MORTO JOEG HAIDER, SIMBOLO DELLA DESTRA EUROPEA

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In seguito ad un incidente stradale, alle prime ore di sabato mattina, è morto Joerg Haider, governatore della Carinzia e leader dell’estrema destra austriaca. Il 58enne leader austriaco, verso l’una e trenta di sabato notte, viaggiava a 142 chilometri orari, invece dei 70 consentiti, quando si è schiantato su un palo vicino a Klagenfurt. Si apprestava a recarsi dalla madre, che il sabato aveva compiuto 90 anni. 
Un epilogo, quello della vita del  politico austriaco, che rispecchia al meglio la sua storia, controversa, ardita, esuberante. Originario di una famiglia collusa con il Nazismo (il padre era stato un funzionario del Terzo Reich; non abbandonerà mai completamente le sue convinzioni positive sul Nazismo), Haider s’iscrisse al Partito della Libertà Austriaco (FPÖ), appena ventenne (1977). Divenne, nel giro di 10 anni, segretario del partito (1986), e dopo tre anni divenne Governatore della Carinzia, carica che dovette lasciare per le sue esternazioni positive nei confronti del Nazismo. Carica che riacquisì nel 1999, ottenendo quasi il 30% dei voti. In quello stesso periodo, iniziò una collaborazione Governativa tra il suo partito e quello popolare, che costò anche delle sanzioni da parte dell’UE. Anche questo durò poco tempo, fino al 2002, quando Haider ritirò la fiducia al Governo. Si ricandidò alle elezioni governative del 2004, sull’onda dei successi di Le Pen in Francia, ottenendo più del 40% dei voti, ridiventando Governatore della Carinzia.
La sua instabilità politica lo portò però a staccarsi dal suo originario partito e a fondarne uno nuovo,  il BZÖ (Alleanza per il futuro dell’Austria), che ottenne proprio due settimane prima della sua morte, il 10%. Riportandolo così all’attenzione della scena politica europea.
In Italia, il partito che ha espresso le parole più lodevoli nei suoi confronti, è stata la Lega; soprattutto per la sua lotta alla conservazione dei valori tradizionali della propria terra, che anche il partito del “Carroccio” cerca da sempre di portare avanti. Il Friuli Venezia Giulia, anche per la consistente presenza di austriaci nel suo interno e per la vicinanza geografica alla Carinzia, ha  indetto una giornata di lutto istituzionale quando si terranno i suoi funerali.
La politica di Haider, populista, conservatrice, per non dire xenofoba, esprime quel disagio diffuso nel vecchio continente europeo, dato dalle difficoltà socio-economiche che imperviano in esso da diversi anni, le quali risvegliano e alimentano idee di intolleranza e timore verso ciò che viene dall’esterno (come potrebbe essere un immigrato), che così viene visto quasi come minaccia dei propri diritti, dal quale difendersi.
In effetti, la carriera di Haider è un ottimo specchio di come il populismo e la xenofobia siano gradualmente aumentati in diverse zone d’Europa, a partire dagli anni ’90, quando la recessione economica da un lato (dovuta a vari motivi interni ed internazionali) e l’aumento dell’immigrazione dall’altro (dovuta al crollo dei regimi comunisti dell’est europeo, o ad una maggiore affluenza di africani), ha fatto scattare un allarme nelle popolazioni europee, che così riversano la propria fiducia verso partiti che fanno della difesa dei valori nazionali, la propria bandiera programmatica.
Sono un esempio i successi della Lega in Italia, di Le Pen in Francia, di Haider in Austria appunto, dei vari partiti conservatori nel resto d’Europa; facilitati anche da una sinistra europea in stato confusionale, che ormai, a parte i soliti discorsi impregnati di idealismo, non va oltre.
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