Masha e Orso nei guai: di cosa è accusato il popolare cartone

Tempo di lettura:   3 minuti

Dalla Russia con amore. Masha e Orso, la serie animata partita nel 2009 e diventata presto di grande successo. Del resto, guardando i suoi protagonisti, non poteva essere altrimenti. Una tenera bambina combinaguai e un grosso orso che cerca continuamente di proteggerla e salvarla. Più una serie di animali “di contorno” altrettanto buffi, teneri e stravaganti.

La serie televisiva animata è stata creata da Oleg Kuzovkov e prodotta da Animaccord Animation Studio (Mosca, Federazione Russa), liberamente ispirata alla storia popolare orale dei bambini con lo stesso nome. Il primo episodio è stato rilasciato nel 2009. La serie è stata tradotta in 25 lingue ed è stata trasmessa in più di 100 paesi. La serie è stata pubblicata su Netflix e tramite NBCUniversal.

Masha e Orso è l’unico account non musicale ad avere più di un video su Youtube che supera il miliardo di visualizzazioni. Lo spettacolo consiste di tre stagioni complete, con 26 episodi ciascuna. I primi tredici episodi della quarta stagione sono già stati lanciati.

Masha e Orso in Italia sono approdati alla vigilia di Natale del 2011. e in questi anni sono stati trasmessi da Rai 1 (anteprima) Rai 2, Rai Yoyo, DeA Junior.

E pensare che la serie trae origine da una favola tutt’altro che tenera (ne ho parlato qui). Come accaduto però per Peppa Pig, anche questa serie animata è oggetto di accuse pesanti.

Masha e Orso accusata di fare propaganda a Putin

masha e orso

Come riporta Il fatto quotidiano, scagliarsi contro il popolare cartone è la Gran Bretagna, i cui rapporti con la Russia, già di per sé non eccellenti, sono stati resi ancora più tesi dopo l’avvelenamento a Salisbury della spia russa Sergei Skripal e della figlia Yulia. Per l’esperto dell’università di Buckingham consultato dal Times, il professor Anthony Glees: “Masha è vivace, persino cattivella. Ma anche coraggiosa, audace. Esprime una potenza maggiore della sua corporatura piccola e leggera – spiega l’accademico – Non è una forzatura definirla un personaggio ‘putiniano’“.

L’articolo del Times non è passato inosservato ai russi, tanto che l’ambasciata a Londra su Twitter lo ha pubblicato accompagnandolo con commenti sarcastici. “Il Times oggi ha sollevato una questione importante: come si potrà salvare la Gran Bretagna da ‘Masha e Orso’? Aprendo un centro di eccellenza anti-cartoni nel Baltico? Iscrivendo tutti gli autori di cartoni animati russi nella lista delle sanzioni dell’Ue? E’ chiaro che è necessaria una strategia decisa e molto costosa!”.

In particolare, il Times ha equiparato la difesa di un campo di carote alla politica di difesa dei confini russi e la piccola Masha a una guardia di frontiera russa. Nell’episodio intitolato “Vietato passare” (il dodicesimo della prima stagione), la bambina indossa un cappello che ricorda il berretto militare delle forze del servizio federale di sicurezza. Elemento che ha trasformato l’episodio della serie animata in un caso diplomatico che ha coinvolto persino l’ambasciata russa nel Regno Unito.

Masha e Orso filo-Putin, le precedenti accuse

masha e orso trama

Tuttavia, questa non è la prima volta che le storie della bimbetta dispettosa e del suo gigante buono finiscono nel mirino della critica. Tempo fa erano stati Estonia, Lettonia e Ucraina a chiederne la sospensione. L’anno scorso sul giornale finlandese Helsingin Sanomat il professore Priit Hobemagi, dell’università di Tallinn, aveva sostenuto che l’orso co-protagonista del cartone simboleggia la Russia ed è stato creato ad hoc per inculcare nella mente dei bambini un’immagine positiva della “grande madre patria“.

Tra gli episodi più citati sempre quello in cui Masha, con indosso il berretto delle guardie di confine russe, sorveglia l’orto di Orso e caccia via una lepre che aveva tentato di rubare delle carote. Un chiaro esempio, per i critici del popolare cartone animato, della propaganda di Mosca sulla difesa dei suoi confini. All’epoca il Cremlino aveva respinto le accuse dei vicini bollandole come “russofobia patologica“.

Precedente Musei, addio prime domeniche del mese gratis: quando sarà possibile entrare gratuitamente Successivo Figli dei Vip morti, i tanti casi di una maledizione

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.