Fallisce il Bari: da Bonucci a Cassano, la Top 11 della sua storia

E alla fine il fallimento era stato rinviato solo di qualche anno. Il Bari (anche se i tifosi usano l’articolo femminile) alla fine è fallito ugualmente e partirà dai dilettanti. Come riporta Bari Today, le speranze di salvare il club biancorosso, nato nel 1908, quindi nel 110mo anno della sua storia, in realtà, erano tramontate nel primo pomeriggio dopo il ritiro dal tavolo delle trattative di Andrea Radrizzani e Ferdinando Napoli. Alla base del dietrofront del presidente del Leeds e del suo socio, l’impossibilità di condurre una due diligence ad hoc imprescindibile per accertare la reale situazione debitoria del club.

Termina così un lungo periodo di crisi economica di cui si erano avute le prime avvisaglie durante le ultime giornate di campionato, in prossimità dei playoff. Il Tribunale Federale Nazionale aveva punito i galletti con due punti di penalizzazione e l’inversione del campo col Cittadella. Eliminata dai playoff la società di Giancaspro è nuovamente andata in difficoltà nell’ottemperare gli adempimenti contributivi e fiscali dell’ultimo trimestre, trovandosi nell’impossibilità di approvare l’aumento di capitale.

Da quel momento è iniziata una lunga corsa da parte delle diverse parti in causa per trovare nuovi investitori ma il tempo non è stato sufficiente.

Vani i tentativi di mediazione del sindaco Antonio Decaro. Nessuno degli imprenditori accostati al Bari ha ritenuto conveniente sobbarcarsi una situazione debitoria sicuramente più ingente rispetto a quella emersa nei giorni scorsi. Il mondo delle imprese, si sa, risponde alla ragione e non al cuore.

Il Bari dunque fallisce. Ed è stato acquisito dal Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, che ha subito fiutato l’affare. Confidando in una scalata nel giro di pochi anni come quella eseguita dal club partenopeo. Una società che non ha vinto quasi nulla nella sua pur lunga esistenza (a parte la Mitropa cup nel 1990) ma che ha lanciato molti giocatori che poi hanno fatto la fortuna dei club più blasonati. Specie nell’ultimo quarto di secolo. Ecco la Top 11 della storia della Bari.

Bari storia

Come riporta Machenesanno, il 15 gennaio 1908 viene fondata a Bari la prima società calcistica della storia della città. Il principale fondatore è Floriano Ludwig, che decise di adottare come colori sociali il bianco ed il rosso, ispirati all’effige comunale di Bari.

La formazione pugliese, vive la propria storia alternando i campionati in differenti categorie. Nonostante il forte calore da parte della piazza, sempre vicina alla propria squadra, un vero punto di svolta nella storia del club giungerà soltanto con l’arrivo alla presidenza da parte della famiglia Matarrese.

Matarrese realizza il progetto di De Palo, presidente della precedente gestione. Dopo aver investito nel quadriennio 1977-1981 cospicue quantità di denaro per riportare i biancorossi in Serie A, ma senza successo, per alleggerire il bilancio della società sportiva, per la stagione cadetta 1981-1982 viene deciso di affidare la prima squadra al tecnico della formazione Primavera del Bari Enrico Catuzzi, ringiovanendo la rosa con innesti dalla primavera, che quell’anno aveva vinto la Coppa Italia.

Nell’estate 1983 Antonio Matarrese cede la carica di presidente al fratello Vincenzo, che a sua volta affida la panchina dei biancorossi a Bruno Bolchi, questi riporta in due anni i galletti in Serie A, categoria attesa dai baresi da 15 anni. I biancorossi ricominciano l’alternanza fra prima e seconda serie, durata fino ai primi anni duemila. Il primo periodo più lungo passato in Serie A di questo trascorso, è il triennio 1989-1992 con mister Gaetano Salvemini, che nel 1990 porta i galletti a vincere la Coppa Mitropa in finale contro il Genoa.

Ricordiamo che la Coppa Mitropa (denominazione ufficiale: La Coupe de l’Europe Centrale), conosciuta in Italia con il nome di Coppa dell’Europa Centrale – o più semplicemente Coppa Europa –, per le sue prime 14 edizioni organizzata da ÖFB, MLS, ČSFS, FIGC, ASF, FSJ e FRF, è stata la più antica competizione calcistica europea per squadre di club, disputatasi per la prima volta nel 1927 e per l’ultima volta nel 1992.

Il nome deriva dalla contrazione del termine tedesco Mitteleuropa (Europa centrale).

Il trofeo prese ispirazione dalla Challenge-Cup, torneo di calcio tra squadre dell’Impero austro-ungarico, disputato dal 1897 al 1911.

Inoltre come dimenticare il trenino che tutti noi abbiamo provato a mimare almeno per una volta, inaugurato nella stagione 1994-1995 a “San Siro” dopo la rete del vantaggio siglata da Guerrero e non menzionare idoli della nostalgia che abbiamo idolatrato come il “cobra” Tovalieri e lo ”zar” Igor Protti, quest’ultimo capocannoniere nella stagione 1995/1996 nonostante la retrocessione in serie cadetta.

Nel 2014 poi si ha il primo fallimento, quando dalle ceneri dell’AS Bari della famiglia Matarrese nacque la FC Bari 1908 presieduta dall’ex arbitro Paparesta che riuscì ad iscriversi al campionato cadetto.

Bari Top 11

Ecco la Top 11 della storia del Bari. La descrizione è fornita sempre dal sito Machenesanno. Tranne per Bonucci e Amoruso, attinte da Wikipedia. Il modulo scelto è il 4-4-2

1. Jean François Gillet

gillet bari

364 presenze

Abilissimo para rigori, in carriera ne ha neutralizzati più di 30. Il portiere belga, giunto nel nostro campionato dallo Standard Liegi, ha disputato oltre 300 gare con il Bari divenendo un simbolo della formazione pugliese. Dopo aver disputato la prima stagione al Monza, nel 2000 Gillet si trasferì proprio al Bari restandovi fino al 2011, se escludiamo la parentesi al Treviso in prestito nella stagione 2003/04. Non possiamo non citare sia Francesco Mancini che Alberto Fontana che hanno difeso con onore i pali della porta del Bari.

3. Rober Jarni

jarni bari

52 presenze e 3 reti

Dopo le ottime stagioni con l’Hajduk Spalato, nel 1991 Jarni giunse in Puglia restandovi per ben due stagioni. Dotato di spiccate doti offensive il croato ha vestito in Italia anche le maglie di Torino e Juventus, con cui ha vinto lo scudetto nella stagione 1994/95. Protagonista anche in Spagna ha vissuto parte del proprio percorso calcistico al Betis Siviglia ed al Real Madrid. L’apice della sua carriera lo ha vissuto probabilmente con la propria nazionale con cui nel 1998 è giunto ad uno storico terzo posto al termine della rassegna iridata di Francia ’98.

2. Gianluca Zambrotta

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