IL MONDO CHE VERRA’ E LA NOSTALGIA PER ROMANO PRODI

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LA PRIMA PUNTATA ANDATA IN ONDA SU LA7 E’ ANDATA A GONFIE VELE. NE SEGUIRANNO ALTRE DUE

Non so voi, ma a me Romano Prodi manca. Perché alla politica italiana manca la sua professionalità, la sua serietà, la sua autorevolezza riconosciuta dagli altri Paesi. Indipendentemente da come la si pensi, è difficile non ammettere che alla politica italiana attuale manchino le sue caratteristiche. Un Presidente del consiglio che sapeva mediare, concertare, convincere con la propria pacatezza. A differenza di quanto fanno oggi i leader politici, affannati ad apparire, urlare, fare gesti volgari, offendersi a vicenda, denigrare costantemente l’avversario, mettere il cappello su ogni evento storico che manco lontanamente gli appartiene.
Una nostalgia che a quanto pare, stando ai dati auditel del programma che lo vede protagonista su La7, non provo solo io.

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br /> IL SUCCESSO DE “IL MONDO CHE VERRA’” – Martedì scorso è andata in onda la prima delle tre puntate della trasmissione Il Mondo che verrà. Data la tarda ora, 23e30, la trasmissione può dirsi riuscitissima: picchi di 964mila telespettatori per uno share medio del 4,20%, con oltre 2,7 milioni di contatti complessivi. Palcoscenico dell’interessantissima intervista al Professor Prodi è la sala Alma Mater dell’Archiginnasio di Bologna.
La prima puntata è stata incentrata sul tema “scontro tra continenti”, ed è stata l’occasione per Prodi di parlare dei temi più stringenti dell’economia politica. E tra una chiara e critica spiegazione del debito americano (“pensate che il bilancio della California sia meglio di quello della Grecia?”) e il predominio cinese, il Professore si è dedicato anche all’analisi politico-economica dell’Italia.
Quando la conduttrice gli ha posto la questione su quali fossero le anomalie che costringono il nostro paese ad una difficile crescita economica ha risposto: “l’evasione fiscale che “sbilancia” i conti dello stato e la criminalità organizzata che impedisce agli investimenti economici di confluire nello sviluppo previsto”.
Non sono mancate, ovviamente, frecciatine al Governo Berlusconi.

PROSSIME PUNTATE – Dato il successo della prima puntata, molto probabilmente, come da accordi tra il team di Prodi e la rete tv, il programma verrà anticipato ad un orario meno da nottambuli. Le prossime puntate verteranno sui temi centrali: l’euro che resisterà, la crisi, il mondo, il futuro. Tutte tesi predicate da mesi dal Professore e contenute nel suo libro appena uscito, “Futuro cercasi”.

Insomma, resta il rimpianto personale e non solo, per un Governo, il secondo guidato da Prodi, durato appena una ventina di mesi. Ghigliottinato da parlamentari egoisti e irresponsabili, come Dini e il suo socio passati poi nell’orbita berlusconiana; due comunisti Trozkisti; tre scagnozzi di Mastella. Per non parlare di quanti, pur facendo parte del Governo, tiravano la giacca al Professore ogni giorno (vedi Paolo Ferrero e Fausto Bertinotti). Tutta gente oggi felicemente pensionata e riciclata, ma che se ha un minimo di coscienza, dovrebbe pensare ogni tanto al danno arrecato al nostro Paese.

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0 thoughts on “IL MONDO CHE VERRA’ E LA NOSTALGIA PER ROMANO PRODI

  1. In confronto a Berlusconi, Prodi era uno statista.Però anche lui ha avuto le sue colpe, non è riuscito a coagulare una coalizione omogenea, nè a rischiare, tagliando fuori o l'estrema sinistra o i mastelliani…

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