A Bologna luminarie natalizie con frasi di Lucio Dalla: ma c’è un errore imbarazzante

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In vista del Natale, buona parte delle città italiane viene addobbata a festa dalle amministrazioni locali con luminarie sparse per strade principali e vicoli, un albero gigante nella piazza centrale e qualche statuina di Babbo Natale ed elfi. Poi ci sono città che hanno fatto delle luminarie natalizie un autentico business, come Salerno, che installa le luci d’artista già da metà novembre e fino a metà gennaio. Attraendo turisti da tutta Italia e da varie parti d’Europa. E poi ci sono città come Casoria che restano tristi pure a Natale.

La colonna sonora di Capodanno è diventata da anni “L’anno che verrà” di Lucio Dalla. Scritta nel 1979 e inserita come ultima del suo quarto album intitolato proprio Lucio Dalla e considerato dalla critica come uno dei lavori migliori dell’artista. E’ così collegata al Capodanno che la trasmissione su Raiuno che accompagna gli italiani al nuovo anno in prima serata il 31 gennaio, si intitolata proprio in quel modo.

Come noto, Lucio Dalla ci ha lasciato il primo marzo 2012. E la sua città, Bologna, ha deciso di dedicargli una cosa carina in vista del Natale. Ma c’è anche un imbarazzante errore.

Luminarie Bologna con frasi Anno che verrà di Lucio Dalla

lucio dalla luminarie bologna

Nel programma in onda nel primo pomeriggio su Raidue, Vieni da me, presentato da Caterina Balivo, la giornalista e presentatrice Rosanna Cancellieri ha parlato, tra le altre cose, delle luminarie natalizie che Bologna ha dedicato a Lucio Dalla. Nella fattispecie, in Via D’Azeglio, dove si è deciso di montare le luminarie natalizie con le frasi della canzone L’anno che verrà lungo tutta la strada. Per un omaggio toccante quanto suggestivo.

Luminarie Bologna dedicate a Lucio Dalla con errore grammaticale

luminarie bologna dalla errore grammaticale

La Cancellieri fa infatti notare che nella famosa frase iniziale “Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’ ”, po’ è stato scritto con l’accento e non con l’apostrofo. Quindi pò e non po’. Errore dettato probabilmente dal fatto che ormai, scrivendo col Pc, si tende a confondere gli apostrofi con gli accenti.

La figuraccia ormai è compiuta. Certo, non è un errore gravissimo. C’è sicuramente di peggio. E Lucio Dalla avrà apprezzato lo stesso.

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