Morto Mark Hollis, la meteora che rigettò gli anni ‘80

A poco a poco, come l’inevitabile incedere del tempo impone, se ne stanno andando tutte le icone della musica del passato. Miti, leggende, meteore. Quando comporre un testo, un arrangiamento, era roba seria. Dettata dall’istinto, dalla bravura, prima ancora che dagli interessi discografici. Canzoni scritte col cuore e non a tavolino. Come invece è accaduto a partire dagli anni 2000. Quando la musica è diventata prevalentemente industria, scopiazzamento (o, se preferite, ispirata) di quanto già fatto in passato.

Certo, alcuni musicisti e cantanti se ne sono andati via troppo presto. Giovanissimi, come quelli ascritti al Club 27. Di altri invece non sentivamo più parlare da tempo. Come nel caso di Mark David Hollis, leader e fondatore dei Talk Talk. Pop band elettronica di cui ricordiamo due canzoni su tutte: “It’s My Life” e “Such a Shame”. Il primo brano, peraltro, ripreso ad inizio 2000 dai No Dubt.

Mark Hollis è morto il 25 febbraio, a 64 anni. La notizia l’hanno data alcuni siti britannici, poi confermata dall’account Social dedicato al gruppo. E ciò è tutto dire sulla sua personalità, il suo modo di essere un anti-divo. Al contrario del trend tipico degli anni ‘80. Decennio in cui emerse il suo talento. Se ne è andato in silenzio, tanto che non sono ancora note le cause della sua morte.

L’ultimo lavoro discografico di Mark Hollis risale al 1998, dal titolo omonimo. Peraltro anche apprezzato. Hollis può essere considerata una meteora della musica. Una delle tante che si sono avvistate nel cielo degli anni ‘80. Tuttavia, la sua fu una scelta precisa. Mark Hollis finì per rigettare quel decennio. Fatto di musica sintetica, edonismo, apparenza. E nel pieno del successo cambiò .

Mark Hollis carriera

mark hollis

I Talk Talk, infatti, si sono dapprima votati a un’atipica new romantic, come conferma ad esempio il synth pop esistenziale e malinconico dell’album It’s My Life (1984). Virando poi verso un “post-pop ambientale”, che miscela elementi sperimentali, jazz e classici precorrendo il movimento post-rock.

Durante questa seconda fase di carriera, il gruppo ha rinunciato al formato canzone abbracciando lo slowcore: stile di cui sono considerati pionieri. Sono anche citati fra gli antesignani del post-rock e classificati come gruppo di new wave, rock sperimentale e rock progressivo.

Dopo l’ultimo album del 1991, Laughing Stock, la band si sciolse. E Harris realizzò solo un altro album di inediti, l’omonimo Mark Hollis. Pubblicato dalla Polydor, di otto brani. Poi qualche collaborazione sporadica, apparizione dal vivo e raccolte di vecchi successi. Ma tenne sempre lontano lo showbiz.

Talk Talk album

Questi gli album dei Talk Talk

1982 – The Party’s Over
1984 – It’s My Life
1986 – The Colour of Spring
1988 – Spirit of Eden
1991 – Laughing Stock

Poi tante raccolte.

Il suo volto buffo, le orecchie a sventola, il suo fare auto-ironico, la sua riservatezza lo contrappone ai bellocci e sex-symbol del suo tempo. Un’anti-icona della sua generazione artistica.

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