Meningite, sintomi e cause: davvero immigrati non c’entrano?

Con una certa cadenza ciclica veniamo turbati dalla diffusione di una malattia che i media ci propinano come endemica. Il fenomeno cominciò con la cosiddetta “mucca pazza”, per proseguire poi con Aviaria, influenza suina, Ebola, Zika e ora la meningite. In realtà la meningite non è certo una malattia che scopriamo oggi. Addirittura, pare che già se ne accorse Ippocrate, sebbene una prima letteratura a riguardo risalga alla seconda metà del ‘700. Mentre il primo focolaio a inizio ‘800. Oggi la cronaca ci riporta molti casi in Toscana ed è esplosa un’autentica psicosi da meningite. Accompagnata anche dall’idea che la sua diffusione sia colpa degli immigrati. Ma è davvero così? Di seguito vediamo cos’è la meningite, quali sono i sintomi, quali sono le cause e se è davvero colpa degli immigrati.

Cos’è la meningite

MeningitePartiamo col dire cos’è la meningite. Come riporta la rivista medica online Lancet, è una malattia del sistema nervoso centrale, generalmente di origine infettiva, caratterizzata dall’infiammazione delle meningi. Esse sono le membrane protettive che ricoprono l’encefalo e il midollo spinale. Diventa meningoencefalite quando ad infiammarsi è anche il parenchima cerebrale.

Quali sono i sintomi della meningite

sintomi meningiteQuali sono i sintomi principali della meningite? Come riporta Prevenzionemeningite, sono quelli tipici di una normale influenza: febbre, nausea, vomito, con in più irritazione delle membrane meningee. Come si avvertono queste ultime? Mediante l’irrigidimento dei muscoli nucali. A questi sintomi si accompagna la diminuzione dello stato di coscienza, senso di torpore, battito cardiaco rallentato ed convulsioni. Tali sintomi sono correlati al tipo di meningite in atto. A seconda della tipologia i sintomi saranno più o meno gravi, così come la lunghezza del periodo di convalescenza e, ovviamente, i danni provocati al malato.

Nei neonati i sintomi sono irritabilità, nervosismo implacabile, sonnolenza profusa, convulsioni. Non è facile diagnosticarla nei lattanti perché in genere mancano i sintomi più evidenti come febbre elevata o moderata, mal di testa, il vomito, debolezza, rigidità del collo e del dorso. Possono invece verificarsi macchie rosse sparse per il corpo e convulsioni.

Come si diagnostica la meningite

come si diagnostica meningiteCome si scopre di avere la meningite? Dopo il ricovero, viene effettuata una analisi di una piccola quantità di liquido cerebrospinale prelevato mediante puntura lombare. Il tutto viene eseguito in totale sicurezza giacché il midollo spinale nell’adulto non oltrepassa i limiti della prima vertebra lombare. Vengono poi eseguiti alcuni esami del sangue e applicato il tampone nasale e faringeo per cercare di identificare il germe che ha causato l’infezione.

Quali sono le conseguenze della meningite

Quali sono le conseguenze della meningite? L’infiammazione delle meningi può provocare gravi sintomi neurologici che possono portare perfino alla morte. O, comunque, a conseguenze traumatiche come sordità, ritardo mentale, paralisi motorie, epilessia frequente.

Quali sono le cause della meningite

Le cause della meningite possono essere generalmente sia batteri che virus. Quella batterica è la più preoccupante e causata da tre germi: emofilo tipo B, pneumococco, meningococco. Invece, quella causa da virus ha un epilogo generalmente benigno. Inoltre, è causata dai batteri è molto pericolosa tra i bambini. Danni permanenti sopra descritti possono verificarsi nel 30-35% dei casi. La mortalità nel 5-10% dei casi.

meningite come prevenireLe cause della meningite vanno ricercate anche nei microrganismi di tipo commensale, ossia presenti per natura nell’organismo umano che diventano patogeni qualora la resistenza dell’organismo diminuisce. Anche dopo una semplice influenza. (un caso tipo è la meningite cerebrospinale epidemica). Anche una infiammazione dell’orecchio medio o del naso può diffondersi fino alle meningi. Infine, una terza causa non ascrivibile a virus o batteri è dovuta alle lesioni traumatiche della scatola cranica, in quanto i microrganismi penetrano nelle meningi attraverso la ferita aperta.

Come prevenire la meningite

In tanti si chiedono: come si previene la meningite? Nei luoghi pubblici, occorre seguire le normali regole sanitarie, stando attenti soprattutto quando si va in bagno o nei mezzi pubblici. Per stare tranquilli, comunque, specie per i bambini, il rimedio più efficace è il vaccino.

Come si cura la meningite

Qual è la terapia per curare la meningite? Vengono somministrati liquidi per via endovenosa, antibiotici ed altri farmaci eventualmente necessari. La terapia viene eseguita fin da subito, appena la malattia viene diagnosticata. Inoltre, vengono posti sotto osservazione tutti i soggetti entrati di recente in contatto con il malato.

La meningite è causata dagli immigrati?

Sta diventando un’idea diffusa quella che ritiene la meningite causata dagli immigrati. A smentire questa tesi sono vari specialisti. Ecco le loro dichiarazioni riportate dal blog di David Puente:

Questo quanto dice Francesco Menichetti, primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Cisanello di Pisa, in un’intervista del 19 febbraio 2016:

«Questa è una stupidaggine priva di qualunque fondamento scientifico. Non abbiamo nessun elemento per ritenere che il fenomeno dei migranti abbia portato il meningococco. Questo in particolare sembrerebbe essere arrivato nel 2012 con una nave da crociera in cui c’era stata un’epidemia con persone sbarcate a Livorno. Sono pure supposizioni».

Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive, parassitarie e immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità:

“Sebbene sia innegabile – spiega Rezza – che in tempo di globalizzazione i germi si muovono con gli uomini”, la trasmissione dei batteri non avviene solo tramite i viaggi dei migranti ma potrebbe verificarsi durante qualsiasi trasferta all’estero dei cittadini italiani. Inoltre, aggiunge il professore, “i casi di meningite avvenuti in Toscana sono dovuti al meningococco C che è da sempre presente in Italia e in Europa“. “Nell’ultimo anno – continua Rezza – i casi di meningite da meningococco sono stati circa 190 mentre l’anno precedente si sono registrati 196 casi, per cui si tratta di un andamento stabile“. Per quanto riguarda “i casi sia di meningite che di sepsi, circa 1700 nel 2016, si nota invece una leggera diminuzione rispetto all’anno passato“. “In Italia non abbiamo un’emergenza meningite – conclude Rezza – l’importante è aumentare la sorveglianza e usare tutti i vaccini a disposizione”.

immigrati meningiteA smentire la tesi degli immigranti causa della meningite, sempre secondo alcuni specialisti, il fatto che il meniningococco è molto rapido nella sua capacità di aggressione; addirittura poche ore nel caso di una setticemia. Inoltre, il contagio avviene in luoghi chiusi, dove il contatto è stretto e prolungato. E dove la circolazione dell’aria è limitata. Stiamo parlando di persone che effettuano viaggi lunghi mesi, se non anni, e di persone con un sistema immunitario che non è certo equivalente a quello degli europei. Inoltre, una volta sbarcati in Italia, vengono chiusi in centri-lager che renderebbero la trasmissione molto facile. Eppure, malgrado tutto, gli immigrati riescono ad arrivare in Italia e non muoiono certo di questa malattia nei centri.

Farsi leccare da cane o gatto, quali pericoli

A cercare di tranquillizzare la popolazione ci pensa infine anche il Ministero della Salute, che rammenta:

«Nel 2016 sono stati segnalati 178 casi di meningite da meningococco, con un’incidenza in lieve aumento rispetto al triennio 2012-14, ma in diminuzione rispetto al 2015».

Poi prosegue:

«Il ministero spiega infatti che «per quanto riguarda il meningococco di tipo C, il più letale, le cifre dicono che ha causato 36 decessi negli ultimi quattro anni, in una popolazione di quasi 65 milioni di persone. Considerando tutti i ceppi di meningococco che danno la meningite, non si supera il 10% della letalità». E «se consideriamo l’intero quadriennio analizzato (dal 2013 al 2016) – precisa la nota – abbiamo 629 decessi per meningite da qualsiasi causa, a fronte di 6786 pazienti diagnosticati. Per dare un’idea comparativa, i decessi da incidente stradale nel nostro Paese sono stati 3419 solo nell’anno 2015».

Meningite portata da immigrati? Perchè potrebbe non essere bufala

immigrazioneVi sentite più tranquilli ora? Io così così. Strano che la meningite sia diventata un caso e così aggressiva proprio in concomitanza con lo sbarco degli immigrati, iniziato in maniera smodata a partire dal 2012. Per la soddisfazione delle cooperative sociali che ci fanno affari. Non a caso, proprio l’Africa subsahariana è stata colpita da grandi epidemie di meningite meningococcica per oltre un secolo e questo andamento l’ha portata a essere identificata come la “fascia della meningite”. In questa regione, come riportano vari studi a riguardo, tra cui quello di Connie Goldsmith raccolto in Meningitis, Twenty-First Century Books, pubblicato nel 2007, il tasso registra livelli elevatissimi. Pari 100-800 casi annui ogni 100 000 persone. La zona è anche estremamente arretrata dal punto di vista della possibilità di accesso alle cure sanitarie. La più grande epidemia mai registrata nella storia ha colpito l’intera regione subsahariana nel 1996-1997, causando oltre 250 000 casi e 25 000 morti.

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3 commenti su “Meningite, sintomi e cause: davvero immigrati non c’entrano?

  1. AvatarGianluca il said:

    Questi maledetti scimmioni acefali sono responsabili,e anche chi,li difende QUANDO SCOPPIERÀ LA GUERRA CIVILE PAGHERÀ,di tutti i mali attuali,certo con in testa i criminali politici e antirazzisti che permettono questo. Stanno ricomparendo malattie e ceppi virulenti che avevamo sconfitto da decenni… Auguro alla Boldrini,alla Kienge e ai loro figli di beccarseli… Lavoro zero,sanità a pezzi dove per trovare un letto libero in un ospedale devi scazzottarti,perennemente pieni di questi subumani schifosi che sempre più gente giustamente li odia ferocemente… Io ci parlo con la gente comune,sopratutto anziani e li incito a fare qualsiasi cosa nel nostro piccolo perchè questi luridi australopitechi invasori con le capezze d oro,tablet e cell di ultima generazione,Nike,ecc,oppure rumeni ubriachi dalla mattina e superaggrssivi mentre le fdo pagate per vessare gli italiani e chiudere tutti gli occhi e anche il buco del culo con gli IMMIGRATIS,perdono tempo a fare le multe a ragazzi sul motorino o ad anziani per uno spechietto… Tempo fa(ah….fosse successo a Scampia li avrei fatti linciare vivi)ero in un parco di Roma e alcuni albanesi si stavano ammazzando a bottigliate e i vigili erano intenti a fermare macchine e fare multe,al mio richiamo non mi hanno neppure degnato di uno sguardo… TUTTA….questa masnada di papponi criminali deve solo sperare che un giorno il medico non mi dica”lei ha pochi mesi di vita”,beh…giuro che Preiti in confronto farà impallidire ció che farei io… Me ne porterei non pochi e ben’mirati all’inferno con me… Che siate stramaledetti tutti quanti voi state distruggendo questo nostro meraviglioso paese… E vi va di lusso che non siamo in USA e non ci sono le armi…….

  2. Avatarpartigianodidestra2 il said:

    sono tutte parole inutili, la verità è che se entrano cani e porci senza controlli sanitari da paesi dove non si fanno i controlli e normale che portano malattie.

  3. Avatarmonteverde il said:

    I media piu’ che informare e fornire i dati per permettere di giudicare, fanno gossip. Certamente ogni malattia rispetto al singolo ha la sua importanza. In questo sito [www.assis.it] si trovano i dati di diffusione dei casi di meningite in paesi europei.

    L’Italia ha tassi di infezione tra quelli piu’ bassi. Ad esempio in Svizzera e Austria sono piu’ che doppi e in altri paesi la frequenza di casi e’ 10 volte quella in Italia. L’unica anomalia italiana e’ una maggiore frequenza di infezioni da meningococco C.

    Effettivamente, in Toscana i casi sono circa il doppio rispetto alla media italiana. Certamente, il rimescolamento delle popolazioni, per effetto dei portatori sani, potrebbe aver favorito la dispersione di ceppi verso i quali le popolazioni locali sono meno protette. Tuttavia, cio’ puo’ esser vero per qualsiasi infezione e indipendentemente dalla nazionalita’ dell’”untore”.

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