Dal Cotton fioc ai piatti: gli oggetti di plastica che non potremo più usare dal 2019

Il 2019 è appena iniziato e non mancano i buoni propositi. Come ogni anno. Non possono mancare quelli relativi al rispetto dell’ambiente, visto che la Natura, tra disastri vari, ci fa sentire tutto il suo dissenso per come la trattiamo.

Tsunami e uragani si stanno sempre più diffondendo anche in quelle zone dove prima non c’erano. Pure in Italia (ecco le regioni a rischio tsunami e le regioni a rischio uragani). I potenti della Terra hanno stretto diversi accordi, ma sembrano sempre la solita aspirina per un moribondo. Mentre Donald Trump ha deciso pure di portare gli Usa fuori da essi, rispolverando fonti energetiche ormai demodè ed inquinanti come il carbone.

L’Italia a livello ambientale non sta messa proprio bene. Tra fabbriche monstre altamente inquinanti, ecomostri e inquinamento provocato dalle automobili. Anche se le città si stanno sempre più impegnando a diventare “smart” (in primis la capitale morale italiana, ossia Milano).

Volenti o nolenti, tra multe e divieti, dobbiamo tutti fare la nostra parte. Come noto, un materiale altamente inquinante per la sua lentissima degradabilità è la plastica. E anche noi italiani a partire da questo anno dovremo fare a meno di alcuni materiali che fanno parte del nostro quotidiano.

Ci riusciremo? Ecco quali sono.

Cotton fioc vietati e non solo

cotton fioc illegali

Come riporta Il Messaggero, dal primo gennaio 2019 infatti, nel nostro Paese sarà vietato produrre e vendere cotton fioc non biodegradabili e compostabili, cioè con il bastoncino in plastica. L’Italia è il primo paese nell’Unione europea a bandirli: lo aveva deciso ancora il governo Gentiloni alla fine del 2017, con la sua ultima manovra. I produttori dovranno anche indicare sulle confezioni le regole per un corretto smaltimento, soprattutto il divieto di gettarli nel wc.

Pochi giorni fa la Ue ha deciso di vietare una serie di oggetti di plastica usa e getta, fra i quali i cotton fioc, ma solo dal 2021. Ancora una volta l’Italia si dimostra all’avanguardia nella lotta all’inquinamento da plastiche, dopo aver bandito nel 2011 i sacchetti per la spesa non biodegradabili e nel 2018 i sacchetti per l’ortofrutta.

Ma non solo cotton fioc. L’Unione europea lo scorso 19 dicembre ha deciso che dal 2021 saranno vietati un serie di oggetti in plastica usa e getta non biodegradabile: posate e piatti, cannucce, contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso (come le scatole degli hamburger del fast food), bastoncini di cotone per i prodotti dell’igiene tipo cotton fioc, bastoncini per palloncini e prodotti in plastica oxo-degradabile (per esempio le buste di plastica che si frammentano se esposte all’aria).

Cotton fioc, un pericolo per i nostri mari…e per le nostre orecchie

I bastoncini di plastica dei cotton fioc rappresentano il 9% dei rifiuti ritrovati sulle spiagge italiane, una media di 60 per ogni spiaggia. Lo dice Legambiente, che ogni estate organizza campagne di monitoraggio e pulizia. Quello che non si può monitorare, sono gli animali marini che muoiono per aver ingerito queste plastiche.

Oltretutto, il cotton fioc è un pericolo per le nostre stesse orecchie. Se spinti troppo in fondo, possono provocare la rottura del timpano. Inoltre, possono spingere in fondo il cerume, creando un accumulo e peggiorando la situazione.

Il cerume è una autodifesa per le nostre orecchie, ma l’accumulo eccessivo può causare seri problemi all’udito.

Gli altri provvedimenti italiani

Sempre l’ultima legge di bilancio Gentiloni ha messo al bando dal 1/o gennaio 2020 le microplastiche nei prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente. Si tratta di minuscoli granelli di plastica che finiscono nei fiumi e nei mari, vengono mangiati dai pesci e attraverso la catena alimentare finiscono sulle nostre tavole.

Anche il governo Conte vuole mantenere l’Italia all’avanguardia in Europa sulle plastiche. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa (M5S) ha già depositato in Consiglio dei ministri il disegno di legge «Salvamare», che a gennaio dovrebbe arrivare in parlamento. La legge prevede l’anticipo di un anno, al 2020, del bando europeo della plastica monouso.

Altra previsione importante è l’autorizzazione ai pescatori a portare nei porti la plastica raccolta con le reti, invece che ributtarla in mare, come sono costretti a fare oggi dalla legge vigente.

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