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Capitale della cultura 2016: il grande treno perso da Ercolano

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AD AGGIUDICARSI IL TITOLO E IL MILIONE DI EURO PER IL PROGETTO PRESENTATO E’ STATA MANTOVA
Nonostante custodisca i resti della città distrutta da un’eruzione del Vesuvio nel remoto 79 d.c. – la stessa che interessò la vicina Pompei – Ercolano non è stata eletta Capitale italiana della cultura 2016. Titolo finito a Mantova, che così potrà fregiarsi anche di un milione di euro per realizzare il progetto presentato al Consiglio Nazionale del Mibact a Roma. Oltre alle due città, concorrevano altresì Aquileia, Como, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni.

GLI SCAVI DI ERCOLANO – Senza nulla togliere a queste città, che avranno sicuramente un loro perché, Ercolano si presentava come la candidata maggiormente favorita. Dato che, come detto, vanta un sito archeologico unico al Mondo – gli scavi archeologici – meta fissa di circa 300.000 turisti l’anno. Risultando così tra i primi venti monumenti italiani più visitati. Oltre all’area archeologica, in alcune occasioni opportunamente pubblicizzate sul sito della Soprintendenza Archeologica di Pompei, è visitabile il padiglione della barca di Ercolano, ritrovata sull’antico litorale della città. Dal civico in Corso Resina n. 123 è possibile discendere al Teatro romano di Ercolano; l’accesso è consentito esclusivamente per finalità scientifiche e di studio previa autorizzazione della Direzione degli Scavi di Ercolano e solo quando le condizioni del sottosuolo lo permettono.
OCCASIONE PERSA PER I TROPPI PROBLEMI – Gli scavi di Ercolano sono secondi per importanza solo a quelli più noti di Pompei, soprattutto per una questione di dimensioni. Ma è anche vero che rispetto ad essi sono gestiti molto meglio. Una sconfitta che ha lasciato amareggiati l’arrogante Governatore della Campania Vincenzo De Luca e il Sindaco Ciro Buonajuto. Il quale però già annuncia che ci riproveranno per il 2017.
Ercolano paga lo scotto di essere una città che patisce ancora degrado sociale e disorganizzazione amministrativa. Fattori che hanno avvantaggiato la più efficiente Mantova, Comune lombardo ai confini con il Veneto, che ha pure tanto da dire dal punto di vista culturale. 
Questa assegnazione avrebbe dato certamente un’opportunità di riscatto a una città ancora preda di mala politica e criminalità, nonostante la gloriosa storia che vanta. Speriamo che l’anno prossimo vada meglio.

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