Casa, brutte notizie per i proprietari: gli aumenti in arrivo

Investire nella casa è da decenni un must per gli italiani. Il mattone è sempre stato considerato un investimento sicuro, anche se il mercato immobiliare vive di continui alti e bassi. Quindi, occorre attendere il momento giusto per comprare o vendere un immobile.

Dopo la crisi del 2008, ad esempio, il mercato immobiliare è profondamente crollato. Con un drammatico crollo dei prezzi tra il 2011 e il 2012, mentre ora si assiste ad una ripresa. Da notare poi che in molte città le amministrazioni comunali stanno riqualificando le periferie, tra nuove infrastrutture, servizi e costruzioni edili. Quindi, acquistare un immobile allocato in una periferia considerata di poco valore, ma con ampi margini di miglioramenti, può rivelarsi un ottimo affare.

Basta l’apertura di un grande centro commerciale, di uno svincolo stradale, di una stazione ferroviaria o una riqualificazione urbana, che una periferia ottiene una impennata di valore. E così gli immobili che ivi si trovano.

Certo, poi ci si mette il capitolo tasse. Per anni abbiamo avuto l’Ici anche sulla prima casa, che Berlusconi decise di sopprimere per mantenere una promessa elettorale. Poi Monti decise di ripristinarla, ma in una formula peggiore: l’Imu. Che costringe i Comuni a fare da esattori per conto del governo, per poi avere solo in parte i soldi ottenuti. Il Governo Renzi, infine, ha soppresso l’Imu sulla prima casa.

Ma questa breve storia triste delle tasse sulla casa ora si arricchisce di un nuovo capitolo. Sempre triste ovviamente.

casa tasse

 

Come riporta Libero, per la prima volta, da tre anni a questa parte, nella legge di bilancio non c’è la norma che vietava a Regioni ed enti locali di «deliberare aumenti dei tributi nonché delle addizionali ad essi attribuiti con legge dello Stato».

Un primo calcolo, fatto dall’ ufficio studi della Cgia di Mestre, quantifica in un miliardo di euro l’impatto sui contribuenti degli inevitabili rincari dell’ Irap, delle imposte Imu/Tasi e delle addizionali Irpef. I proprietari di casa saranno, ancora una volta, tra i più colpiti.

«Da un governo del cambiamento», dice Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, «ci saremmo aspettati una riduzione dello spropositato carico di tassazione sugli immobili, non certo il via libera ai Comuni per aumentare ancora la sua parte più odiosa, quella di tipo patrimoniale».

Lo sblocco mette a rischio anche i contratti di locazione “concordati”, nati vent’ anni fa sulla base di un patto molto chiaro: canoni al di sotto di quelli di mercato in cambio di agevolazioni fiscali per i proprietari. Il rischio, spiega Spaziani Testa,

«è che ora i Comuni aumentino le aliquote proprio per questi immobili, visto che sono fra i pochi con livelli di Imu e Tasi ancora inferiori al massimo. Con l’ effetto di spingere i proprietari a scegliere i contratti a canone libero».

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