LARS VON TRIER, L’ULTIMO INNOVATORE DEL CINEMA

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HA FONDATO IL MANIFESTO DOGMA ‘95
A partire dagli anni ’80, il Cinema come la Musica ha vissuto una irreversibile crisi di idee, peccando di ripetitività e scarsa inventiva. Pochissimi i registi nuovi che si sono distinti, con un proprio taglio tecnico e professionale. Tra loro, uno ha creato perfino un Manifesto nel 1995, andando contro la macchina plurimiliardaria di Hollywood: Lars von Trier.

INFANZIA CONTROVERSA– Nasce a Copenaghen il 30 aprile 1956. I suoi genitori, Inger Høst ed Ulf Trier sono alquanto anticonformisti: nudisti, comunisti e atei; sono fermamente convinti del diritto del bambino all’autodeterminazione, così il giovane Lars cresce in un clima di libertà assoluta che gli crea non pochi problemi. Frequenta il Lundtofte, un istituto scolastico dai metodi molto autoritari, cosa che entra in contrasto con l’educazione libera che Lars conosce: questo lo spinge ad abbandonare la scuola all’età di 15 anni, ed a finire gli studi con un metodo di insegnamento a distanza solo tre anni più tardi.
Ebreo da parte di padre, solo sul letto di morte la madre gli rivela che Ulf Trier non è biologicamente suo padre, e che quindi non è di origine ebraica. Lars sarebbe figlio di Fritz Michael Hartmann, appartenente ad una illustre famiglia danese di compositori, in quanto, secondo alcune fonti, la madre “voleva dei geni artistici per suo figlio”. Più volte il regista prova a riallacciare i rapporti con il padre naturale, ormai novantenne, ma riuscirà solo ad inviargli comunicazioni con il tramite di un avvocato.
PRIMI SUCCESSI – All’età di 13 anni, probabilmente grazie al fatto che lo zio Børge Høst lavora nel cinema come regista e sceneggiatore, ha un ruolo nella serie televisiva Hemmelig sommer (1969) (L’estate segreta) di Thomas Winding, mentre cresce la sua passione per la cinematografia: con la cinepresa ad 8 millimetri della madre, il giovane Lars alimenta la propria passione per le tecniche cinematografiche.
Trova impiego nella Statens Filmcentral come consulente: questo gli dà la possibilità di usare macchinari professionali, soprattutto per il montaggio.
Nel 1977 gira così i suoi primi due cortometraggi: Orchidégartneren (Il giardiniere delle orchidee) e Menthe – la bienheureuse (Menthe – la ragazza felice), quest’ultimo girato in francese.
Vince il concorso per entrare al Danish Film Institute: qui gira altri film come Nocturne e Befrielsesbilleder (Immagine di una liberazione), scritti dal compagno di corso Tom Elling. Quest’ultimo film gli vale molte buone critiche.
Ma il primo vero successo arriva nel 1984 con L’elemento del crimine (Forbrydelsens element), scritto sempre con l’amico Tom Elling insieme a Niels Vørsel, con cui collaborerà ancora in seguito. Il film, insuccesso in patria, vince parecchi premi all’estero, tra cui il premio per il miglior contributo tecnico al Festival di Cannes.
Il film fa parte di un’ideale trilogia su “Europa”, questa denominazione che non ha alcun legame con la geografia: Europa è uno stato mentale. Il secondo episodio è Epidemic (1987), girato a basso budget e con pochissimi mezzi, tanto che i ruoli principali sono coperti da von Trier stesso e dal co-sceneggiatore Niels Vørsel. Nel film appare anche Cæcilia Holbek, prima moglie del regista.
La stessa appare nel terzo episodio della trilogia, Europa (1991), dove appare anche von Trier in un piccolo ruolo: il suo personaggio, un ebreo, viene visto come un omaggio alle sue origini ebraiche perdute. Tutti i film della trilogia sono degli insuccessi in patria, ma aumenta la loro popolarità all’estero e vengono premiati in tutta Europa.
Le onde del destino (Breaking the Waves, 1996) è il primo film di von Trier dopo aver redatto il famoso manifesto Dogma 95, di cui parlerò separatamente.
L’APICE – È del 2000 il successo del grande pubblico con Dancer in the Dark, interpretato dalla cantante islandese Björk. Il film è un musical sui generis ed è uno dei primi ad usare la tecnica della ripresa completamente digitale.
Il successo ottenuto da questo film consente a von Trier di poter ingaggiare una diva hollywoodiana come Nicole Kidman per il suo Dogville (2003). Il film è il primo di un’altra trilogia, stavolta con protagonisti gli Stati Uniti d’America. Il secondo capitolo del progetto è Manderlay, in cui Bryce Dallas Howard prende il ruolo che fu della Kidman. Prima di concludere la trilogia “America: terra dell’opportunità”, von Trier scrive e dirige una commedia ambientata nel mondo aziendale: Il grande capo (Direktøren for det hele, 2006), cui dovrebbe seguire Wasington. Nel 2009 realizza Antichrist, un horror gotico definito da CIAK ‘un capolavoro delirante’.
LA TELEVISIONE – Per la televisione danese nel 1988 gira il film Medea, riprendendo un lavoro incompiuto di Carl Theodor Dreyer, suo maestro spirituale. Dreyer, infatti, aveva adattato per lo schermo il dramma di Euripide, ma non lo aveva mai girato. All’epoca della sua uscita, però, il lavoro non piace.
Il successo televisivo lo raggiunge nel 1994 quando esce The Kingdom – Il Regno (Riget), con Ernst-Hugo Järegård protagonista di una storia a metà fra horror e commedia. La miniserie ha così tanto successo che 3 anni dopo esce The Kingdom 2 (Riget II, 1997), che riprende fedelmente la storia interrotta. In tutte e due le serie, alla fine di ogni puntata appare von Trier in persona, in smoking, a commentare la puntata: lo smoking è quello appartenuto a Dreyer, e von Trier va fiero di avere questo “cimelio”.
Nel 2000 va in onda uno spettacolo ad episodi, D-Dag, in cui si mostrano le attività di alcuni personaggi televisivi poco prima della fine dell’anno: von Trier dirige l’episodio chiamato Lise. La particolarità interattiva di D-Dag consiste nel fatto che è stato trasmesso contemporaneamente su alcuni canali televisivi danesi in versioni diverse, focalizzate sui vari personaggi, affinché fosse lo spettatore a crearsi un proprio personale montaggio col telecomando.
L’ESPULSIONE DAL FESTIVAL DI CANNES– Il 18 maggio 2011, durante la presentazione al Festival di Cannes del suo film Melancholia, fa delle dichiarazioni riguardo al Nazismo che sconcertano tanto la sala stampa quanto l’opinione pubblica, affermando di essere solidale con Hitler, solo nel suo Bunker. E poi «Noi nazisti siamo piuttosto bravi a fare le cose su larga scala». Questo gli comporta l’espulsione immediata dal Festival di Cannes anche se il suo film Melancholia rimane in concorso.
PROSSIMO PROGETTO STRAVAGANTE– Il prossimo progetto di Von Trier è The Five Obstructions. Il progetto venne realizzato la prima volta nel 2003 con Jørgen Leth, maestro dello stesso Trier, il quale rigirò il suo cortometraggio The perfect Human. The Five Obstruction consiste nel girare una stessa scena cinque volte ogni volta con una limitazione diversa. Nel 2011, Lars von Trier propose la sfida a Terrence Malick, Bernardo Bertolucci e Woody Allen, ma l’unico ad accettare tale prova è stato Martin Scorsese. La produzione è prevista per il 2012 e la distribuzione per il 2013.
DOGMA ’95 – Dogma 95 (Dogme 95) è il nome di un movimento cinematografico creato e fondato su precise regole espresse in un manifesto pubblicato nel 1995 (da cui il nome) dai registi danesi Lars von Trier, Thomas Vinterberg. La corrente, dunque, non è nata ed evoluta spontaneamente come invece è avvenuto nella maggior parte dei casi nella storia del cinema.
Il decalogo, al quale aderirono subito anche Søren Kragh-Jacobsen e Kristian Levring, è spesso definito anche con il significativo nome di Voto di Castità, che lascia intendere lo spirito del movimento, ed è stato stilato e firmato ufficialmente a Copenaghen, lunedì 13 marzo 1995.
L’obiettivo, ambizioso, era quello di “purificare” il cinema dalla “cancrena” degli effetti speciali e dagli investimenti miliardari. Niente luci, nessuna scenografia, assenza di colonna sonora, rifiuto di ogni espediente al di fuori di quello della camera a mano. Le regole da seguire per raggiungere questo obiettivo sono state espresse in un manifesto scritto.
Ecco l’elenco dei 10 comandamenti cinematografici:
-Le riprese vanno girate sulle location. Non devono essere portate scenografie ed oggetti di scena (Se esistono delle necessità specifiche per la storia, va scelta una location adeguata alle esigenze).
-Il suono non deve mai essere prodotto a parte dalle immagini e viceversa. (La musica non deve essere usata a meno che non sia presente quando il film venga girato).
-La macchina da presa deve essere portata a mano. Ogni movimento o immobilità ottenibile con le riprese a mano è permesso. (Il film non deve svolgersi davanti alla macchina da presa; le riprese devono essere girate dove il film si svolge).
-Il film deve essere a colori. Luci speciali non sono permesse. (Se c’è troppa poca luce per l’esposizione della scena, la scena va tagliata o si può fissare una sola luce alla macchina da presa stessa).
-Lavori ottici e filtri non sono permessi.
-Il film non deve contenere azione superficiale. (Omicidi, armi, etc. non devono accadere).
-L’alienazione temporale e geografica non è permessa. (Questo per dire che il film ha luogo qui ed ora).
-Non sono accettabili film di genere.
-L’opera finale va trasferita su pellicola Academy 35mm, con il formato 4:3, non widescreen. (Originariamente si richiedeva di girare direttamente in Academy 35mm, ma la regola è stata cambiata per facilitare le produzioni a basso costo).
-Il regista non deve essere accreditato.
“Inoltre giuro come regista di astenermi dal gusto personale! Non sono più un artista. Giuro di astenermi dal creare un'”opera”, perché considero l’istante più importante del complesso. Il mio obiettivo supremo è di trarre fuori la verità dai miei personaggi e dalle mie ambientazioni. Io giuro di far ciò con tutti i mezzi possibili ed al costo di ogni buon gusto ed ogni considerazione estetica. Così io esprimo il mio VOTO DI CASTITÀ.”
IL FALLIMENTO – In realtà le regole furono violate già dal primo film ed ogni regista, chi più chi meno, ha fatto ricorso nei propri film ad espedienti (musica, luci, scenografie) vietati dal manifesto. Come detto sul sito ufficiale, in realtà ogni regista può interpretare il decalogo a suo modo.
Il 20 marzo 2005, a Copenaghen, i registi hanno firmato il documento che, dieci anni dopo, ha sancito la fine del patto. I dieci anni di esperienza del Dogma 95 hanno portato alla produzione di 35 film. Spesso a questi ci si riferisce solamente con un numero (Dogma 1, Dogma 2, etc.) anziché con il titolo vero e proprio.
(Fonte: Wikipedia)
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0 thoughts on “LARS VON TRIER, L’ULTIMO INNOVATORE DEL CINEMA

  1. ammetto la mia ignoranza verso l'opera questo regista, dovuta forse a una presa di distanza da ciò che mi appare è un po' tetro, un po' oscuro.. però il decalogo è interessante, mi piacerebbe che molti registi vi si adattassero almeno in parteciao

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