Pasqua doveva capitare il 24 Marzo, errore del calendario? Cosa è successo

Come noto, se Natale ha un giorno fisso nel quale ricade, ossia il 25 dicembre, Pasqua invece ha una sola certezza: che viene di domenica. Mentre il giorno dopo si festeggia il Lunedì dell’angelo, meglio noto come Pasquetta. Giornata dedicata ai pic nic all’aperto, sebbene negli ultimi anni questa tradizione si stia perdendo. Con tanti che preferiscono recarsi nei centri commerciali o nei lounge bar sulla spiaggia per gli aperitivi con musica.

Del resto, vale pur sempre il proverbio: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. Visto che la Risurrezione di Cristo viene festeggiata con maggiore libertà, anche con weekend lunghi trascorsi fuori casa.

Ma torniamo alla questione data di Pasqua. Essa si calcola in base al Calendario Gregoriano. E, secondo i calcoli che vedremo tra poco, sarebbe dovuta capitare il 24 marzo. Ed invece, la stiamo festeggiando oggi 21 aprile. Perchè? Si tratta di un clamoroso errore di calcolo in calendario? Ecco come stanno le .

Pasqua come si stabilisce data

buona pasqua immagini

A spiegarci cosa è successo è Focus. La Pasqua cade sempre la prima domenica dopo il primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera.

Quest’anno l’equinozio di primavera (vedi) è arrivato mercoledì 20 marzo alle 22:58, e dopo circa quattro ore, ossia alle 2:43 di giovedì 21 marzo, il nostro satellite ha raggiunto la fase di Luna piena. Se guardiamo le cose dal punto di vista astronomico quella è stata la prima Luna piena dopo l’equinozio di primavera e, dunque, stando alla regola, la Pasqua avrebbe dovuto cadere il 24 marzo, la prima domenica successiva alla serie canonica di eventi.

Perchè Pasqua è ricaduta il 21 aprile anziché il 24 marzo

Il calendario gregoriano è comunque sbagliato! Tutti i calendari sono nati per misurare il tempo in base a fenomeni astronomici ciclici: l’alternanza del giorno e della notte, le fasi della Luna (il mese), il susseguirsi delle stagioni (l’anno). Ma tutti hanno un problema: non sono precisi, perché la durata effettiva di un’orbita della Terra attorno al Sole è di 365,2564 giorni. Una frazione di giorno in più che richiede periodici aggiustamenti del calendario. Nel 46 a.C. Giulio Cesare rimise in pari le date rispetto alle stagioni: il calendario giuliano prevedeva 365 giorni con un anno bisestile ogni 4, ma per sistemare la differenza iniziale si stabilì che il 46 a.C. avesse 445 giorni. Anche il calendario gregoriano non è preciso (ha un errore di 6 giorni ogni 10.000 anni), ma è il più preciso tra tutti quelli che abbiamo avuto.

Niente di tutto ciò: per convenzione, la Chiesa considera “equinozio di primavera” sempre e comunque il 21 marzo, anche se nella realtà astronomica può variare nell’arco di tre giorni. Perciò anche il plenilunio del 20 marzo è andato “perso”. Il successivo è venerdì 19 aprile, e allora sì che la domenica successiva sarà Pasqua, il 21.

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