I due ospedali peggiori in Italia: la situazione assurda in cui versano

Quali sono i peggiori ospedali in Italia? Sulla Malasanità italiana si è detto e scritto tanto. Per anni. In fondo, però, non è che serva leggere o ascoltare storie di altri e notizie di cronaca per capire in quale stato versino gli ospedali italiani. Ognuno di noi, prima o poi, ha a che fare con la malasanità. Vuoi per esperienza diretta sulla propria persona, vuoi per problemi familiari, di amici o conoscenti.

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo avuto a che fare con file lunghe ad un Pronto soccorso, corridoi sporchi, personale infermieristico svogliato, medici impreparati o poco empatici, diagnosi e/o terapie sbagliate, negazione di diritti, liste d’attesa interminabili, malfunzionamenti di macchinari o computer.

Gli ospedali italiani versano in una situazione disastrosa da anni. Specie al Sud. E i governi susseguitisi in questi decenni hanno effettuato tagli che hanno finito per peggiorare la situazione. Mentre la carenza di personale inizia a diventare un fatto grave. Poi ci si mette la consueta corruzione, anche in un luogo delicato come quello di un ospedale, dove si preserva la salute umana. Infine, fattore non trascurabile, ci si mette l’invecchiamento della popolazione italiana. Patologia demografica che moltiplica i casi di malattie e patologie, che pesano sulla resa del servizio.

Ma quali sono i due ospedali peggiori d’Italia? Sono emersi grazie ad una recente visita del Ministro della Sanità Giulia .

I due ospedali peggiori d’Italia: Locri e Polistena

ospedali peggiori

Come riporta Virgilio, il ministro della Sanità, Giulia Grillo, ha descritto così le condizioni del nosocomio dopo la sua visita nella struttura della città in provincia di Reggio Calabria e a Polistena: “La situazione dell’ospedale di Locri è ai confini della realtà”.

Durante la conferenza stampa, ripresa da Le Iene, il ministro ha spiegato che “il comparto dei Nas ha fatto un’ispezione a gennaio” dove già erano state segnalate gravissime carenze: “Vi dico solo un dato: 1765 medicinali scaduti nel reparto di pneumologia”.

Ascensori non omologati – prosegue poi Grillo nel resoconto della sua ispezione sempre nell’ospedale di Locri – sterilizzatori non omologati, gruppo elettrogeno non omologato. Uno pensa che ci siano solo reati penali, ma lì c’è una cattiva gestione anche dal punto amministrativo. Non riesco a descrivere la situazione che ho visto”.

Passando poi alle condizioni del nosocomio di Polistena, il ministro ha spiegato che anche in quella struttura ci sono “grandi difficoltà”:

“Carenze di organico paurose, nonostante fosse stata prevista, pur essendo la Calabria commissariata, l’assunzione di mille unità di personale. Non è stato bandito neanche un concorso. Quindi abbiamo pochissimi medici, pochissimi infermieri, l’osservazione breve intensiva chiusa, la sala delle emergenze chiusa. C’è una sola sala con la gente buttata ovunque, una sola ambulanza medicalizzata”.

Seppur considerando positivamente lo sforzo di alcuni sanitari di andare avanti nonostante tutte le problematiche delle strutture, il ministro Grillo ha infine concluso chiedendosi come sia possibile parlare di servizi con ospedali in tali condizioni.

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