LA STAGIONE DELLA CACCIA STA UCCIDENDO PIU’ UOMINI CHE ANIMALI

BEN 13 OMICIDI IN 35 GIORNI
Tutti sono contrari ad essa, eppure i referendum che avrebbero potuto abrogarla non passarono. Parlo della caccia, pratica tanto antica quanto ancora amata, specie tra le persone meno giovani. Un hobby che oltre a mettere in pericolo molte specie animali già in via di estinzione, sta provocando anche molti morti accidentali. Ultimo domenica, un ragazzino sparato accidentalmente da un amico che voleva uccidere una lepre. Le tante vittime sono anche indicatrici di un’attività in cui si cimentano molti dilettanti.

I NUMERI ALLARMANTI DI QUESTO INIZIO STAGIONE – In 35 giorni effettivi di caccia, dal 1 settembre al 20 ottobre, le armi dei cacciatori, hanno ucciso 13 persone, tra cui un bambino, e ne hanno ferite 33, tra cacciatori e non. E’ quanto emerge dall’analisi dei dati dell’Associazione Vittime della caccia.
Senza contare, ancora, precisa l’Associazione in una nota, “gli innumerevoli fatti che hanno avuto un epilogo fortunato: sono i casi di minacce, prepotenze, spari andati a vuoto, intimidazioni ecc. da parte di “legali detentori di armi ad uso caccia” contro altre persone”.
LA LEGGE VIGENTE E I TENTATIVI DI ABROGARLA – L’attività venatoria è regolamentata dalla legge n. 157 del 17 febbraio 1992, anche se le regioni possono approvare modifiche a tale normativa.
Nel corso degli anni novanta sono stati proposti tre referendum, nessuno dei quali raggiunse il quorum, per inasprire le norme che regolano la caccia:
– 3 giugno 1990: inasprimento delle norme nella disciplina della caccia, affluenza: 43.4%, favorevoli: 92.2%, contrari: 7.8%
– 3 giugno 1990: divieto di accesso ai cacciatori ai fondi privati, affluenza: 42.9%, favorevoli: 92.3%, contrari: 7.7%
– 15 giugno 1997: divieto di accesso ai cacciatori ai fondi privati, affluenza: 30.2%, favorevoli: 80.9%, contrari: 19.1%
I referendum sul divieto di accesso ai cacciatori ai fondi privati furono proposti con l’intento di abrogare l’articolo 842 del codice civile. Secondo tale articolo, i cacciatori possono entrare (armati) nei fondi privati senza il consenso preventivo del proprietario, introducendo una discriminante, da alcuni giuristi valutata come incostituzionale, nei confronti dei cittadini non cacciatori che invece verrebbero puniti ai sensi dell’articolo 614 del codice penale per violazione di domicilio.
QUANTI SONO I CACCIATORI IN ITALIA– In Italia il numero dei cacciatori è in diminuzione, infatti sono passati dai 1.701.853 del 1980 ai 791.848 del 2001, fino ai 700mila di oggi. L’età media invece sta aumentando. Tutto ciò è indice del fatto che ormai questa pratica è diffusa prevalentemente tra gli anziani e che riscuote uno scarso interesse tra i giovani. Un dato incoraggiante.
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