GRECIA NEL CAOS, TUTTO QUELLO CHE NON CI DICONO I MEDIA

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IL PAESE ELLENICO VERSA IN UNO STATO DI POVERTA’ DILAGANTE, CON SCIOPERI E SCONTRI CON LA POLIZIA TUTTI I GIORNI
“Se non era per Monti, avremmo fatto la fine della Grecia”. Una frase che ci hanno ripetuto alla nausea, anche se ormai a dircela sono solo i leader dei due partitini che sostengono il Premier uscente per le prossime elezioni: Casini e Fini. I quali si aggrappano a lui per non sparire dal Parlamento. Per non fare, appunto, la fine della Grecia.
Certo, i mercati ci avevano puntati e le banche rischiavano il default. Ma a salvare l’Italia è stato solo il ceto medio, massacrato come al solito. Ma a parte ciò, in cosa consiste questo “rischio Grecia”? Cosa sta accadendo lì? I media ce ne parlano come fosse l’Uomo nero. Una minaccia ignota da temere senza conoscerla davvero.

LA POVERTA’ DILAGANTE –  Le notizie vere dalla Grecia, che non hanno risalto qui da noi e che vengono da fonti certe sono che in Grecia Amnesty denuncia un pericolo umanitario, notizia riportata dal The Guardian: The Medical Society of Athens ha mandato una lettera formale all’Ue per richiedere un intervento immediato. L’indigenza si diffonde epidemica e sono sempre di più i senzatetto. Le ultime stime parlano di 40mila persone.
Il 50% delle famiglie greche, nel 2013, non riuscirà più a pagare tasse e bollette. Nelle piazze del Paese periodicamente avvengono distribuzioni gratuite di cibo. Oltre il 50% dei cittadini greci sotto i 25 anni non ha un lavoro. Il 90% della popolazione non spende più in vestiti e in calzature. Tanti non possono più permettersi le cure mediche.
Il 2 Febbraio Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera ha titolato: “La Grecia allo stremo in una Europa indifferente”, Secondo le statistiche internazionali la Grecia ha il più alto numero di bambini sottopeso di tutti i Paesi dell’Ocse.
GLI SCIOPERI – Oltre agli statali, le cui proteste proseguono ormai da un anno e hanno fatto il giro del Mondo, a scioperare sono anche gli operai e gli agricoltori, in agitazione ormai per il 15/mo giorno consecutivo, hanno respinto compatti le concessioni proposte dal governo di coalizione e sono determinati a proseguire la loro battaglia contro la politica governativa nel settore. Ieri i sindacalisti convenuti da 35 località al blocco stradale di Nikaia, vicino Larissa (Grecia centrale), hanno deciso di proseguire l’agitazione finché non saranno soddisfatte le loro richieste, compresa riduzione del prezzo del gasolio.
IL PUGNO DI FERRO – Intanto le autorità utilizzano il pugno di ferro che sfiora la xenofobia, come se si fosse ritornati alla dittatura dei colonnelli negli anni ’60. Sono emersi  particolari scioccanti sul caso dei quattro giovani anarchici arrestati lo scorso 1 febbraio e torturati dalla polizia ellenica. Amnesty International ha chiesto l’apertura di una inchiesta sulle torture inflitte dalla polizia ellenica a quattro giovani.
Il sito della Bbc ci informa che in Grecia la situazione dei migranti è vergognosa e gravissima essendo questo un paese di passaggio per moltissime persone che provengono dall’Asia e dall’Africa, intenzionate ad entrare nell’Unione Europea. Si parla di bambini in centri di detenzione in condizioni di povertà estrema e di casi di violenza e razzismo molto pesanti. Per il reporter della Bbc la xenofobia incalza: in Agosto la polizia ha arrestato più di 1,100 immigrati senza documenti e fermati altri 4,900 per interrogarli in operazione chiamata Operation Xenios Zeus.
E l’Europa cosa fa? Nulla. L’importante è che i conti siano in ordine. Il popolo, invece, può stare in disordine quanto vuole.
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