Cinema 2 euro secondo mercoledì mese: come funziona e perché è poco utile

Il Governo Renzi sta mettendo in campo una serie di misure per avvicinare gli italiani alla cultura. Dopo la prima domenica del mese gratis nei musei e i 500 euro elargiti ad insegnanti di ruolo e diciottenni da spendere in prodotti ed eventi culturali, arriva anche il Cinema a 2 euro il secondo mercoledì del mese. Un’iniziativa partita lo scorso mercoledì 14 settembre (data per me triste, perché è il giorno in cui è morto mio padre), per far avvicinare nuovamente gli italiani al Cinema. Bene, ieri ho tentato di usufruire di questa iniziativa del Cinema 2 euro secondo mercoledì mese, per guardare il nuovo ed ennesimo film di Woody Allen.

Ma un’orda di appassionati di cinema che ha invaso il multisala me lo ha letteralmente impedito. Una fila chilometrica al botteghino ha fatto sì che restassero solo quattro biglietti e che mancassero solo 5 minuti all’inizio del film, mentre eravamo ancora molto indietro in coda. Allen dopo dieci giorni di proiezione interessa ancora così tanto?! Qualcosa non mi torna. Comunque, cerchiamo di capirne qualcosa di più sul Cinema 2 euro secondo mercoledì mese.

Cinema 2 euro secondo mercoledì mese: come funziona

Cinema 2 euro secondo mercoledì mese
Il casino che c’era al multisala mercoledì sera

L’iniziativa del Cinema 2 euro secondo mercoledì mese è stata chiamata Cinema2Day e permette di pagare solo 2 euro a prescindere dal film scelto. Mentre per quanto riguarda i Cinema che aderiscono, si può consultare l’apposita sezione del sito dell’iniziativa: Cinema2day. Sebbene non pare essere proprio aggiornatissimo, dato che il multisala del mio Comune di residenza, benché aderisca all’iniziativa, non figura nei risultati di ricerca. Ma sono dettagli e sbavature all’italiana.

Cinema 2 euro secondo mercoledì mese: perché non è realmente utile

Cinema 2 euro secondo mercoledì meseMa a parte ciò, trovo che questa iniziativa non sia realmente utile. O almeno per lo scopo culturale con cui il Governo la giustifica. Infatti, così impostata, può essere utile solo ad attirare orde di consumatori un giorno alla settimana nelle sale, attratti dal prezzo irrisorio del biglietto, al fine di far rimpinguare le loro ormai casse e recuperare gli eventuali vuoti dei primi quattro giorni della settimana. Ma non crea di certo affezione tra gli italiani e il Cinema. A tal fine, sarebbe stato più utile far pagare una volta a settimana – magari il mercoledì che forse è stato scelto perché giorno più smorto quanto a incassi – ad esempio 3 euro. Tutto sommato una cifra ugualmente accattivante e che avrebbe portato il consumatore medio anche due volte al mese nelle sale, se non pure tutti e quattro i giorni. Un’iniziativa nata male dunque, e non solo perché il 14 settembre è finito mio padre.

Ah, per la cronaca, perso il film di Allen ci siamo ritrovati a casa di un amico di un amico che pure ha perso il film e abbiamo guardato Arcipelaghi, pellicola in dialetto sardo con sottotitoli in italiano del 2001, scritta e diretta da Giovanni Columbu, tratta dall’omonimo libro di Maria Giacobbe. In fondo, forse più interessante di Café Society del buon Woody. Il quale da decenni propone sempre lo stesso canovaccio.

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