Marchionne lascia la FIAT: le indiscrezioni sulla sua salute e chi lo sostituirà

Cos’ha Sergio Marchionne? Qual è la malattia di Sergio Marchionne? Chi sostituirà Sergio Marchionne? Dopo 15 anni di onorata attività, Sergio Marchionne lascia il suo ruolo di CEO (quello che una volta era chiamato l’amministratore delegato) del gruppo FCA. Ossia, quella che a sua volta era chiamata FIAT, che ha acquisito questo acronimo dopo la fusione oltreoceano con il colosso automobilistico di Detroit, Chraysler.

Della salute di Marchionne si sapeva solo che si era sottoposto ad un intervento chirurgico alla spalla a Ginevra lo scorso fine giugno. Per il resto, è stato mantenuto sempre massimo riserbo. Poi il colpo di scena di sabato 21 luglio: Marchionne lascia il suo ruolo in FCA per gravi condizioni di salute, con immediato avvicendamento. Un ricambio repentino che lascia intendere che le condizioni siano davvero molto gravi e preoccupanti.

Finisce dunque la gloriosa era di Sergio Marchionne in FCA, considerabile un “eroe dei due mondi”. Avendo ridato alla FIAT una nuova luce, essendo finita l’era degli Agnelli senior, del monopolio sul mercato italiano ed essendo cambiato il mondo sotto i colpi della globalizzazione. Ma essendo finite anche le sovvenzioni statali di cui la FIAT ha goduto per decenni e che hanno permetto all’ormai ex “Lingotto” di tenere aperte le proprie fabbriche nel Mezzogiorno.

Il modello FIAT che aveva funzionato fino agli anni ‘80 non andava più bene. E la crisi giunta pesantemente a partire dagli anni ‘90 ha costretto la casa torinese a rivedere i propri piani. Aprirsi al Mondo, anche a costo di crearsi nemici in Patria. Sergio Marchionne era l’uomo giusto per questa svolta “sangue e lacrime”, che però ha ridato nuovo lustro al gruppo a livello internazionale. Odiato dai sindacati italiani, apprezzatissimo trasversalmente dai Presidenti americani: dal progressista Obama al borderline Trump.

Ma tutto ha una fine. Sebbene talvolta inaspettata, prematura e drammatica. In fondo, Sergio Marchionne ha solo 66 anni. Vediamo chi lo sostituirà, la sua biografia e le indiscrezioni sulla sua salute.

Sergio Marchionne malattia

Qual è la malattia di Sergio Marchionne? Libero riporta un paio di indiscrezioni, una più pesante dell’altra. Ufficialmente si sa che Sergio Marchionne è in condizioni critiche, che si è aggravato e che dopo l’intervento alla spalla non tornerà a lavorare in Fca. Ma sulla sua salute girano alcune voci. Secondo il sito Dagospia, Marchionne “è malato di tumore ai polmoni”. Mentre Paolo Madron di Lettera43 scrive su Twitter: “Cose che non si vorrebbero mai dire, ma che il dovere di cronaca purtroppo ci impone: Marchionne è in coma profondo”.

Marchionne chi lo sostituirà

Chi sostituirà Marchionne? Come riporta Calcionews24, il cda convocato d’urgenza nella mattinata di sabato scorso ha stabilito che Mike Manley sarà il prossimo amministratore delegato di FCA. Manley è nato a Edenbridge, nel Regno Unito, il 6 marzo del 1964. Si è laureato in ingegneria alla Southbank University di Londra e ha poi conseguito un master di business administration all’Ashridge Management College. E’ entrato nel gruppo DaimlerChrysler nel 2000, come direttore delle sviluppo della rete per la Gran Bretagna. Nel 2008 è stato promosso a executive vice president per le vendite internazionali e le operazioni di pianificazione del prodotto a livello globale. In particolare si è occupato di pianificazione e vendite al di fuori del Nord America.

Ma Marchionne aveva anche due altri importanti ruoli, come CEO di Ferrari e Cnh Industrial. A casa Maranello a sostituire Marchionne sarà Louis Carey Camilleri, 63 anni, uomo d’affari egiziano (ma di origini maltesi) che fino al 2014 era presidente di Philip Morris ed era conosciuto nel mondo degli affari come il tycoon del tabacco, con un patrimonio da più di 150 milioni di sterline: tra i Ceo più pagati d’America, aveva uno stipendio di 9,7 milioni di dollari. Una grandissima mente finanziaria a disposizione della Ferrari.

E’ invece una donna, Suzanne Heywood, la nuova presidente di Cnh Industrial.

Sergio Marchionne biografia

trump marchionne

A riportare in maniera esaustiva la biografia di Sergio Marchionne è Uniquevisitor. Sergio Marchionne è nato a Chieti il 17 giugno 1952, classico esempio dell’abruzzese forte e gentile. Sergio Marchionne lascia l’Abruzzo all’età di 13 anni direzione Canada. Il padre Concezio, carabiniere fresco di pensionamento, decise di andare oltreoceano sia per dare maggiori opportunità al figlio sia per aiutare un parente che aveva aperto un’attività commerciale.

Padre Concezio nasceva a Cugnoli un paesetto nel chietino insieme ad altri 10 fratelli che oggi danno vita ad un’ampia famiglia fatta di zii e cugini a cui Sergio Marchionne è molto legato e sovente li torna a trovare. Il legame con l’Abruzzo è doppio in quanto Orlandina, la moglie di Marchionne (dalla quale oggi è separato), è un’italoamericana originaria di Scafa (paese in provincia di Pescara). Dalla loro unione sono nati i due figli Alessio e Tyler. In Canada Marchionne avvia una brillante carriera scolastica con i seguenti risultati:

• una laurea in Legge presso la Osgoode Hall Law School, York University di Toronto
• una laurea in Discipline Commerciali (Bachelor of Commerce) all’University of Windsor (Canada)
• una laurea in Lettere (Bachelor of Arts) presso l’Università di Toronto.
• un MBA (Master of Business Administration) presso la stessa Università
• Professionalmente la sua carriera inizia in Canada per poi spostarsi in Swizzera ed in ultimo in Italia

Nei dettagli:

1983 – 1985
lavora presso la Deloitte Touche come dottore commercialista
1985 – 1988
lavora presso la Lawson Mardon Group di Toronto in qualità di Controller del Gruppo e direttore dello sviluppo aziendale
1989 – 1990
lavora presso la Glenex Industries con la carica di Executive Vice President
1990 – 1992
lavora presso alla Acklands Ltd come CFO (Chief Financial Officer)
1992 – 1994
lavora presso Lawson Mardon Group (gruppo Algroup) come CFO e con responsabilità sullo sviluppo legale
1994 – 2000
con l’acquisizione da parte di Algroup (Alusuisse-Lonza, gruppo metalchimico svizzero) di Lawson Mardon Group, Marchionne si trasferisce a Zurigo dove in poco tempo diventa il CEO vale a dire l’amministratore delegato di Algroup.
2000- 2002
diventa prima Amministratore delegato e poi Presidente della Lonza Group Ltd (società nata dalla separazione da Algroup).
2002- 2003
diventa prima amministratore delegato del Gruppo SGS di Ginevra, grande gruppo leader mondiale di certificazione aziendale e controllo della movimentazione merci con oltre 50.000 dipendenti, che Marchionne riesce a risanare in soli due anni guadagnando subito la stima e gli onori da parte degli ambienti economici e finanziari internazionali (nel 2006 ne diventa anche presidente). I risultati di Marchionne non passano inosservati e Umberto Agnelli lo fa entrare nel consiglio di amministrazione della FIAT.
Giugno 2004
rientra alla grande in Italia come Amministratore Delegato del Gruppo Fiat e di Fiat Auto subito dopo.
La cronaca narra che Marchionne in Abruzzo, nel periodo pasquale del 2004, a pranzo con i suoi parenti in un ristorante del posto, dica la seguente battuta: “Ho visto fuori delle Mercedes. La prossima volta che torno voglio vedere delle Fiat, altrimenti vi tolgo il saluto”. Un segnale evidente di quello che sarebbe accaduto nei mesi successivi.
Giugno 2009
da giugno 2009 è Amministratore Delegato di Chrysler Group.
Ottobre 2014
dal 13 ottobre 2014 è presidente della Ferrari.
Altre importanti cariche gli vengono assegnate, come la presidenza del Gruppo Fiat dedicato al settore macchine agricole e costruzioni; dal 2005 è presidente della Banca Unione di Credito; dal 2006 è anche presidente dell’ACEA (European Automobile Manufacturers Association).

Marchionne ha lasciato un segno tangibile in tutte le realtà in cui ha lavorato provvedendo a rilanciarle e risanarle, ma la sfida più importante che ha vinto è stata quella del riassetto della Fiat.

Marchionne è un uomo che si è fatto da se, che non proviene da nessun sistema di potere.

Marchionne entra in Fiat nel post Agnelli e trova un’azienda in piena crisi ed in odore di commissariamento da parte dello Stato ed in soli 3 anni la risana e la porta addirittura a raggiungere il più alto livello di utile nella storia dell’azienda.

Marchionne cosa ha fatto in FIAT?

Cosa ha fatto Sergio Marchionne per la FIAT? Nell’operazione di risanamento e rilancio del gruppo torinese Marchionne ha messo in campo la classica caparbietà della sua terra d’origine abbinata ad inventiva ed uno stile nuovo per l’Italia.

Vediamo le mosse vincenti:

Per prima cosa Marchionne comprende che bisogna concentrarsi sulla core competence dell’azienda, vale a dire il mercato dell’auto, quindi spezza il gruppo, da una parte Fiat Auto dall’altra tutto il resto.

La trattativa con General Motors durata un anno è un passo importante in quanto Marchionne porta a casa ben 2 miliardi di dollari dalla società americana per l’estinzione del diritto di acquisto dei titoli Fiat. Le doti di Marchionne nella trattativa scendono in campo, una combinazione di preparazione tecnica specifica (lui era un commercialista e avvocato) e conoscenza della teoria dei giochi (da giovane Marchionne passava le serate a giocare a scopa, briscola e poker nell’associazione carabinieri, ed era molto bravo). Infatti nella trattiva Marchione gioca dichiarando la validità e la volontà di esercitare l’ opzione PUT in mano alla FIAT, conscio che la General Motors non fosse in grado di rilevare il ramo auto.

La Fiat era fortemente indebitata con le banche e per alleggerire la posizione Marchionne si inventa la conversione dei debiti in azioni andando a vendere agli istituti finanziari il rilancio del gruppo Fiat.
Una volta risanate le casse bisognava lavorare per mantenerle solide, ed ecco il piano commerciale/produttivo che vede il lancio di tante nuove auto ed un processo di ideazione, progettazione e produzione nettamente più veloce ed efficiente. Nascono la nuova Cinquecento, la Grande Punto, le nuove linee della Lancia ed Alfa Romeo.

Marchionne comprende che per competere in un mercato in crisi e fortemente competitivo ci vogliono i volumi in grado di generare le giuste economie di scala, per Sergio il volume target sono sei milioni di auto. Per raggiungere tali obiettivi l’unica via è guardare all’estero ed acquisire nuove aziende e mercati; Marchionne non si lascia sfuggire la grande opportunità di acquisire la Chrysler con risultati eccezionali in poco tempo (leggi in basso operazione Chrysler). Nell’opera di espansione si interpone solo il governo tedesco impedendo anche l’acquisizione della casa automobilistica Opel.

Organizzazione, la FIAT era come un ministero ingessata e farragginosa. Marchionne modificò le catene di comando, dimezzo i livelli gerarchici portandoli da nove a cinque, in sostanza tra il CEO ed un operaio c’erano solo tre livelli intermedi. Introdusse il tu invece del lei, la cultura della flessibilità, poche regole e poca burocrazia, fantasia e proattività svincolata dalla gerarchia.

Marchionne dice: “Ho promosso ragazzi che erano qui da tempo, ma che venivano soffocati dai loro capi e non credo assolutamente alla regola che più sono giovani più sono bravi. Anzi. Sono per il riconoscimento delle capacità delle persone, che abbiano trenta o sessant’anni.”

La consacrazione dello spessore di Sergio Marchionne si ha con la conquista della copertina del TIME e le lusinghiere parole di stima che gli vengono manifestate, come: il salvatore dell’industria dell’auto, lo Steve Jobs dell’auto.

Nel 2009 la Chrysler di Detroit è la società automobilistica americana messa peggio, perdeva un miliardo di dollari al mese e prossima al fallimento. Marchionne annusa però un’importante opportunità che nasceva dalla volontà del govermo americano, con Obama in testa, di salvare a tutti i costi la Chrysler. Nella trattativa Marchionne si prende la compagnia senza sborsare un euro ed ottenendo l’impegno ad avere prestiti dallo stato americano, in cambio offre la sua tecnologia, in particolare i motori per le auto di bassa cilindrata. La portata dell’accordo è tale che viene annunciato direttamente da Barack Obama. La Fiat quindi acquisisce gratis il 35% della Chrysler colosso di Detroit, con opzioni per incrementare la quota con un minimo impegno finanziario. Oggi la Fiat detiene il 53.5% di Chrysler e la quota potrà salire a breve fino al 58%.

A circa un anno di distanza nel 2010 il presidente degli Stati Uniti Barack Obama incontra Sergio Marchionne negli stabilimenti della Chrysler di Detroit dove lo elogia e ringrazia per l’ottimo lavoro svolto per rilanciare la casa automobilistica.

I risultati in due anni sono stupefacenti la Chrysler è passata dalla bancarotta ad un utile operativo di 5 miliardi di dollari. Le vendite sono cresciute del 45% (dato di novembre 2011)

Per risanare l’azienda Marchionne ha utilizzato il suo stile di lavoro già applicato in FIAT.

In particolare va citato il grosso lavoro effettuato sui lavoratori, sui valori dell’azienda e sull’orgoglio di un ambiente. Marchionne ha lanciato la campagna “Imported from Detroit”, spinta con spot durante il superbowl, magliette e gadget di ogni tipo che ha riaccesso la voglia di crederci e di cambiare per invertire la rotta dell’azienda.

Marchionne in Ferrari

marchionne foto

Il 13 ottobre 2014 Sergio Marchionne assume la presidenza della Ferrari per rilanciare il reparto corse a secco di vittorie da 6 anni. In pratica Montezemolo viene lasciato a casa (con una liquidazione di 27 milioni di euro), con lui si chiude un ciclo di 23 anni.

Il nuovo presidente dichiara che l’obiettivo primario è dare credibilità alla Ferrari in pista. Vincere in pista non è negoziabile per Marchionne.

Con meno immediatezza la mano di Marchionne ha cominciato a dare i suoi frutti proprio nell’attuale stagione. Il cavallino rampante paga ancora la crisi post-Schumacher.

Sergio Marchionne strategia

Oltre al principio della flessibilità e rapidità ci sono i cinque pilastri del Marchionne pensiero:

Meritocrazia
Il diritto a guidare l’azienda è¨ un privilegio che va concesso soltanto a coloro che producono risultati concreti e mostrano il giusto grado di leadership.
Scelta delle persone
La scelta delle persone è una fase fondamentale ed avviene considerando le qualità di leadership e orientamento al cambiamento. Tipicamente prende un gruppo di ragazzi preparati e con voglia di fare che lui guida direttamente.
Competizione
Marchionne sostiene che bisogna fare proprio il concetto di competizione e non accontentarsi di essere mediocri ma di puntare all’eccellenza.
Performance best in class Bisogna raggiungere i risultati in linea con i migliori concorrenti.
Mantenere le promesse
La credibilità dell’azienda dipende da quanto è in grado di raggiungere gli obiettivi dichiarati.

Sergio Marchionne libri

marchionne libro

Quali sono i migliori libri su Sergio Marchionne? Sempre Uniquevisitor ne suggerisce 3:

• Chi comanda è solo. Sergio Marchionne in parole sue
• La strategia del maglione
• C’era una volta l’auto italiana

Precedente Pitbull, cosa fare se ci azzanna Successivo WhatsApp, occhio a Momo il messaggio inquietante: come difendersi e quali pericoli

2 commenti su “Marchionne lascia la FIAT: le indiscrezioni sulla sua salute e chi lo sostituirà

    • Lancia si manteneva col denaro pubblico, in un sistema normale un’azienda indebitata fallisce. Ormai a parte la Ypsilon, gli altri modelli sono stati un flop.
      In compenso, ha riportato alla redditività il resto del gruppo e Chrysler

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.