FOIBE, COMMEMORAZIONI DI PARTE

Dal 2004, il 10 febbraio in Italia ricorre la commemorazione delle “Foibe”, termine che racchiude l’uccisione di migliaia di cittadini italiani compiuti per motivi etnici-politici nel 1943 e nel ‘45 in Venezia Giulia e Dalmazia, voluta dal Maresciallo Tito (che aveva fondato l’Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia), dittatore socialista dell’ex Jugoslavia, in nome dell’antifascismo, e dell’annessione di quei territori di confine alla Slovenia. Altre vittime furono di nazionalità tedesca ed ungherese, residenti a Fiume.
Le foibe sono dei fossati che si trovano per natura in quelle zone scenario dei massacri, dove venivano gettate le vittime, anche solo ferite, e lasciate morire in queste cavità. Addirittura in molti casi, le vittime venivano legate a coppia e ne veniva uccisa una, mentre l’altra, legata, veniva lasciata in vita ma impossibilitata di liberarsi. Una fine cruenta, conseguenza di una mente criminale e disumana. Per tali motivi, le Foibe possono essere affiancate ad altri strumenti di sterminio orribili, quali i Campi di concentramento nazisti o i Gulag sovietici.

Diverse le iniziative in tutta Italia, con manifestazioni, dibattiti, convegni, proiezioni di documentari. Il Presidente della Repubblica ha tenuto a precisare però che questa giornata non deve essere un modo indiretto di difendere o in qualche modo vedere il Fascismo, come una sorta di vittima del caso; esso deve comunque essere condannato, anche perché le idee nazionaliste che esso sosteneva, sono state tra le cause dello scontro con la vicina Jugoslavia, anch’essa all’epoca attraversata da nazionalismo e intolleranza, se pur politicamente appartenente all’altro estremo politico (il socialismo).
Il Sindaco di Roma, Alemanno, ha invece sottolineato la questione della scarsa informazione che sui libri scolastici ancora c’è su questa tragedia.
In effetti entrambe le posizioni (le dichiarazioni politiche sono state varie ma ho riportato solo queste due perché credo più significative), sono per me valide e condivisibili. Cioè, non bisogna “da destra” approfittare della tragedia delle Foibe per rivalutare il Fascismo, anche se pure bisogna rispettare comunque chi è morto per un’ideale patriottico italico (discutibile o meno a seconda delle proprie idee politiche); né “da sinistra” si deve minimizzare o addirittura omettere una simile tragedia, come è stato fatto per tutti questi anni, ad eccezioni degli ultimi tempi. D’altronde, come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, troppo spesso la storia è stata scritta con “la mano sinistra”, pertanto sui libri scolastici di storia, o in generale, sui saggi storici, poco o niente è stato scritto su ciò.
Io stesso non conoscevo questa tragedia, conosciuta solo da quando è stato istituita questa “giornata della memoria” da un Governo di centro-destra. E chissà quante altre disumanità comuniste in giro per il Mondo sono rimaste taciute.
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Pubblicato da Vito Andolini

Appassionato di geopolitica e politica nazionale.

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