THE LIFE OF DAVID GALE, QUANDO IL CINEMA REGALA ANCORA DELLE PERLE

Cosa ne pensi?

Qualche sera fa ho visto “The life of David Gale”, un film del 2003, con il bravissimo Kevin Spacey.
Il film narra la storia di un docente universitario, David Gale, del Texas, che fa parte di un’associazione che si batte per la pena di morte; ma da qualche tempo si da all’alcool causa problemi con la moglie, che desta sospetti per i suoi continui viaggi in Barcellona, e così una sua studentessa, accortasi del suo stato di ebbrezza, ne approfitta per offrire il proprio corpo, e fare poi apparire il tutto come uno stupro.
Da quel momento la vita del docente diventa un incubo, con la moglie che si trasferisce definitivamente in Spagna, poi la perdita del posto di lavoro, fino all’allontanamento dall’associazione. Gli resta solo l’amicizia di un membro dell’associazione, Costance. Tuttavia, una mattina, quest’ultima viene trovata morta in un chiaro stato di violenza subita, ed avendo avuto un rapporto sessuale con David la sera prima, comprovato da tracce di sperma nel suo corpo, quest’ultimo viene arrestato, e condannato a morte.
A pochi giorni dalla sua esecuzione, David decide di raccontare tutta la sua storia ad una giornalista…Mi fermo qui, perché vi toglierei il gusto di vedervi il film. Che sicuramente merita, sia per l’intensità della storia, sia perché, come un altro film in cui recita Spacey, ossia “I soliti sospetti”, ha un finale che porta su un’altra direzione rispetto a tutta la storia.
A parte la storia davvero intensa del film, ciò che va sottolineato è la trattazione di un tema delicato quale la pena di morte. Soprattutto il fatto che negli USA, stando ad una stima di Amnesty International, il numero dei condannati a morte appartenenti alle categorie sociali più deboli ed emarginate, è 5 volte maggiore al resto della popolazione. Oltre poi al margine di errore nell’individuazione del colpevole, che comunque non è da sottovalutare; per non parlare del teatrino orribile fuori la sede dell’esecuzione, tra chi tifa per la morte del condannato e chi invece prega per la sua grazia; infine, lo sciacallaggio dei media.
Un film che vi consiglio. E detto da me, che sono sempre molto critico verso i film, non è poco.

Precedente ADDIO ALLE ARMI, IL MIO SECONDO LIBRO Successivo TORNANO I QUEEN...SENZA IL LORO QUEEN

Lascia un commento

*