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MORTO MAGISTRATO FEDERICO BISCEGLIA: INCIDENTE O OMICIDIO?

magistrato della Procura di Napoli, è morto in un incidente avvenuto nella notte DI DOMENICA sull’autostrada A3, nei pressi di Castrovillari. AVEVA CONDOTTO E STAVA CONDUCENDO ANCHE INDAGINI SUI VELENI INTERRATI IN CAMPANIA
Grave perdita per la Campania e la Magistratura italiana. Nella notte tra sabato e domenica è morto in un incidente stradale sulla A3, nei pressi di Castrovillari, il magistrato della Procura di Napoli Federico Bisceglia, di 45 anni. Nell’incidente stradale è rimasta ferita anche una seconda persona, amica del Pm. I due erano a bordo di una Lancia K che, per cause ancora in corso di accertamento, è finita fuori strada. L’autostrada – secondo quanto riporta una nota dell’Anas – è rimasta chiusa fino alle ore 5,00 circa di domenica mattina, al termine della messa in sicurezza del tratto e la conclusione dei rilievi delle forze dell’ordine. Si parla di incidente, ma non pochi sono i dubbi a riguardo. Bisceglia era infatti impegnato in diversi filoni legati ai rifiuti e alle violazioni ambientali, e a gettare ombre sulla sua morte sono anche alcune parole del pentito Carmine Schiavone morto di recente…

LA DINAMICA DELL’INCIDENTE – Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia stradale, i vigili del fuoco ed il personale del servizio 118. L’incidente, secondo quanto ha reso noto l’Anas, è avvenuto intorno alla mezzanotte e si è verificato al km 205,700 dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, in carreggiata sud, tra gli svincoli di Frascineto e Sibari. L’automobile, per cause in corso di accertamento, si è scontrata contro le barriere laterali in un tratto rettilineo non interessato da lavori di ammodernamento, finendo fuori strada dopo alcuni testacoda.
Gli inquirenti non lasciano spazi a dubbi, affermando che le ulteriori verifiche confermeranno la tesi di un comune incidente. 
LE INDAGINI DELICATE – I reati ambientali nei molteplici profili e, tra le ultime indagini, quella relativa alla morte della piccola Fortuna, la bimba di 6 anni che precipitò dal balcone nel Parco Verde di Caivano (Napoli) e per la quale fu fermato un uomo l’accusa di aver abusato della bambina: sono alcune delle inchieste che hanno visto protagonista negli anni il sostituto procuratore Federico Bisceglia, originario di Catanzaro.
Da qualche tempo nella Procura di Napoli Nord, Bisceglia era uno stimato magistrato impegnato in diversi filoni legati ai rifiuti e alle violazioni ambientali, dalle vicende riguardanti la Terra dei Fuochi ed i rifiuti tossici agli sversamenti di liquami nel mare di Capri. Ambiente, ma non solo. Bisceglia si era occupato anche di altre questioni come gli appalti per la Coppa America.
Il magistrato in incontri con studenti e cittadini in più occasioni illustrò la particolare pericolosità dei reati ambientali e le conseguenze sulla crescita civile.
Il Procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Colangelo, appresa “con dolore” la notizia della morte del sostituto procuratore Federico Bisceglia, ha espresso alla famiglia “profondo cordoglio e vicinanza”.
QUELLE PAROLE DI SCHIAVONE–  A lanciare inquietanti sospetti è l’oncologo del Pascale Antonio Marfella, stretto collaboratore di don Maurizio Patriciello, in prima linea nella lotta ai roghi e agli sversamenti illegali di veleni. Dopo aver appreso della morte del magistrato, Marfella sulla sua pagina Facebook ha denunciato che Carmine Schiavone, il pentito dei casalesi che per primo vent’anni fa rivelò l’interramento di veleni in Campania (morto anche lui qualche giorno fa) avrebbe avvertito, nei mesi scorsi, il medico e il sacerdote di Caivano di «stare attenti agli incidenti stradali». Anche quest’ultimo ha ricordato quelle minacce sul proprio profilo Facebook.
Scrive il dottor Marfella: «La notizia di oggi dello schianto in autostrada del magistrato Bisceglia con il quale ho collaborato, non solo mi schianta dal dolore ma mi obbliga al terrore in considerazione del messaggio preciso che ho ricevuto in occasione dell’incontro con il pentito Schiavone insieme a padre Maurizio…sono stato “avvisato” da Carmine Schiavone ad essere particolarmente attento ad “incidenti stradali” come gia’ capitato ad un altro mio referente ed amico: il generale Gennaro Niglio». Poi la drammatica conclusione: «Ora ho davvero paura» scrive Marfella.

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