Dalida, trent’anni fa moriva la Diva triste: la carriera e le canzoni più belle

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Il prossimo 3 maggio ricorreranno trent’anni dalla morte della cantante e attrice franco-italiana Dalida. Al secolo Iolanda Cristina Gigliotti, suicidatasi nella sua villa a Montmatre, quartiere di Parigi, nel 1987. Complice una profonda depressione che la spinse al gesto estremo con un’overdose di barbiturici, a distanza di vent’anni da un primo tentativo di suicidio, un mese dopo la morte del cantante italiano Luigi Tenco. Tra i due pare ci fosse anche un rapporto sentimentale. Dalida ha venduto complessivamente 170 milioni di copie in tutto il Mondo e ancora oggi la sua discografia riscontra un buon mercato. Ebbe anche una discreta esperienza nel Cinema, lei che recitava con charme anche quando cantava con la sua splendida voce. Per una vita fatta di successi ma anche un malessere irrisolto, alimentato da amori infelici e spesso finiti tragicamente. Di seguito ripercorro la carriera di Dalida, mentre alla fine dell’articolo riporto i suoi brani a mio avviso più belli.

Le origini di Dalida e prime esperienze nel Cinema

dalida giovaneCome riporta Wikipedia, Dalida nacque a Choubrah (alle porte del Cairo) il 17 gennaio 1933 da genitori calabresi originari di Serrastretta, in provincia di Catanzaro, seconda di due fratelli: Orlando e Bruno. Il padre, Pietro, era primo violino all’Opera del Cairo. Si suicidò quando era ancora bambina, dopo un periodo di carcere durante il quale subì anche delle torture. Si sottopose a diverse operazioni chirurgiche per rimediare al suo strabismo. A diciassette anni vinse il concorso di bellezza Miss Ondine e, poi, Miss Egitto. Ebbe la sua prima esperienza nel Cinema nel 1954 con La regina delle piramidi, facendo la controfigura di Joan Collins. Nello stesso anno entrò a far parte del cast di altri due film: Le Masque de Toutankhamon e di Sigarah wa kas. Finite le riprese partì per Parigi per sfondare nel Cinema che conta. Nel 1956, ispirandosi al film del 1949 Sansone e Dalila, adottò il nome d’arte Dalila, che cambiò in seguito in Dalida su consiglio dello scrittore Albert Machard.

I primi successi musicali di Dalida negli anni ‘50

Lo stesso anno registrò il suo primo disco su vinile con Madona, versione francese di Barco negro di Amalia Rodrigues, cui seguì Bambino (traduzione della famosissima canzone napoletana Guaglione, portata al successo da Aurelio Fierro), che ebbe grande successo arrivando prima in Francia per 39 settimane nel 1957. Vincendo il suo primo disco d’oro. E ciò la lanciò definitivamente nel mondo della Musica, incidendo tanti brani di successo da lei reinterpretati in francese. Tra cui Dans le bleu du ciel bleu (Nel blu dipinto di blu di Modugno), che arrivò quinta nelle Fiandre, e Du moment qu’on s’aime (Piccolissima serenata di Teddy Reno) nona nelle Fiandre e Romantica (di Renato Rascel) decima nelle Fiandre nel 1960.

Gli anni ’60 di Dalida: tra conferme e primo tentato suicidio

dalida luigi tencoNel 1961 e nel 1962 vinse l’Oscar per la canzone. Nel 1964 fu la prima donna a vincere il disco di platino per aver venduto oltre 10 milioni di dischi; sempre nel 1964, seguì il Tour de France (vinto da Jacques Anquetil), cantando più di duemila canzoni lungo i 2900 km percorsi. Nel 1965 recitò in Ménage all’italiana (con Ugo Tognazzi, Paola Borboni), e incise La danse de Zorba (La danza di Zorba), su una base di sirtaki, Amore scusami, Cominciamo ad amarci e La vie en rose, cavallo di battaglia di Piaf, scomparsa due anni prima. Pubblicò anche il singolo Un grosso scandalo che sul lato B presenta una sua interpretazione di Il Silenzio brano portato al successo da Nini Rosso.

Partecipando a Scala Reale incontrò il cantautore genovese Luigi Tenco. Si narra che i due ebbero anche una relazione, oltre che un rapporto professionale. Con Tenco Dalida incise Bang Bang per poi partecipare a Sanremo con Ciao amore, ciao. Sebbene si narri che Tenco non ne fosse entusiasta. I due non arrivarono in finale e ciò colpì molto Tenco, al punto da spingerlo al suicidio. Anche se non mancano tesi sul fatto che Tenco fu in realtà ucciso (ne ho parlato approfonditamente qui). Dalida, dopo aver deposto, ritorna a Parigi. Tentando il primo suicidio il 26 febbraio, ma fu salvata dalla cameriera entrata nell’albergo.

Il ritorno dopo il tentato suicidio: gli straordinari successi verso la fine degli anni ‘60

Ritorna, dopo la convalescenza, alla fine del 1967 al Palmares, in Francia, e in Italia incide Mama e partecipa alla nuova Canzonissima (che si chiamerà Partitissima) con Alberto Lupo. Il quale arrivò primo in classifica. Partitissima (ex Canzonissima) la vince con la canzone Dan, dan, dan il 6 gennaio del 1968. Il 18 giugno le viene conferito il titolo di Commendatore delle Arti, delle Scienze e delle Lettere dal presidente francese Charles de Gaulle, e il 5 dicembre riceve, prima donna, la medaglia della Presidenza della Repubblica francese. Lo stesso anno partecipa al Cantagiro con Un po’ d’amore e si classifica al terzo posto. Partecipa poi alla Mostra di Musica leggera internazionale a Venezia. Andrà a Venezia anche nel ’69 con Oh Lady Mary e nel 1970 con Darla dirladada.

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