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Maria Maddalena, recensione del film che ne riabilita la figura

Recensione del film Maria Maddalena. Il regista emergente Garth Davis traspone la riabilitazione del personaggio evangelico di Maria Maddalena. Che nel ‘500 era stata bollata come una prostituta che poi aveva deciso di lasciare la sua vita e seguire Gesù, da Papa Gregorio I e così pensata fino ai giorni nostri. Nel 2016, Papa Francesco gli ridà una nuova luce, dando una nuova interpretazione delle Sacre Scritture: non una prostituta, dunque, bensì semplicemente, una donna che non voleva seguire gli obblighi impostigli dalla famiglia. In particolare, dal fratello maggiore. Il quale voleva darla come sposa ad un vedovo con figli.

Vediamo la trama e la recensione di Maria Maddalena.

Maria Maddalena trama

maria maddalena locandina

Qual è la trama di Maria Maddalena? Maria di Magdala è una fervente religiosa che fatica all’idea di doversi sposare. Poco accettata nella sua famiglia patriarcale, abbandonerà quest’ultima per seguire Gesù di Nazareth e farsi apostola tra gli apostoli accanto a lui. Imparerà il significato dell’amore e sceglierà di soccorrere gli oppressi, aprendo al dialogo con le donne e all’accoglienza degli ultimi.

L’unico peccato di Maria di Magdala (dal nome della cittadina israeliana di cui è originaria), quindi, era quello di voler essere una donna libera dalle imposizioni maschili. Non un oggetto del padre e dei fratelli maggiori. E riuscirà a trovare la sua strada seguendo Gesù, che in quei giorni era di passaggio nella sua piccola cittadina Magdala.

Maria Maddalena recensione

joaquin phoenix rooney mara

Qual è la recensione di Maria Maddalena? Il film è riuscito per intensità e potere comunicativo (su tutte forse la scena dei sopravvissuti di un villaggio depredato dai romani), mostrandoci una Maria Maddalena diversa rispetto a quanto insegnatoci fino ad oggi. Ma anche un Gesù più umano, impaurito dalla sorte che lo attende ma anche fortemente provato per i suoi poteri confidatigli da Dio. Ovviamente, gran parte del merito va ai due attori protagonisti, rispettivamente Rooney Mara e Joaquin Phoenix. I quali hanno confermato ancora una volta la propria duttilità e le proprie capacità camaleontiche in funzione del copione.

Tra le poche pecche, sicuramente va annoverata la forzatura femminista del film. Che però in fondo cavalca la riabilitazione di cui sopra del Vaticano. Che forse ha voluto ripulire la figura di Maria Maddalena per dare più giustizia all’universo femminile ancora vilipeso e offeso dopo duemila anni da quelle vicende.

In fondo però, anche se Maria Maddalena fosse stata una prostituta, poco sarebbe importato. Anzi, la sua scelta avrebbe avuto ancora più valore. Interessante poi la scelta di un Pietro di colore. Interpretato da un altrettanto in gamba Chiwetel Ejiofor. Anche qui scelta forse di natura sociologica, per contrastare un problema razziale ancora esistente. Ma qui siamo a giudicare il film e non le sacre scritture.

Da sottolineare, infine, come la figura di Maria Maddalena riesca a mettere in secondo piano anche quella di Maria Vergine, madre di Cristo.

Insomma, un nuovo film su Gesù di Nazareth che ci offre nuove prospettive e nuovi spunti di riflessione. Una figura che, in fondo, da laici o credenti, ne offre da Duemila anni. Anche per la Scienza, che di recente ha ricostruito il volto di Cristo, alquanto spiazzante come potete vedere qui.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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