GRAZIE AL MOVIMENTO 5 STELLE SONO STATE FINANZIATE 23 IMPRESE SICILIANE

SONO I FONDI MESSI A DISPOSIZIONE DAI CONSIGLIERI REGIONALI PENTASTELLATI PER IL MICROCREDITO
Nella Sicilia degli scandali, tra Sanità che non funziona e assunzioni inutili nel settore pubblico, c’è un bel messaggio di concretezza e speranza da parte della politica. Non certo dal deludente Governatore Crocetta, bensì dal Movimento cinque stelle, con i consiglieri regionali che mettono buona parte del loro super stipendio al servizio delle imprese. Ad oggi ne sono state così finanziate 23, per un totale di 555mila euro erogati mediante Microcredito.

I DATI PRESENTATI – A fine gennaio i deputati regionali del Movimento Cinque Stelle hanno presentato all’Ars i risultati del progetto per la creazione di un fondo di microcredito alle aziende, alimentato con parte degli stipendi dei parlamentari. “E’ una goccia di benzina nelle taniche a secco dell’economia isolana – dicono – ma è soprattutto una risposta all’immobilismo di un governo che ha abbandonato le imprese al loro destino. Se l’esecutivo avesse voluto seguire il nostro modello di sviluppo, avrebbe potuto attivare grosse fette di fondi comunitari che purtroppo rimangono congelati per le difficoltà delle imprese a fornire idonee garanzie“.
COME FUNZIONA – Le somme messe a disposizione dei deputati del M5S servono come garanzia per l’erogazione di fondi Jeremie e dei capitali messi a disposizione da Banca etica, per un totale di circa tre milioni di euro disponibili. “A eccezione di Ragusa – proseguono i deputati – tutte le province siciliane sono rappresentate nella prima tranche di finanziamenti, con aziende che operano nei più svariati settori: dall’agroalimentare all’informatica, passando per le produzioni biologiche e per i beni culturali“.
Le somme erogate vanno da cinquemila a 25 mila euro a tassi fortemente agevolati (dal 2 al 4% circa). I partner dell’operazione sono Banca etica, Impact hub Sicilia e la fondazione Comunità di Messina onlus, che si occupano della gestione del fondo e della selezione delle domande di credito.
Speriamo che il loro esempio sia seguito dai consiglieri di altre Regioni, i quali, all’opposto, si fanno rimborsare pure sigarette, tinture e lingerie.

(Fonte: LaRepubblica)
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