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La Repubblica sempre più giornale democristiano: Calabresi direttore, se ne va pure Scalfari

L’ATTUALE DIRETTORE EZIO MAURO LASCIA DOPO 19 ANNI, IN OCCASIONE DEI 40 ANNI DALLA FONDAZIONE DEL GIORNALE
Ennesima svolta moderata per il giornale La Repubblica, fondato il 14 gennaio 1976 da Eugenio Scalfari. Un quotidiano tendenzialmente di centrosinistra, ma che negli ultimi anni ha sempre più visto sfumare la sinistra in favore del centro. Rispecchiando in toto il destino dei Democratici di sinistra, passati poi nel Partito democratico. Oggi è molto difficile distinguerlo dal Corriere della sera, giornale da sempre dichiaratamente borghese e conservatore.

EZIO MAURO LASCIA DOPO 20 ANNI, ARRIVA CALABRESI – Ezio Mauro, direttore di Repubblica da 19 anni, ha maturato la decisione di lasciare la direzione del giornale. Mauro resterà in carica fino al prossimo 14 gennaio, data del quarantesimo anniversario della testata, per poi proseguire il suo lavoro giornalistico nel Gruppo.
La motivazione ufficiale starebbe semplicemente nell’occasione del doppio anniversario, ventennale per lui, quarantennale per il giornale. Ma chissà che non ci sia anche in questo caso lo zampino di Matteo Renzi. Ad avvicendarlo il direttore de La Stampa Mario Calabresi, figlio del commissario ucciso negli anni ’70 da Lotta Continua.
LASCIA ANCHE SCALFARI – Un avvicendamento che non piace al fondatore del giornale Eugenio Scalfari; il quale, nonostante la non più tenera età, continua a pubblicare editoriali domenicali sul quotidiano. Al punto che dal prossimo 17 gennaio non scriverà più per il giornale.
Motivo? Scalfari non avrebbe mai perdonato quel suo essere “dentro, ma anche fuori” il fronte che per anni si è opposto al leader di Forza Italia. “Dentro” perchè comunque da Repubblica era partita la carriera nei grandi giornali del figlio del commissario ucciso negli anni ’70 da Lotta Continua. Ma anche “fuori”, per quei rapporti, scrive “Il Foglio”, comunque cordiali con il Cavaliere: “Anche negli anni di più acceso conflitto tra la sinistra e Silvio Berlusconi, Calabresi ha sempre e malgrado tutto mantenuto un rapporto di stima personale più volte ravvivato da telefonate cordiali, incontri, colloqui persino affettuosi, con il Cavaliere che gli confessava: “Ma lo sa che io conoscevo il suo papà?”…”.
ALLA RICERCA DI ALTRI LETTORI MODERATI? – Insomma, l’arrivo di Calabresi segna un’ulteriore passaggio democristiano di un giornale comunque mai marcatamente di sinistra. Anzi, da sempre ruffiano col potere e radical chic. Ma probabilmente, il buon Carlo De Benedetti, imprenditore osannato dal centrosinistra ma non meno criticabile di Berlusconi, con la crisi dei lettori che c’è punta ad ampliare la platea moderata per equilibrare l’emorragia dei lettori di sinistra in fuga da anni.

Nonostante tutto, La Repubblica resta comunque uno dei migliori giornali riguardo gli approfondimenti economici e culturali, nonché la capillarità delle edizioni locali.

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