BANDIERE BLU 2013, COSTA CAMPANA ANCORA SPACCATA IN DUE

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PREMIATA QUASI TUTTA LA COSTA SALERNITANA, MENTRE NAPOLI VANTA SOLO DUE COMUNI. ANCORA MAGLIA NERA LA COSTA CASERTANA
Come da 25 anni a questa parte, anche nel 2013 la FEE – Foundation for Environmental Education (Fondazione per l’Educazione Ambientale) – ha assegnato le Bandiere blu ai mari italiani seguendo alcuni parametri che vanno dalla pulizia delle acque alla qualità dei servizi offerti dalle spiagge. La Campania è stata premiata con 13 bandiere blu (confermate dunque le stesse dello scorso anno), più due bandiere “marinas” per quanto concerne i porti. Il dato negativo però è che tali riconoscimenti non si equidistribuiscono lungo la costa, bensì si concentrano tutti sulla costa salernitana, ad eccezione di due che ricadono su quella di Napoli. Insomma, ancora una volta Campania spaccata in due: da Baia Domizia a Napoli la situazione è disastrosa o quasi. Da Massa Lubrense in giù si entra in un Paradiso naturale.

REGNA IL CILENTO – Ecco le località fregiate della bandiera blu che ricadono nella costa salernitana, tutte cilentine: Vibonati, Centola – Palinuro, Casal Velino, Sapri, Montecorice-Agnone – Agnone e Capitello, Pisciotta, Ascea Velia, Pollica – Acciaroli e Pioppi, Castellabate, Agropoli, Positano.
QUATTRO PREMI NEL NAPOLETANO– Per quanto riguarda la provincia di Napoli, in particolare, Massa Lubrense conferma le due spiagge (Marina del Cantone, Marina di Puolo) già presenti oramai da cinque anni nel prestigioso club delle spiagge bandiera blu FEE, mentre Anacapri è presente con Gradola e Punta Faro.  Per quanto concerne poi le bandiere BLU delle “marinas”, Capri e Pozzuoli mantengono la bandiera blu per i propri porti turistici.
LE NOTE DOLENTI – Di contro, come dicevo in precedenza, la costa casertana presenta ancora molte criticità, con alcuni punti interdetti alla balneabilità. Stesso dicasi per la Provincia di Napoli, dove perfino Sorrento è stata interdetta alla balneazione fra metà aprile e inizio maggio. 
Come al solito, ci si attiva sempre troppo tardi, con il moltiplicarsi di manifestazioni e iniziative fini a se stesse appena la massa inizia a comparire sulle spiagge con i primi caldi. Mentre occorrerebbe cominciare a muoversi verso febbraio. Tra i paladini dell’ultim’ora non mancheranno sicuramente i Verdi, artefici dell’attuale scempio ambientale campano (ecco il perché).

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