IT è esistito davvero: si chiamava John Wayne Gacy, la sua storia

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IT è tornato. E proprio 27 anni dopo, come dice il famoso e popolare romanzo di Stephen King del 1986 (nel romanzo il pagliaccio Pennywise torna ogni 27 anni per nutrirsi di giovani vittime). Già perché la prima trasposizione cinematografica ci fu nel 1990, sebbene si trattasse più che altro di un film per la Tv in 2 puntate. In Italia arrivò nel febbraio 1993, allora avevo undici anni e mi traumatizzò non poco, anche perché Canale 5 ebbe la geniale idea di trasmetterlo in prima serata di domenica e lunedì sera. Alcune scene mi sono rimaste impresse a vita e il film acuì la mia paura per i pagliacci. Personaggi ambigui, tra tristezza e simpatia sadica, malinconia e giovialità misteriosa.

Ora IT torna al cinema e sta riscuotendo anche un ottimo successo di pubblico. Proponendosi come remake della prima versione, con maggiori effetti speciali e sempre discostandosi per più elementi dal romanzo del grande King. Non credo che lo vedrò, del resto non ho mai smaltito le “scorie” del primo film. E poi i film horror mi fanno da sempre una certa impressione. Sebbene credo che gli effetti speciali digitali di oggi abbiano tolto quella rudimentalità e rozzezza del primo, che lo rendevano anche più autentico e verosimile. E per questo più pauroso (un po’ come i film horror anni ‘70-’80).

In pochi però sanno che IT è esistito davvero e anche se Stephen King non abbia mai detto esplicitamente di essersi ispirato a lui, è probabile che ne abbiamo tratto ispirazione. Già perché IT il pagliaccio assassino è esistito davvero: si chiamava John Wayne Gacy, noto anche come Pogo il clown, mentre per le sue malefatte fu chiamato Killer clown. La sua storia è a dir poco raccapricciante e la riporto di seguito.

IT è esistito davvero? Chi era John Wayne Gacy

John wayne gacyCome riporta Wikipedia, John Wayne Gacy nacque a Chicago il 17 marzo 1942 e fu soprannominato Killer Clown per aver rapito, torturato, sodomizzato e ucciso ben 33 vittime, fra adolescenti e maschi adulti, 28 dei quali seppelliti sotto la sua abitazione o ammassati in cantina, dal 1972 fino alla sua cattura avvenuta nel 1978. Fu sgamato dopo aver sbagliato ad occultare il cadavere della sua vittima. Gacy era impegnato politicamente con il Partito democratico e come hobby aveva anche quello di travestirsi da clown durante alcune feste per bambini. Il suo personaggio era Pogo il Clown. Benché sposato, con due figli, era anche un omosessuale represso, avendo subito da bambino le sevizie del padre e di un amico di famiglia. Nella vita privata era un tipo socievole e pareva quindi insospettabile agli occhi dei concittadini. Dopo il processo venne condannato a morte e giustiziato con l’iniezione letale nel 1994.

Le perizie psichiatriche hanno rivelato in lui una notevole intelligenza ma anche vari disturbi della personalità, sadismo e omofobia interiorizzata. Gli piaceva anche dipingere, soprattutto proprio pagliacci e molti disegni furono dati all’asta. Sebbene quasi tutti bruciati dai cittadini della sua città tra cui molti parenti delle vittime. La vicenda di Pogo il clown, Mr Gacy, ha alimentato ulteriormente nell’immaginario collettivo la paura del “clown malvagio”. Dalla sua storia è stato tratto il film biografico Gacy, prodotto nel 2003 e forse anche Stephen King trasse qualche ispirazione per il suo romanzo IT

Quando John Wayne Gacy divenne IT

pogo il clown itGià negli anni ‘60 John Wayne Gacy ebbe molte accuse di molestie nei confronti di adolescenti, finendo anche in carcere. Dalle quali si difendeva dicendo che era solo accuse infamanti dovute al suo impegno politico col Partito democratico. Il 1972 può essere considerato l’anno più significativo nella vita di Gacy: lasciò il suo lavoro di cuoco e aprì aprì la sua propria impresa edile, la PDM Contractors (PDM era l’acronimo delle parole “Painting, Decorating and Maintenance”). Confessò la sua bisessualità alla moglie che decise di chiedergli il divorzio. Divenne membro di un “Jolly Joker Clown Club” i cui membri volontari, tutti mascherati da pagliacci, si esibivano regolarmente senza scopo di lucro in varie manifestazioni di beneficenza e negli ospedali dove davano spettacoli per i bambini malati.A fine 1975, Gacy creò il suo personale personaggio di “Pogo the Clown”. Si disegnava da solo i costumi e ideò il suo trucco personale. Gacy si esibì come Pogo nel corso di diverse feste e manifestazioni, ma non esistono prove concrete che abbia intrattenuto anche i bambini malati all’ospedale.

Le vittime di IT Gacy

Come riporta GQ, John Wayne Gacy sembrava una persona irreprensibile e gioviale, invece aveva iniziato a uccidere già nel 1972: vittima il quindicenne Timothy Jack McCoy, riempito di coltellate e sepolto in cantina coperto dal calcestruzzo. Ma fu quando si separò dalla seconda moglie, marzo 1976, che versò sangue a ripetizione.

Tra aprile e agosto ammazza almeno otto ragazzi, due mai identificati. Quattro li piazzerà nella solita cantina. Dopo Carroll, a luglio prova ad aggredire un suo impiegato, David Cram, 18 anni. Lo ammanetta e lo avverte che sta per violentarlo. Ma il giovane è un esperto di arti marziali. Si libera, lo scalcia. E si licenzia. Kenneth Parker e Michael Marino spariscono in ottobre: violentati e strangolati, finiscono in una buca. Un operaio di Gacy, William Bundy, 19 anni, scompare due giorni più tardi: verrà sepolto dietro la camera da letto del serial killer.

Si alternano feste per bimbi, volontariato, politica e affari. Stima dei vicini, gioia per i piccoli, rispetto da parte di industriali e rappresentanti delle istituzioni. A dicembre sparisce nel nulla anche Gregory Godzik, altro dipendente di Gacy. L’imprenditore racconta ai genitori che il giovane è scappato di casa. Un mese dopo è la volta di John Szyc, 19 anni, amico di Godzik: verrà trovato sepolto al suo fianco. Un paio li tortura e incredibilmente li lascia andare. Ma ancora più incredibile è il fatto che gli inquirenti, nonostante la catena di delitti nella zona, accettino senza problemi le sue giustificazioni sul sesso sadomaso consenziente.

A casa intanto non c’è più posto per i cadaveri: i successivi Gacy li butterà nel fiume Des Plaines River. La scia di morte si ferma solo a ottobre 1978, quando a farne le spese è il quindicenne Robert Piest, impiegato in una farmacia di Chicago. Piest aveva detto ad amici e parenti che aveva conosciuto il famoso titolare della Pdm, l’azienda edile che aveva ristrutturato il negozio dei suoi e che la sera sarebbe andato a trovarlo.

Non appena la polizia arriva da Gacy per fargli alcune domande, non ci mette molto a scoprire cosa sia accaduto: dentro l’abitazione c’è una puzza nauseabonda. Lui spiega che si tratta del sistema fognario che dà problemi, ma il tempo delle favole è finito.

Alcuni corpi li trovano subito. Gacy confessa 33 delitti, commessi tra il ’72 e il ’78, tutti di giovanissimi. I cadaveri ritrovati sono solo 28. Alcuni sfuggirono alle sue grinfie, ma non lo denunciarono: era troppo potente e apprezzato perché fossero creduti. Viene fuori un vero e proprio cimitero in cui la casa è stata trasformata: corpi seppelliti in giardino, dietro la camera da letto, in garage, in cantina. La comunità locale, in cui era tra i più stimati, rimane scioccata. Tutti a dire: «Non può essere la stessa persona che faceva divertire i nostri figli vestito da pagliaccio». Invece è proprio lui.

Come fu scoperto IT John Wayne Gacy

Ma anche John Wayne Gacy compì un passo falso. Il 12 ottobre 1978 il quindicenne Robert Piest scomparve dal luogo di lavoro, una farmacia di Chicago. Prima di sparire però, Piest aveva raccontato a parenti ed amici di aver conosciuto il gioviale titolare della PDM, l’impresa che aveva da poco ristrutturato il negozio, e che l’uomo gli aveva offerto un posto di lavoro nella sua ditta. Infine aveva precisato che avrebbe dovuto incontrarlo a casa sua la sera della scomparsa. La polizia si recò quindi a casa di Gacy per interrogarlo e riconobbe immediatamente il tanfo nauseabondo dei corpi in putrefazione, che Gacy giustificava con la scusa di avere problemi al sistema fognario. Lo scenario dei corpi all’interno della cantina fu particolarmente scioccante. Alla notizia del suo arresto, la comunità cittadina fu sbigottita ed incredula: Gacy era infatti conosciuto da tutti come un uomo generoso, grande lavoratore e amichevole, nonché un devoto padre di famiglia.

Arresto e condanna a morte di Pogo il clown Gacy

pogo il clown it gacyIn prigione Gacy tentò di invocare l’infermità mentale, incolpando dei delitti il suo alter ego malvagio, tale “Jack”, ma senza riuscire a convincere gli psichiatri del carcere che lo giudicarono in grado di intendere e volere. In seguito Gacy confessò alla polizia di aver gettato in totale altri cinque cadaveri di sue vittime giù dal ponte della I-55 nel fiume di Des Plaines nel 1978, prima di essere arrestato definitivamente. Dopo un processo iniziato nel febbraio 1980, il 13 marzo dello stesso anno John Wayne Gacy venne riconosciuto colpevole di omicidio plurimo e condannato a morte.

John Wayne Gacy fu giustiziato il 10 maggio 1994, a 52 anni, per mezzo di un’iniezione letale endovenosa, pochi minuti dopo la mezzanotte, in un carcere dell’Illinois. L’ultima frase detta al suo avvocato fu: «Prendervi la mia vita non compenserà la perdita di quelle altre». Mentre le ultime parole prima dell’iniezione furono: «Baciatemi il culo!» (Kiss my ass!)

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Un commento su “IT è esistito davvero: si chiamava John Wayne Gacy, la sua storia

  1. Gianluca il said:

    Eh ma lui aveva una ditta edile e il clown lo faceva nel tempo libero per dilettarsi. Sarà che gli piacevano i bambini “anche se non mi spiego il perché”

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