IL COSTA D’AMALFI DI SALERNO, UN ALTRO AEROPORTO AD PERSONAM?

Il primo dicembre è tornato ad essere operativo il tanto discusso aeroporto situato tra Salerno e Pontecagnano (Sa), denominato “Costa d’Amalfi” poiché nelle intenzioni dei suoi fautori dovrebbe consentire un più facile approdo dei turisti verso la stupenda costiera amalfitana; oltre ovviamente a collegare i salernitani con Roma e Milano.

LA STORIA TORTUOSA DELL’AEROPORTO – Il progetto del “Costa d’Amalfi” è stato avviato nel 2007, quando si è pensato di adibire il già esistente aeroporto militare (nato nel lontano 1926) ad uso civile. Fino a quell’anno infatti, è stato utilizzato esclusivamente, oltre che da Carabinieri e Vigili del Fuoco, dalle scuole di volo e paracadutismo e per traffico business di piccoli jet privati.<

br />L’aeroporto è stato così adeguato per sviluppare il traffico civile su larga scala, con quattro banchi check-in, due aree di imbarco, nastri bagagli e sale d’aspetto. I lavori di completamento e di collaudo sono terminati nel mese di dicembre 2007. L’8 maggio 2008 l’ENAC ha rilasciato la concessione per la gestione provvisoria.
Fin qui tutto bene. Almeno all’apparenza, giacché l’uso civile di tale complesso aeroportuale non è mai davvero “decollato” (in tutti i sensi). I voli di linea sono iniziati nel 2008, con la compagnia “VolaSalerno” che ha operato dal 2 agosto 2008 al 18 dicembre 2008; seguita poi dal 27 luglio 2009 al 7 maggio 2010 dalla compagnia “Air Dolomiti”.
Fin qui, voli “a singhiozzo” dunque. Mentre come dicevamo in precedenza, dal primo dicembre sono ripresi nuovi voli, sebbene di dubbia utilità dato lo scarso traffico aereo che qui ha origine e termine: dal 1 dicembre 2010 opera la compagnia Alitalia (con il sotto gruppo Air A!ps) con due voli giornalieri dal lunedì al venerdì su Milano Malpensa, ed un volo giornaliero su Roma Fiumicino. Ad oggi, la media dei passeggeri è di circa 50 unità al giorno, di cui il 70% circa sono quelli in partenza.

LA DISTANZA DAI LUOGHI D’INTERESSE – A rendere discutibile l’effettiva utilità del progetto, oltre che il basso flusso di passeggeri, ci si mettono anche le distanze dell’aeroporto dalle principali mete d’interesse circostanti. Se è vero infatti che la città di Salerno dista solo 13 Km, molto più evidenti sono le distanze con altri potenziali luoghi d’interesse: l’Università degli Studi di Salerno (Fisciano) dista ad esempio 25 km, mentre la costiera amalfitana (da cui prende il nome) anche di più: Paestum 27 km, Amalfi: 44 km, Positano ben 63. Avellino e Pompei equidistano 50 km, mentre Ercolano: 63 km. Sorrento pure risulta lontana, ben 73 km, mentre le altre province campane pure non sono vicine: Napoli 70 Km, Benevento 85 km e Caserta 88. Infine, Potenza – capoluogo che pure dovrebbe beneficiare, secondo gli ideatori, del progetto – dista 85 Km.
Insomma un rosario di distanze tutte sopperibili con altri mezzi pubblici, come i treni o gli autobus di linea. Inoltre, come denunciato da alcuni cittadini salernitani, le strade che collegano l’aeroporto con le autostrade o le altre strade extraurbane principali, sono ancora vecchie strade di campagna dissestate e non asfaltate.

I DUBBI DEL COMUNE DI SALERNO – Siamo ora alla nota dolente dei costi. Il progetto tra il 2008 e il 2009 è costato circa 7 milioni di euro l’anno, ovvero 3,5 milioni di euro l’anno per costi fissi di gestione. Per il 2011 – come ha denunciato Gianni Iuliano, rappresentante del Comune nella gestione dell’aeroporto –  se si aggiunge a tali costi fissi di gestione il costo di Alitalia, si arriva a quasi 8 milioni di euro l’anno. Una cifra che, per Iuliano, continuerebbe ad essere troppo alta per la capacità dello scalo. Iuliano inoltre, fa notare come, se anche il piano Alitalia dovesse andare in porto a tutti gli effetti, si potrebbe portare a Salerno un bacino di utenza di centinaia di migliaia di passeggeri l’anno. Soglia piuttosto lontana dall’obiettivo che farebbe raggiungere il punto economico di equilibrio, fissato, per ogni aeroporto, a circa 500 mila passeggeri.
Non a caso, i dubbi del Comune di Salerno si riflettono sul fatto che l’ente ha un impegno nel progetto di poco più di un milione di euro. Ovvero quasi l’ottava parte del costo totale.

IL PRESIDENTE CIRIELLI COME L’EX MINISTRO SCAJOLA – L’unico che resta convinto di questo progetto è il Presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli, parlamentare del Pdl che guida una coalizione di centro-destra costituita da UDC, MpA, Nuovo PSI, Popolari Udeur, Alleanza di Centro ed altre formazioni minoritarie.
L’onorevole Cirielli (Tenente colonnello dell’arma dei Carabinieri), è anche deputato e dal 2008 presiede la IV Commissione difesa della Camera. E’ noto ai più per essere l’autore della “legge Cirielli” del 2005, ribattezzata “salva-Previti” e divenuta “ex Cirielli” perché in sede dibattimentale in Parlamento è stata notevolmente modificata rispetto al testo originario.
Cirielli sostiene con forza l’aeroporto “Costa d’Amalfi”, facendo tappezzare fieramente l’intera città di Salerno per annunciare la ripartenza del complesso aeroportuale (proprio perché il Comune di Salerno è amministrato dal centro-sinistra). La Provincia di Salerno resta il secondo finanziatore, in ordine d’importanza, del progetto. Chi detiene la quota di maggioranza è la Camera di Commercio, con il 30%.
Ma in virtù di quanto detto fin’ora, l’aeroporto Salerno-Pontecagnano appare soprattutto un aeroporto “ad personam”, che rievoca alla memoria quello voluto fortemente dall’ex Ministro Scajola. Quest’ultimo infatti, nel 2001 da Ministro delle attività produttive nel II Governo Berlusconi, fece avviare l’aeroporto di Albenga, partito nel 2002 e costato circa un milione di euro. Aeroporto pure sospeso più volte e ripartito nel 2008, quando Scajola è diventato Ministro allo sviluppo economico (carica lasciata come sappiamo la scorsa primavera).
Secondo fonti aeroportuali non sono rari i voli da Albenga per Fiumicino con 8-10 passeggeri. Stesso dicasi per i Charter destinati per Malpensa, Bastia (Corsica) e Tortolì (Sardegna), forse utilizzati da pochi intimi di Scajola per i weekend. Perché un aeroporto proprio ad Albenga? Semplice. Perché questo Comune dista 3 chilometri da Imperia, città natale del ministro e suo collegio elettorale.

(Fonti: AeroportoLa Città di Salerno 1La Città di Salerno2)

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