preferiscono di gran lunga la benzina. Se è vero che le auto elettriche o ibrido-elettriche in città possono presentare un vantaggio, presentano grossi limiti per percorsi più lunghi. Sia per il peso ancora rilevante delle batterie, che ne compromette le prestazioni, sia perché sono ancora poche le colonnine per le auto elettriche sul territorio nazionale.

Sebbene vada anche detto che l’efficienza di questi sistemi sia migliorato parecchio negli ultimi anni. E lo farà ancora in futuro, al punto da ritrovarsi alle statistiche dette nell’incipit. Stesso discorso per le altre tipologie di auto ibride, prodotte sempre a benzina poiché tendono a perdere un po’ in prestazioni.

Auto Diesel che non possono circolare

diesel divieti

Come riporta Il Corriere della sera, il blocco totale dei vecchi veicoli diesel è sempre più vicino: dopo il divieto di circolazione per gli Euro 3 (e antecedenti) nel Bacino Padano e i sempre più frequenti stop agli Euro 4, i costruttori stanno correndo ai ripari e anche il governo sta aprendo alla possibilità di incentivi per sostituire le vecchie auto a gasolio.

Ma quante sono le auto coinvolte? Da un’analisi di Facile.it su dati ufficiali del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (aggiornati al 31 ottobre 2017), emerge una stima di quasi 5 milioni (4.911.447) di veicoli diesel Euro 3 e inferiori ancora iscritti nei registri della motorizzazione. Un numero che equivale al 12,9% dell’attuale parco di auto private destinato al trasporto di persone presente in Italia.

Il peso percentuale delle auto diesel Euro 3 (o antecedenti) varia sensibilmente da Nord a Sud, con una forbice compresa tra l’8,5% e il 22%. La diffusione di questo tipo di veicoli è maggiore nelle regioni del Meridione, che occupano le prime otto posizioni della classifica nazionale.

In queste due regioni più di un’auto privata su cinque è a gasolio e rispetta le normative Euro 0, 1, 2 e 3. Seguono la Calabria, con una percentuale di vecchie auto diesel pari al 19% sull’intero parco circolante e la Puglia con il 18,5%. La Campania arriva al 16,7%, mentre l’Abruzzo al 15,4%.

Al contrario, è la Valle d’Aosta la regione con vetture circolanti più recenti e meno inquinanti. Qui solo l’8,5% di auto private appartiene alla categoria diesel Euro 3 o inferiore. Al secondo posto si trova la Toscana (8,7%) e al terzo il Friuli Venezia Giulia (9,1%).

Sotto il podio troviamo la Liguria (9,4%) e la Lombardia (9,5%), che precede solo di poco le altre due regioni che hanno recentemente introdotto lo stop ai diesel Euro 3: l’Emilia Romagna (9,7%) e il Piemonte (10%).

Se, invece delle percentuali, si analizza la distribuzione di queste vetture in termini assoluti, è la Lombardia la regione in cui si trovano più automobili private diesel Euro 3 o antecedenti con i suoi 587.515 veicoli. Seguono la Campania con 577.087 auto di questa categoria e la Sicilia (564.591).

In totale, prendendo in considerazione il numero di tutti i veicoli presenti nell’archivio nazionale della Direzione Generale per la Motorizzazione, l’analisi di Facile.it ha evidenziato come i mezzi a gasolio che rispettano le normative Euro 0, 1, 2 e 3 (non solo adibiti all’uso privato) e che sono ancora regolarmente immatricolati siano più di 8 milioni (8.268.179), pari al 15,8% del parco mezzi italiano potenzialmente circolante.

Infine, se si guarda al numero totale di veicoli alimentati a diesel (includendo quindi anche gli Euro 4, 5 e 6), i mezzi sono più di 22,3 milioni (il 42,9% del totale).

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