Isernia, culla europea della civiltà paleolitica

Isernia è un comune italiano di 21 652 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Molise. Rappresenta uno dei primi insediamenti paleolitici documentati d’Europa, ma ha vissuto più Ere gloriose: da fiorente città sannita a capitale della Lega Italica, passando per Municipium romano fino a fulcro della reazione borbonica anti-unitaria.

Pesantemente bombardata nel corso della Seconda guerra mondiale, è stata insignita della medaglia d’oro al valor civile.

La sua etimologia non ha una provenienza certa. Si ipotizza che abbia una radice indoeuropea «ausa», che significa «acqua». Ulteriori ipotesi prevedono che il nome provenga dalla radice sannitica Aiser, che significa “Dio”. Mentre in lingua Etrusca pure vuol dire “Dèi.

Vediamo la storia di Isernia e cosa vedere.

Isernia dove si trova

isernia foto centro

Isernia sorge lungo il tratturo Pescasseroli-Candela (un’antica via della transumanza), all’incrocio della strada statale 85 e la strada statale 17 Appulo-Sannitica, ed è circondata dai monti del Matese a sud e dalle Mainarde a nord-ovest. La zona è ritenuta ad alto rischio sismico.

Isernia storia

Come detto nell’incipit, Isernia ha vissuto da protagonista molte ere della civiltà europea ed italica.

La città è stata abitata dall’uomo sin dall’era paleolitica: i primi insediamenti, infatti, risalgono ad almeno 700.000 anni fa. Anche le origini dell’agglomerato urbano sono molto antiche, sebbene ad oggi le date siano molto incerte

Sotto il dominio sannita fin dal V secolo a.C., Nel 264 a.C. divenne colonia romana e nel 209 a.C. rimase fedele a Roma, tanto che vennero coniate le specifiche monete dal nome Aesernia. Nel corso dell’Impero romano, i vari imperatori susseguitisi ne permisero il popolamento, fino ad elevarla al rango di Municipio.

Dopo la caduta dell’Impero romano, Isernia venne distrutta nel 456 dai Vandali. Grazie all’egemonia dei Longobardi, riconobbe nel 600 una certa rinascita mediante la realizzazione di opere pubbliche. Poi un’altra rinascita arrivò coi Normanni, durante i quali la sua diocesi fu unificata con quelle di Venafro e Bojano. Inoltre, nel 1199, fu saccheggiata da Marcovaldo di Annweiler. Nel XIII secolo, la città rinacque ancora, grazie a Federico II.

Dopo vari passaggi di proprietà della città tra un feudatario ed un altro, nel 1519 Isernia fu annessa da Carlo V al Regno di Napoli.

Il 23 ottobre 1860 Isernia ospitò per una notte Vittorio Emanuele II di Savoia in viaggio per recarsi a Teano ad incontrare Giuseppe Garibaldi. Sebbene risultò anche molto attiva nella reazione borbonica contro i Piemontesi, che costò oltre 1200 vittime tra militari e civili.

Durante la seconda guerra mondiale fu pesantemente bombardata e nel dopoguerra si attivò una determinata ricostruzione nonché il rilancio della zona Nord della città.

Nel 1957, dopo la divisione dell’Abruzzi e Molise, cominciò a prendere piede l’ipotesi dell’istituzione della provincia di Isernia, che arrivò ufficialmente il 3 marzo 1970.

Isernia cosa vedere

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Ecco cosa vedere ad Isernia. Per quanto concerne le strutture religiose:

• Cattedrale di San Pietro
• Eremo dei santi Cosma e Damiano
• Chiesa di San Francesco
• Chiesa di Santa Chiara
• Monastero di Santa Maria delle Monache
• Chiesa di San Giuseppe lavoratore
• Chiesa di San Pietro Celestino
• Chiesa dell’Immacolata Concezione
• Chiesa di Santa Maria Assunta
• Parrocchia Sacro Cuore

Queste invece le strutture civili:

• Fontana Fraterna
• Palazzo D’Avalos-Laurelli
• Palazzo San Francesco
• Palazzo De Lellis-Petrecca
• Palazzo Jadopi
• Palazzo Pecori Veneziale
• Palazzo Orlando
• Palazzo Pansini-Clemente
• Palazzo dell’Università
• Palazzo Viti

Non mancano poi monumenti e statue:

• L’Incontro (Piazza della Repubblica)
• Monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale
• Le leonesse di marmo
• Statua alle vittime del X Settembre
• Terminal Francesco Martino
• Mura Ciclopiche

Museo Paleolitico Isernia-La Pineta

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Menzione a parte merita “Isernia-La Pineta”, un sito archeologico del Paleolitico risalente a circa 700.000 anni fa. Oggi mostrato mediante un museo dalla struttura molto ampia e ricca di immagini e plastici sull’epoca, ma con poca esposizione concreta di reperti.

Il sito è stato scoperto casualmente dal ricercatore Alberto Solinas nel maggio 1979, in occasione dei lavori per una bretella che collega SS 85 e SS 17. La scoperta è avvenuta in località La Pineta, a poche centinaia di metri ad est del centro abitato attuale.

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