GIUSEPPE CIARRAPICO, ALTRO CHE FASCISTA

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La candidatura al Senato dell’editorialista Giuseppe Ciarrapico nel Popolo delle libertà, ha suscitato diverse polemiche, non solo da parte degli avversari ma anche degli stessi alleati. Le critiche si basano sul fatto che Ciarrapico è rimasto legato alle sue vecchie idee fasciste (in passato era legato all’ala andreottiana della DC e l’MSI di Almirante), non rinnegandone gli ideali, i principi, la storia.


Se gli avversari gridano allo scandalo, Fini e Bossi hanno esternato le loro perplessità. E così Berlusconi giustifica questa scelta affermando che la candidatura di Ciarrapico è utile per vincere, in quanto Ciarrapico è un editore e quindi utile per avere una parte della stampa da parte del Cavaliere e i suoi.
In realtà Ciarrapico possiede piccoli giornali locali nel Lazio e nel Molise, oltre ad aver pubblicato in passato alcuni libri di orientamento fascista, oltre poi a possedere alcune cliniche private nel Lazio. Insomma un fascista rampante, all’Achille Lauro.
La cosa che però mi fa ridere, ma mica tanto, è che a scandalizzare molti sono le idee politiche di Ciarrapico, e non il fatto che su di lui pendono varie condanne penali (da Wikipedia): quattro anni e mezzo di reclusione, ridotti in cassazione a 3 anni, per gli sviluppi della vicenda «Casina Valadier» Il 18 marzo Regina Coeli il 21 marzo, il 24 aprile dello stesso anno gli sono stati concessi gli arresti domiciliari. L’11 maggio viene revocato il mandato di custodia cautelare ma la libertà è breve perché Ciarrapico è di nuovo arrestato e trasferito a Milano, con l’accusa di finanziamento illecito ai partiti. Nel 2000, dopo sette anni, Ciarrapico viene condannato in via definitiva, tuttavia, in ragione della sua età, viene affidato ai servizi sociali. Nel 1996 è condannato anche nel processo relativo al crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, in primo grado a 5 anni e mezzo di reclusione, ridotti in appello a 4 anni e mezzo. Successivamente gli sono stati condonati 4 anni, e condannato a scontare gli ultimi 6 mesi in “detenzione domiciliare” per motivi di salute. La condanna è stata confermata dalla Cassazione. Non ha mai risarcito i danni alle parti civili cambiando continuamente residenza.
A quella di Ciarrapico va aggiunta la candidatura di Sciascia, direttore finanziario del gruppo Mondadori, incaricato di creare i fondi per pagare le mazzette alla Guardia di Finanza. E qualcun altro altro…
Questo fa capire quanto sia nuovo il progetto di Berlusconi e co. Candida personaggi dal passato losco, che hanno commesso reati finanziari, mettendoli anche tra i primi posti delle liste dei candidati, così da assicurargli un seggio in Parlamento. Del resto, la scelta del simbolo e non del candidato nell’ultima riforma elettorale, è stata voluta proprio per garantire a diversi “furbetti del quartierino”, un posto al sole.
Altro che scandalizzarsi per le idee fasciste. Anzi io apprezzo chi resta fedele ai suoi ideali, rossi o neri che siano. Ogni riferimento a Fini è puramente…voluto!

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