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Chatti con persone straniere? Occhio, queste emoji potrebbero offenderle

Le emoji sono ideogrammi e smiley usati nei messaggi elettronici e nelle pagine web. Emoji esiste in vari generi, incluse espressioni facciali, oggetti comuni, luoghi e tipi di tempo e animali. Sono molto simili alle emoticon, ma le emoji sono immagini reali invece di caratteri tipografici.

Originariamente significa pittogramma, la parola emoji deriva dal giapponese e (, “picture”) moji (文字, “character”); la somiglianza con le parole inglesi emozione ed emoticon è puramente casuale.

Il codice dello script ISO 15924 per emoji è Zsye. Originario nei telefoni cellulari giapponesi nel 1999, è diventato sempre più popolare in tutto il mondo nel 2010 dopo essere stato aggiunto a diversi sistemi operativi mobili. [Ora sono considerati una grande parte della cultura popolare nell’ovest.

Basti pensare che nel 2015, i dizionari di Oxford hanno intitolato il volto con lacrime di gioia emoji la parola dell’anno.

Le emoji possono essere considerate un po’ come l’inglese. Ossia, una lingua universale, capace di mettere facilmente in comunicazione le persone tra loro. Anche quanti parlano una lingua diversa.

Certo, occorre stare attenti perché alcune non significano ciò che crediamo (ecco alcuni esempi). Ma, soprattutto, quando chattiamo con persone straniere, rischiamo pure di offenderle. In quanto nel loro Paese hanno un significato diverso.

Vediamo di seguito un vademecum per non sbagliare.

Emoji significato diverso in alcuni Paesi

emoji pollice su

Come riporta SuperEva, il “pollice in su” che in Occidente corrisponde all’ok, in Grecia e Medio Oriente è invece identificato come simbolo volgare ed offensivo. Se state invece chattando con un ragazzo/a cinese pensateci bene prima di inviare il simbolo delle mani che applaudono: lo interpreterà come una avance sessuale e non come un segno di approvazione. Ancora più rischiosa la faccina con un sorriso appena accennato: per i Cinesi è segno di sfiducia o il prendersi gioco di qualcuno.

Un altro esempio è fornito dalle mani giunte in segno di ringraziamento: questa è tra le più usate in Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Turchia ed Indonesia, ma non rientra in top 10 per i Paesi Arabi, dove questo segno è generalmente associato alla preghiera islamica. In Giappone, invece, significa semplicemente “grazie” senza nessuna implicazione religiosa.

Un altro studio ha invece dimostrato nel 2017 che l’emoji più collegata all‘hashtag #ramadan nel mondo occidentale era un cuore rosso, mentre nei Paesi arabi si preferiva l’uso della luna crescente, che era associato all’idea di preghiera e digiuno.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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