MORTO ROBIN WILLIAMS, IL CHARLIE CHAPLIN CONTEMPORANEO

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TROVATO PRIVO DI VITA NELLA SUA CASA A TIBURON. SEPPE FAR RIDERE, MA ANCHE PIANGERE
Chi mi conosce personalmente sa bene il mio amore per il Cinema di Charlie Chaplin, al quale riconosco l’insuperata capacità (sia da attore che da regista) di far ridere e piangere, magari anche nello stesso film. Un attore che nell’era contemporanea si è distinto per una simile dote è stato senza dubbio Robin Williams, spentosi come noto lunedì nella sua casa di Tiburon, in California. Aveva 63 anni e da anni soffriva di depressione, malessere che lo portò ad accentuare l’abuso di alcol e droga. La sua carriera cinematografica ha vissuto il periodo migliore tra gli anni ’80 e ’90, mentre nell’ultimo decennio ha rivestito ruoli minori o più cupi (conseguenza forse questa del suo stato d’animo), riuscendovi comunque egregiamente.

ORIGINE E PRIMI LAVORI – Nasce a Chicago, nell’Illinois, il 21 luglio 1951 in una famiglia benestante; il padre, Robert Fitzgerald Williams (1906-1987), era un dirigente della Ford Motors del Midwest di origini inglesi, gallesi e irlandesi; la madre, Laura McLaurin Smith (1922-2001), era una modella nata a Jackson (Mississippi) da una famiglia di remote origini francesi.
Di indole solitaria, da bambino si dedica soprattutto agli studi e allo sport. Cresce a Bloomfiled Hills, nel Michigan (frequenta la prestigiosa Country Day School).
Nel 1967 la famiglia Williams si trasferisce in California, dove Robin si diploma nel 1971: si iscrive quindi alla facoltà di scienze politiche al Claremont Men’s College, dove inizia la sua passione per il teatro. Abbandonati gli studi si iscrive al prestigioso istituto di recitazione drammatica, Juilliard School di New York, con John Houseman come maestro. Si distingue come mimo, guadagnando i primi soldi con alcuni spettacoli. Diplomatosi presso la Juilliard, Williams torna in California, a San Francisco, e inizia la carriera di attore di commedie a teatro. Nel 1976 supera un importante provino e, in seguito, appare anche al The Richard Pryor Show.
Nel 1977 Garry Marshall gli propone il ruolo di Mork, un simpatico alieno, protagonista della serie televisiva Mork & Mindy (spin-off tratto da un’altra famosa serie televisiva, Happy Days). Il personaggio, interpretato dal 1978 al 1982, gli dona una grande notorietà presso un vasto pubblico internazionale, imprimendosi in maniera indelebile nella fantasia di milioni di telespettatori. Il caratteristico saluto del personaggio, che compariva fra i terrestri allargando le dita e dicendo “Na-no Na-no” diventa un tormentone.
A partire dai tardi anni ’70, e per tutti gli anni ’80, Williams interpreta numerose stand-up comedy, e con tre episodi speciali della commedia dell’HBO Off The Wall (1978), An Evening with Robin Williams (1982) e Robin Williams: Live at the Met (1986). I suoi lavori standup sono stati molto importanti per la sua carriera, come ha poi dimostrato il suo one-man show (anche su DVD) Robin Williams Live on Broadway (2002). È stato votato 13° nella lista della Comedy Central’s tra i 100 più grandi stand-up di tutti i tempi.
IL GRANDE SUCCESSO TRA GLI ANNI ’80 E ’90 – Al cinema, uno dei primi ruoli cinematografici di rilievo è nel 1980 in Popeye – Braccio di Ferro di Robert Altman. L’anno seguente, al fianco di Glenn Close, recita ne Il mondo secondo Garp: nella pellicola, Williams si cimenta in una vasta gamma di variazioni mimiche e vocali.
Lanciato da questa seconda esperienza, ottiene la consacrazione a Hollywood nel 1987 con Good Morning, Vietnam di Barry Levinson, nel quale è Adrian Cronauer, militare americano che lavora come deejay per la radio dell’esercito statunitense, ascoltata tutti i giorni dai soldati impegnati in Vietnam. Williams, libero di improvvisare, riceve la prima nomination agli Oscar; non vince l’Oscar ma si aggiudica comunque un Golden Globe.
Successivamente, nel 1989 è protagonista de L’attimo fuggente (seconda nomination agli Oscar): nel film di Peter Weir, Williams interpreta il ruolo del professor John Keating, tenace e rivoluzionario, fuori dagli schemi in un liceo “vecchio stile” e conservatore. Grazie a questa interpretazione, in un ruolo chiaramente non comico, l’attore si consacra anche agli occhi della critica che continua a vederlo come un commediante per pellicole di genere.
Seguono altri film di buon successo; è a fianco di Robert De Niro in Risvegli (1990) interpreta la parte del dottor Malcolm Sayer, e l’anno successivo è un professore di storia medievale colpito da una follia lucida in La leggenda del re pescatore.
Nel 1991 è un cresciuto Peter Pan in Hook – Capitan Uncino di Steven Spielberg, mentre l’anno dopo, nel 1992, è Leslie Zevo, l’eccentrico proprietario di una particolare fabbrica di giocattoli in Toys – Giocattoli.
Nel 1993 conquista il pubblico di grandi e piccoli nel divertente e duplice ruolo di papà e colf in Mrs. Doubtfire, mentre due anni dopo è il protagonista di Jumanji. 
IL CALO – Tra i successi degli ultimi anni vi sono Will Hunting – Genio ribelle, del 1997, a fianco della giovane star emergente Matt Damon, grazie al quale vince la statuetta come “miglior attore non protagonista”, Patch Adams e Al di là dei sogni, del 1998.
Successivamente vediamo Williams in ruoli più oscuri, come in Eliminate Smoochy, One Hour Photo, Insomnia, The Final Cut e Una voce nella notte, un thriller riguardo a uno spettacolo radiofonico che fa crescere l’amicizia con un bambino che potrebbe non esistere.
Continua a saper alternare parti comiche, come nel film di fantasia e animazione della Disney Flubber – Un professore tra le nuvole, a ruoli seri e impegnati, come nelle pellicole sentimentali e drammatiche Patch Adams e L’uomo bicentenario.
Recita quindi in Jakob il bugiardo, ambientato in un campo di concentramento nazista, in Insomnia, in cui riveste il ruolo di un assassino, e One Hour Photo, in cui interpreta un commesso di un centro fotografico, bonario ma estremamente solo, morbosamente affezionato ai suoi clienti, che, dopo essere stato licenziato, perde la testa. Queste, del 2002, sono le ultime pellicole di rilievo.
Grazie Robin, per averci fatto ridere e commuovere, fantasticare e riflettere.

(Fonte: Wikipedia
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