MENTRE RENZI PENSA A FARE IL LEADER DEL PD, LA SUA FIRENZE CADE A PEZZI

TRA MOMUMENTI SFREGIATI, ROM CHE SI LAVANO NELLE PIAZZE PRINCIPALI IN PIENO GIORNO E TASSE CHE TARTASSANO I CITTADINI
Dopo essere stato sconfitto da Bersani alle Primarie del Partito democratico ed essersi congedato con un bel discorso sui giovani e le ambizioni degno del miglior oratore americano, Matteo Renzi era sparito dalle scene per qualche mese, pensando solo a fare il Sindaco di Firenze. Compito peraltro già di non poco conto. Poi però, appena il vincitore monco Pierluigi Bersani ha iniziato ad avere i primi problemi nel formare un Governo, ecco che è rispuntato, proferendo ramanzine e consigli a destra e manca. Diventando di nuovo il leader ideale e il piacione di tutti; o forse più della destra che della sinistra. Ora ripunta come candidato alle ennesime Primarie del Pd, che dovrebbero tenersi in autunno; tenuta del Governo Letta permettendo. Ma mentre lui pensa a fare carriera, Firenze e i fiorentini non se la passano molto bene…

ASSENTEISTA – Tra le sgroppate in camper, le corsette e le maratone, i comizi nelle feste di partito, le comparsate nei talk show, l’incalcolabile numero di interviste, quanto tempo ha dedicato il sindaco di Firenze per partecipare alle assemblee del parlamentino cittadino eletto con lui? Nel 2012 il suo nome compare tra i presenti soltanto in 8 delle 45 riunioni. Una ogni sei. Un po’ meglio è andata nella prima parte del 2013, quando evidentemente il Rottamatore si è sentito gli occhi addosso: 7 su 17, quattro su 10. Gabriele Toccafondi, coordinatore fiorentino del Pdl e sottosegretario all’Istruzione, ha conteggiato oltre 90 assenze di Renzi in 150 consigli comunali nei primi tre anni e mezzo di mandato: «E quando è presente, in media il sindaco staziona in consiglio per qualche minuto», chiosa Toccafondi.

VANDALISMO DILAGANTE – Secondo un calcolo di Legambiente, Firenze è la quinta città più colpita d’Italia da reati contro i beni culturali pari a 160mila euro, dopo Napoli (un milione e 400 mila euro), Milano (oltre un milione), Roma (680 mila) e Torino (300 mila). Solo nel corrente mese ci sono stati due episodi: quello del 55enne americano che ha dato il cinque alla statua dell’Angelo Annunciatore, esposto nel museo dell’Opera del Duomo, rompendogli un mignolo. Qualche giorno dopo un cretino di notte ha imbrattato il muro del Battistero di Firenze.
I ROM CHE SI LAVANO NELLE FONTANE IN MARMO – Chissà cosa avrebbero detto Girolamo e Giovanni Della Robbia, autori della vasca cinquecentesca con fontana del Tabernacolo delle Fonticine sull’asse di via Nazionale, a pochi passi dal mercato di San Lorenzo. Due zingare, come se fossero al chiuso di una lavanderia, sciacquano una secchiata di panni. Non contente, li stendono, incuranti, di occupare un luogo pubblico. Un uomo, con totale indifferenza, prima l’ha fatta “fuori dalla tazza” e poi ha utilizzato la fontana come un bidet. L’ennesimo fermo immagine di questo album delle figuracce che Firenze sta regalando al mondo.
Alcuni commercianti della zona postano su Facebook anche foto di chi si fa lo shampoo e chi si lava i denti. “Una vergogna – racconta una esercente-. Sta per partire una raccolta firme, una situazione del genere è intollerabile”. A fare da cornice anche l’odore: disgustoso. “Spesso chiamiamo l’azienda di pulizie Quadrifoglio – sottolinea l’esercente – ma serve a poco: questo angolo è stato scambiato per un wc”.
E oltre al danno, c’è sempre la beffa. Dal 2004 ad oggi il centrosinistra ha speso 14 milioni e 703.819 euro per la gestione dei campi rom a Firenze. A cosa sono serviti tutti questi soldi dei fiorentini? Il Comune di Firenze ha in vigore un regolamento per la gestione dei due campi: è stato rispettato, o il Comune non ha fatto ciò che è previsto? I soldi sono serviti per accogliere i rom e integrarli e superare in maniera graduale la logica dei campi, o soltanto a dimostrare una falsa accoglienza e a far lavorare le cooperative?
DA ROTTAMATORE A TASSATORE?– irenze è diventata un multificio? Secondo le accuse di Marco Stella, capogruppo Pdl al consiglio comunale, pare proprio di sì. «Come può Renzi con 16.760 verbali in meno incassare 8 milioni di euro in più dell’amministrazione precedente? Ha forse aumentato gli importi delle contravvenzioni? Sotto l’amministrazione Renzi raddoppiano anche le multe con autovelox: dalle 33mila del 2009 agli oltre 75mila verbali del 2012» tuona Stella.
Peraltro il Comune di Firenze ha un tesoretto di oltre 100milioni di euro che però dal 2003 non riesce a riscuotere. E pensare che Matteo Renzi in campagna elettorale aveva promesso il contrario. Ma sì sa, le promesse in campagna elettorale se le porta il vento…

LE FALSE PROMESSE SUL MAGGIO FIORENTINO – C’era una volta il Maggio Musicale fiorentino. Concerti, balletti, cori, opere liriche, teatro, il fiore all’occhiello di una città simbolo della cultura e dell’arte italiana. Il Maggio c’è ancora, a onor del vero, ma pieno di ammaccature e buchi di bilancio.
Matteo Renzi, in qualità di sindaco, presiede il consiglio di amministrazione del Maggio. È il numero 1. Quando arrivò a Palazzo Vecchio, nel 2009, ne conosceva bene lo stato boccheggiante delle finanze: da presidente della Provincia di Firenze era stato tra i suoi finanziatori. Secondo il suo stile intessuto di slogan e annunci a effetto, Renzi screditò l’ente come uno «stipendificio». Non aveva torto. Come alla Scala e nelle altre fondazioni sparse per il Belpaese, al Maggio si incassa un’indennità anche nel respirare. Clausole integrative, corsie preferenziali, veti sindacali zavorrano l’ente. E a pagare sono le casse pubbliche, cioè i contribuenti, compresi quanti preferiscono Jovanotti a Mozart o non hanno i soldi per permettersi di comprare i biglietti.
Che fa dunque Renzi il Magnifico? Promette. Proclama. La parola d’ordine è «gestione manageriale» che risanerà i bilanci e tapperà i buchi. Ma ci vuole un anno (maggio 2010) perché scatti qualche provvedimento, cioè la nomina a sovrintendente di Francesca Colombo. Scelta «renziana», cioè politicamente molto corretta: una donna, e in aggiunta giovane (37 anni). Ingegnere del Politecnico di Milano, aveva lavorato alla Scala all’archivio digitale e al marketing; la sua carriera era decollata tre anni prima quando era diventata segretaria generale del festival musicale MiTo presieduto dal finanziere Francesco Micheli, allora suo compagno. Al Maggio fiorentino la rampante e ben inserita manager approdava come responsabile artistico-culturale dell’Expo 2015.
La mission della Colombo, per un compenso sui 300mila euro annui, era attrarre sul capoluogo toscano i finanziamenti privati. «Voglio rassicurare che porteremo il Maggio in pareggio quest’anno come abbiamo fatto con Ataf e Firenze parcheggi», gonfiò il petto Renzi. Un’illusione. Il bilancio 2010 del Maggio si chiuse con un disavanzo di 8.358.042 euro contro un deficit previsto di 1,5 milioni. I problemi maggiori si ebbero proprio sul fronte dei finanziamenti, poiché sia lo Stato sia i privati avevano tagliato le sovvenzioni. Nel 2009 la perdita era stata assai inferiore: «appena» 2.361.000 euro.

Ma le cose non sono andate meglio negli anni successivi. Nessuna inversione di tendenza ha riportato il sereno nelle nebbie dei conti. Il 2011 del festival fiorentino si è chiuso con un rosso di 3.473.428 euro e per il 2012 si stima un disavanzo ancora sugli 8-9 milioni. Nei quattro anni da numero 1 del Maggio, Renzi ha accumulato perdite per oltre 20 milioni di euro. Gli incassi del botteghino superano a malapena i 4 milioni; il resto delle entrate arriva da enti locali per circa 9 milioni e dallo stato per altri 17.

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0 commenti su “MENTRE RENZI PENSA A FARE IL LEADER DEL PD, LA SUA FIRENZE CADE A PEZZI

  1. Dare la responsabilità a Renzi di atti di vandalismo non fa altro che rafforzare l'idea, che molti italiani già hanno, che sia uno dei pochi leader davvero capaci e che sa fare il suo lavoro. Evidentemente di appigli per criticarlo davvero non ce ne sono. Il rapporto di Legambiente ad esmepio dice che Firenze è la città più pedonale d'Italia in assoluto: e questo è un dato che nasce da scelte politiche del sindaco, quindi sua responsabilità diretta.

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